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		<title><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></title>
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		<description><![CDATA[Blog di Sabrina Ginocchio con consigli, recensione e suggerimenti sui libri da leggere]]></description>
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		<lastBuildDate>Mon, 16 Mar 2026 07:30:00 +0100</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[L’arte di trattenere il tempo su “GHIACCIAI”  di Alexis M. Smith]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000057"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">GHIACCIAI<br></span></span></b><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i><span class="fs12lh1-5 ff2">La malinconia è una vecchia bicicletta: pedala e non cadere</span></i><i><span class="fs14lh1-5 ff1">”</span></i></div></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo di alcune vecchie lettere e cartoline emerge il volto di una ragazza.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Isabel ha poco più di vent'anni e un debole per quello che gli altri si sono lasciati alle spalle e che rischia di essere dimenticato. Si prende cura delle storie che incontra: salvando oggetti e vestiti nei negozi vintage o riparando libri danneggiati nella biblioteca in cui lavora.<br> La sua passione per ciò che potrebbe scomparire viene da lontano. Ha avuto inizio con i ghiacciai in Alaska che sono stati la sua prima casa e con un'antica cartolina di Amsterdam, città in cui non è mai andata, che le ha insegnato il valore della memoria e il senso della perdita. Sono solo poche righe, ma racchiudono una storia d'amore preziosa. È lo stesso amore che Isabel potrebbe provare per Spoke?</span><b></b></div></div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><i class="fs14lh1-5">“Isabel pensa spesso Ad Amsterdam, anche se non ci è mai stata e probabilmente non ci andrà mai.”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">In un mondo che corre verso il nuovo, il romanzo di Alexis M. Smith ci invita a fermarci.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Ghiacciai </i>non è solo la storia di Isabel, ma è un elogio di tutto ciò che è fragile e destinato a scomparire. La bellezza di questo libro risiede nel contrasto: si svolge nell’arco di una sola giornata, eppure contiene decenni di ricordi, dalle distese gelate dell’Alaska alle strade mai viste di Amsterdam.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Isabel è una protagonista rara, che trova la sua missione nel “riparare”: che si tratti di un libro rovinato o di un abito vintage, lei vede la dignità laddove gli altri vedono scarto. La scrittura dell’autrice è cristallina come il ghiaccio di cui parla, capace di sciogliersi dolcemente nel flusso dei pensieri della protagonista.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Isabel cerca di immaginare L… Ma non riesce a visualizzarla. Riesce soltanto a capirla.”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Il tema della perdita è centrale, ma non è mai trattato con disperazione. C’è invece un senso di cura quasi sacro verso il passato. Il rapporto sospeso con Spoke aggiunge quella tensione delicata che rende il finale aperto alla speranza, proprio come un futuro che deve essere scritto, ma che poggia su fondamenta solide fatte di storie salvate.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Raccontiamo tutti una storia che non abbiamo mai raccontato a nessuno.”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Perché leggerlo? </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Perché è una lettura preziosa per chiunque abbia mai guardato un vecchio oggetto chiedendosi: qual era la sua storia?<i> </i>E per la protagonista, in cui ogni “accumulatore” di libri e vintage si riconoscerà.<i></i></span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ghiacciai.jpg"  width="312" height="515" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tra sogni infranti e nuove radici: la forza di Ina in “Manca il sole ma si sta bene lo stesso” di Irina Turcanu]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000056"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">MANCA IL SOLE MA SI STA BENE LO STESSO<br></span></span></b><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i><span class="fs12lh1-5 ff2">Sulla soglia del giudizio non servono le screziature</span></i><i><span class="fs14lh1-5 ff1">”</span></i></div></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Dietro
il tavolo bianco c’è una bambina in piedi, vestita con una canotta verde, il
suo sguardo è rivolto verso il basso, l’espressione emana tristezza.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Manca
il sole ma si sta bene lo stesso" è la storia raccontata dallo sguardo di
Ina, che osserva una famiglia – la sua – che si pensa al riparo dalla grande
Storia, dalle piaghe sociali che emergono come reazione all’infelicità dei più,
di tutti. Dopo la caduta del regime comunista, i coniugi romeni Rubanencu sono
affascinati dalla democrazia e dalla libertà di commercio, e tentano la strada
dell’imprenditoria. Falliscono. Provano a reinventarsi cambiando città. Ma è
dura vivere con decenza in un paese alla deriva. Nasce allora l’idea di
fuggire, lasciando le proprie certezze, per offrire altro, il meglio, a se
stessi, a Ina, la bambina che ormai è diventata un’adolescente. L’Italia, vista
da fuori, è la terra promessa: tutti i risparmi dei Rubanencu vengono
incanalati in questa ossessione. Adattarsi a un nuovo mondo, però, richiede un
grande sforzo. È come rinascere e affacciarsi a una seconda vita con il peso
del ricordo della precedente. Il padre crolla. La madre resiste. La figlia
subisce il dono delle nuove opportunità. In questo romanzo c’è l’Italia vista
da altrove, attraverso il tubo catodico, attraverso La piovra, Domenica In e
gli occhi di una bambina che assiste al crollo del regime comunista romeno. È
una storia in cui, anche se manca il sole, proprio come in una poesia di George
Cosbuc che unisce Ina e suo padre, in qualche modo, per un qualche tempo, si
riesce a stare bene lo stesso.</span><b></b></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5">Esistono
storie che non si limitano a raccontare un viaggio geografico, ma descrivono il
collasso di un mondo interiore. In <i>“Manca il sole ma si sta bene lo stesso”</i>,
l’autrice ci conduce per mano attraverso gli occhi di Ina, una bambina che
osserva le crepe della sua famiglia, le crepe di una Romania post-comunista
prima di approdare sulle sponde di un’Italia sognata e, infine, subita.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">I
suoi genitori tentano di uscire dalla povertà attraverso l’imprenditoria,
scontrandosi però con la dura realtà di un Paese alla deriva. È qui che nasce
l’ossessione per l’Italia, filtrata attraverso alcuni programmi televisivi.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Tuttavia,
il prezzo del sogno è altissimo. Il libro mette a nudo la ferita dei cosiddetti
“orfani bianchi”, descrivendoli con una cruda malinconia.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Sono
così anche questi figli lasciati in Romania, allevati dai nonni, dai cugini,
dal vicino. Sono i figli di nessuno.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Questa
frase sottolinea la tragedia della migrazione economica: per garantire un
futuro ai figli, i genitori finiscono per privarli della propria presenza,
trasformandoli in “figli di nessuno” in attesa di un ricongiungimento che non
sempre guarisce le ferite.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Quando
Ina arriva finalmente in Italia, non trova la terra promessa, ma una seconda
vita che pesa quanto la prima. Mentre la madre resiste con una forza d’urto ammirevole
e il padre crolla sotto il peso del ricordo, Ina deve imparare a navigare
l’incertezza.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“È
solo spaventata, adolescente, mai controsterzare su un terreno scivoloso.”</i></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Irina
Turcanu scrive un romanzo potente sulla capacità umana di trovare calore anche
dove il sole sembra essersi dimenticato di sorgere. Ina ci insegna che restare
in piedi richiede un moto costante proprio come una trottola, la felicità non è
stasi, ma la capacità di gravitare con grazia nelle penombre del quotidiano,
nonostante l’assenza del calore, si impara a non cadere.</span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Manca-il-sole-ma-si-sta-bene-lo-stesso.jpg"  width="329" height="505" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ “IL RESTO DI NIENTE” di Enzo Striano: la libertà ha un prezzo]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000054"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL RESTO DI NIENTE<br></span></span></b><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1">“Tra il suono e il silenzio l’acqua scorre
come la vita”</span></i></div></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">La
copertina riporta l’immagine di un piccolo squarcio di Napoli di fine
settecento. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Portoghese di origine ma napoletana d'adozione,
Eleonora de Fonseca Pimentel fu poetessa, scrittrice e una della prime donne
giornaliste in Europa. Amica di intellettuali e rivoluzionari, da Vincenzo
Cuoco a Guglielmo Pepe, ebbe un ruolo di primo piano negli sfortunati moti
partenopei del 1799. Il resto di niente indaga con straordinaria forza
evocativa e con rigore da storico la sua parabola di donna e di rivoluzionaria:
l'impegno politico, ma anche il matrimonio infelice, la scomparsa prematura
dell'unico figlio, gli amori di gioventù e quelli di maturità, la fede,
l'amicizia, le passioni, fino alla tragica fine. A far da sfondo
all'incredibile avventura intellettuale di Eleonora c'è un'intera città, la
Napoli di fine Settecento; un affresco vivissimo capace di restituire intatti
al lettore i rumori delle strade, i colori degli abiti, i suoni dei dialetti,
gli odori delle pietanze, tra lo splendore della corte borbonica e la miseria
del popolo. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><i class="fs14lh1-5">“…
se fosse riuscita ad emergere, il re le avrebbe assegnato un vitalizio. Occorreva
darsi da fare, e tanto.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Eleonora,
chiamata da tutti Lenòr, si pose la domanda se sarebbe riuscita a vivere da
letterata e, al tempo stesso, da moglie e madre. Tra i sogni di Eleonora
c’erano due certezze: il luogo e l’impegno. Da Napoli non si sarebbe più mossa.
Continuare a leggere, scrivere, coltivare idee. A Napoli le veniva tutto con
naturalezza.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Grazie’.
Tu non capisci lo riesto de niente” </i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Eleonora
pur non essendo napoletana di origine, ha appreso molte cose e una di queste è:
<i>Accossì adda ì. </i>Come dicono i lazzari: così deve andare. Nessuno può
farci nulla. Il resto di niente. Perché la libertà è scomoda, è cercata ma è
difficile da mantenere e alla fine rimani con niente. Ed è qui che si racchiude
il significato del titolo. D'altronde non c’era scampo per una donna a quei
tempi. Eleonora conquistò la sua libertà, ma si ritrovò da sola. Quello era il
prezzo della libertà.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
padronanza di Enzo Striano è nella sua scrittura dal <strong>tono giornalistico</strong>,
capace di riportare chiaramente i colori e la vivacità di Napoli, così come le
meschinità e la violenza che tormentavano il popolo per la gran parte
analfabeta.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Un
giorno della primavera nuova tornò a vivere. O, meglio, capì che non si
rifiutava più di vivere”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In
queste pagine mi sono sentita guidare tra le strade di Napoli del settecento.
Ho respirato l’aria magica di una città incantata e l’ho vissuta attraverso le
parole dell’autore. Se amate i romanzi storici non potete
lasciarvelo sfuggire.</span></div></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/91awBafeNWL._SY466_.jpg"  width="312" height="485" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[ “KATHARSIS” di Ketty La Rosa: la ricerca dell’equilibrio”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000053"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">KATHARSIS<br></span></span></b><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i><span class="fs14lh1-5 ff1">“La panchina trattiene il ricordo del tuo passaggio”</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo arancione è riportata una poesia dell’autrice. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">"Katharsis" è il titolo scelto da Ketty per la sua silloge poetica. Discendendo nelle viscere dell’io, LEI intraprende un viaggio per tornare in superfice affrancata e libera di “essere”. Nessuna possibilità di fraintendimento, nessun giro di parole: Katharsis accoglie, cura e purifica con l’azione liberatrice della poesia dai dolori, gioie e passioni dell’intera vita dell’autrice. Mettendosi a nudo ci dona, Ketty La Rosa, il suo cammino che abbraccia le diverse esperienze dell’animo umano rievocando, con la maestria che solo il sentimento sa trasmettere, i suoi vissuti, che seppur diversi potrebbero essere i nostri; ed ecco la catarsi che attraverso la scarica emozionale, pacifica l’animo." (dalla Prefazione di Anna Uberti)</span><b></b></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><i><span class="fs14lh1-5">“…Suonava
l’orologio a pendolo.</span></i></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">Era
un passo doppio</span></i></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">quel
rumore dentro</span></i></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">appena
fuori è tempesta...”</span></i></div>

<div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">In </span><i><span class="fs14lh1-5">Katharsis</span></i><span class="fs14lh1-5"> si può cogliere l’opposizione, la scissione
e poi la ricerca di equilibrio, di unione in un’unica anima di ciò che fino a
un attimo prima si percepiva come diviso.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La silloge è suddivisa in sei capitoli con la chiara
intenzione di mostrarci i vari passaggi del viaggio interiore: la sofferenza,
la morte, la nostalgia, la purezza, l’amore e la speranza.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Attraverso le sue riflessioni e le sue liriche la
poetessa accompagna il lettore a vivere un </span><strong><span class="fs14lh1-5">viaggio interiore</span></strong><span class="fs14lh1-5">
passando dalla sofferenza alla speranza, dall’assenza all’amore, in una ricerca
costante di sé.</span></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5"><br></span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">“Sarà alba nuova</span></i></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">di nembi arancio, viola,</span></i></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">sarà specchio di foglie viandanti,</span></i></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">tra cielo e terra lingue fiammanti,”</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5"><br></span></i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le poesie di Ketty La Rosa sono piene di vita, di
contrasti, di voglia di redenzione. A volte sono brevi, essenziali, ma arrivano
dritte al centro del petto. Sono versi che si insinuano, che si fanno concrete
e ci parlano.</span></div></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/41-BvsRV-QL._SY445_SX342_ML2_.jpg"  width="318" height="459" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ “FUOCO E GHIACCIO” il nuovo romanzo di Lucia Griffo.]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000055"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">FUOCO E GHIACCIO<br></span></span></b><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><i class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">“</span><span class="fs14lh1-5 ff1"><b>Mai fermarsi di sorprendersi: la vita è fatta di rotazioni</b></span><span class="fs14lh1-5 ff1">.</span><span class="fs12lh1-5 ff1">”</span></i></div></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Due ragazzi con i pattini si tengono per mano e insieme percorrono una strada ghiacciata illuminata da lampioni e stelle.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una storia di sport e amore dove sacrificio, passione e resilienza si intrecciano, mentre due giovani atleti imparano a crescere, cadere e rialzarsi per inseguire il loro sogno più grande<br> Fin da bambini, Paolo e Virginia hanno imparato a vivere al limite delle loro possibilità: il ghiaccio sotto le lame, il corpo che sente il peso del sacrificio, la testa sempre rivolta al salto successivo. Lui è istinto, fuoco che spinge; lei è metodo, ghiaccio che corregge il movimento. Praticano una disciplina che richiede una perfetta unione di intenti e che li trasforma in una cosa sola: una coppia che si costruisce tra cadute, notti insonni, gare che pesano come verdetti.<br> “Fuoco e ghiaccio” è la storia di chi sceglie di non arrendersi: delle rivalità che temprano, delle gelosie che mettono alla prova, degli allenamenti che trasformano l’adolescenza in progetto di vita. Ma è anche una storia d’amore cauta e vera, che nasce tra gli esercizi e a dispetto delle corse contro il tempo, fatta di sguardi rubati, gesti timidi e quel bacio che cambia tutto.<br> Dal palazzetto di provincia alle luci internazionali, tra Europa e Mondiali, Paolo e Virginia inseguono un sogno più grande: le Olimpiadi. Un romanzo che racconta il prezzo del talento e la bellezza della resilienza, dove lo sport diventa specchio della crescita umana. Per chi ama lo sport, per chi cerca storie che parlano di fatica, cuore e riconquista di sé.</span><b></b></div> &nbsp;<div><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">In "Fuoco e Ghiaccio", Lucia Griffo ci porta nel cuore pulsante del pattinaggio artistico, un mondo fatto di lame affilate, sacrifici invisibili e un'ambizione che brucia. La storia di Paolo e Virginia non è solo il racconto di una scalata verso le Olimpiadi, ma un'indagine profonda sulla crescita individuale e di coppia.</span></div> &nbsp;<div><i class="fs12lh1-5">"Per lui è sfida, il posto dove scaricare energie e sentirsi vivo. Per lei disciplina, il terreno dove misurare la propria precisione".</i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Il punto di forza del romanzo risiede nel dualismo dei suoi protagonisti. Paolo è la scintilla, l'energia pura che sfida la gravità; Virginia è la tecnica, la ricerca della perfezione che non ammette sbavature. Questa differenza, anziché dividerli, diventa il motore della loro evoluzione. Insieme imparano che il fallimento non è la fine del percorso, ma una tappa necessaria.</span></div> &nbsp;<div><i class="fs12lh1-5">"Perché il talento ti porta lontano, ma solo il coraggio di restare in piedi dopo ogni caduta ti porta fino in fondo".</i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">La scrittura di Griffo riesce a essere tecnica e poetica allo stesso tempo. Durante le coreografie, sembra quasi di sentire la colonna sonora che accompagna gli atleti: <i>"Il violino taglia l'aria, i fiati la riempiono"</i>, una frase che restituisce perfettamente l'intensità del momento agonistico e artistico.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Il lettore viene trascinato dai palazzetti di provincia fino ai riflettori internazionali, vivendo sulla propria pelle la tensione dei verdetti e la dolcezza di un amore che nasce timidamente tra un allenamento e l'altro.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">"Fuoco e Ghiaccio" è un romanzo sulla resilienza, perfetto per chiunque abbia mai lottato per un sogno. Desidero complimentarmi con l'autrice per la sua scrittura pulita e coinvolgente, capace di rendere tangibile la fatica dello sport e la fragilità dei primi sentimenti senza mai cadere nel banale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Una lettura che scalda il cuore, nonostante il freddo della pista. Se amate le storie di crescita, i legami veri e quel pizzico di adrenalina che solo la competizione sa dare, correte a leggerlo!</span></div></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/copertina_fuoco_e_ghiaccio_pic-500x731.jpg"  width="427" height="625" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rosanna Mutinelli con “LA CULLA D’ACQUA” ci immergerà negli abissi di mille volti ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000052"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA CULLA D'ACQUA<br></span></span></b><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 ff1">“Dal mio bagaglio vorrei scaricare tutti i pesi inutili”</span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Tra le onde impetuoso del mare emerge un volto… un’anima.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Hailù è solo un ragazzo ma conosce già il peso della paura, della fuga e della sopravvivenza. Con i suoi genitori ha intrapreso un viaggio disperato dall’Eritrea verso l’Europa, attraversando deserti infiniti e incrociando gli sguardi di chi, come lui, non può tornare indietro. In balia di trafficanti senza scrupoli e centri di detenzione libici dove la speranza sembra svanire, lui non si arrende. Nel Mediterraneo, il temuto “the River”, con grande coraggio affronta onde, paura e incertezza. Con la sua voce, Hailù racconta una storia di resilienza e di ricerca di una vita migliore, dando un volto umano alla condizione di chi è costretto a migrare.</span></div></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><i class="fs14lh1-5">“… non mollo la mamma nemmeno quando mi sento strattonare dal tizio con il fucile.”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">In questo romanzo la voce narrante è di Hailù, un bambino che ci racconta il suo viaggio, la sua attraversata in mezzo al Mediterraneo con i suoi genitori. Un viaggio pieno di insidie, di cattiveria. Durante il viaggio non serviva commettere qualcosa di sbagliato per essere picchiati perché parlare, lamentarsi, muoversi, guardare o chiedere era un buon motivo per essere preda di calci.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Quante volte abbiamo ascoltato le varie tragedie al telegiornale dei migranti che perdono la vita in mare. Perché rischiano la vita? </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Halilù con i suoi occhi da bambino, ma con una voce matura per la sua età, cresciuto troppo in fretta, ce lo racconta.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Meglio morire in mare che tornare là”.</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Partire per uscire dalla schiavitù, per allontanarsi dalla povertà.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo, animato dal forte lato psicologico dei vari personaggi, poggia su una struttura che strappa al lettore varie riflessioni ed emozioni. La malvagità di alcuni avanza come uno tsunami.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">La narrazione si svolge in cinque giorni, ben scanditi, alternando presente e ricordi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">La scrittura dell’autrice è fluida, acchiappa quei sentimenti che fanno un giro vorticoso nell’animo per poi emergere negli abissi di mille volti.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“È difficile la vita di un pescatore, ma in mezzo al mare c’è una libertà che non si trova da nessun’altra parte. Sulla terra si trova solo gente cattiva.”</i></div></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/71I6sEtsmIL._SY466_.jpg"  width="333" height="491" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ “L’OLTRECAMPO” di Maria Teresa Stillo: poesie vibranti]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000051"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">L'OLTRECAMPO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1">“Il mistero come un insieme di note vibra nel silenzio”</span></i></div></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sul mare una donna cammina su una strada immaginaria, una strada gialla. La donna segue la luce verso il tramonto e la luna osserva.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">"Maria Teresa Stillo guarda negli occhi il Divino. Poi si mette a scrivere poesie che contengono, ancora fresche, tracce di quello sguardo ed esprimono ciò che il linguaggio della poesia sa trasmettere: l'inesprimibile. Come una delle antiche sacerdotesse del tempio di Venere, posto in cima all'acropoli di Ankon sul colle Guasco, danza e dipinge con le parole, poi, dopo aver reso grazie all'Invisibile, depone le sue opere sull'altare sacro della dea e le offre alla Madre dei Mondi, perché è a lei che appartengono, come tutte le creazioni umane dell'arte e dell'ingegno..." (dalla Prefazione di Corrado Manzotti).</span><b></b></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><i class="fs14lh1-5">L’ OLTRECAMPO</i><span class="fs14lh1-5"> è</span> <span class="fs14lh1-5">una raccolta di poesie</span><span class="fs14lh1-5"> che ti guida a vivere un’</span><span class="fs14lh1-5">avventura oltre i confini del proprio essere</span><b><span class="fs14lh1-5">. </span></b><span class="fs14lh1-5">I</span><span class="fs14lh1-5">nvita a</span><span class="fs14lh1-5"> esplorare </span><span class="fs14lh1-5">fino in fondo il nostro </span><span class="fs14lh1-5">mondo interiore</span><span class="fs14lh1-5"> e a cogliere le emozioni che si vivono grazie alle relazioni, agli incontri, ai sentimenti.<b></b></span></div> <i class="fs14lh1-5">“…Potessi tenere questa terra</i><br> &nbsp;<i class="fs14lh1-5">fra le braccia, essere io memoria</i><br> &nbsp;<i class="fs14lh1-5">dei sentieri che si snodano fra gli ulivi;”</i><br> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">La poetessa, Maria Teresa Stillo, ci rimanda immagini suggestive, a tratti evocative. Accompagna il lettore in dimensioni a volte concrete, altre che hanno atmosfere quasi fiabesche. </span><span class="fs14lh1-5">Ogni verso di questo libro racchiude un mondo carico di emozioni, di riflessioni, di idee condivise, </span><span class="fs14lh1-5">di sensazioni che a volte combaciano, proprio perché vibranti nella quotidianità.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Trovo interessanti non solo i suoi versi e il modo in cui la poetessa riesce a creare empatia con il lettore, ma anche la sua scelta di indicare la data in cui le poesie sono state scritte.</span><br><span class="fs14lh1-5"> Il linguaggio è poetico, bello, intenso e coinvolgente. </span><span class="fs14lh1-5">Maria Teresa Stillo invita il lettore a portare alla luce le proprie emozioni, a renderci più umani nel confronto e più sensibili verso ciò che ci circonda.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><i>“…Tracce d’infanzia riaffiorano</i><i></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>e come sinuoso gabbiano</i><i></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>in volo</i><i></i></span></div><div><i class="fs14lh1-5">su queste rive sprofondo…”</i><span class="fs14lh1-5"><i></i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Lasciatevi vibrare dai suoi versi!</span></div></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/31ADWQfpJdL._SY445_SX342_ML2_.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/31ADWQfpJdL._SY445_SX342_ML2_.jpg', width: 298, height: 445, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/31ADWQfpJdL._SY445_SX342_ML2_.jpg"  width="317" height="474" /></a><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ “LA LEVATRICE” di Bibbiana Cau: la custode di una pratica antica]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000050"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA LEVATRICE</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5 ff1">“La sorte a volte ci gira le spalle e tocca aspettare che passi l’ombra”</span></i></div></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">È lo sguardo misto tra malinconia e serietà il protagonista di questa copertina. Lo sguardo appartiene a una donna vestita con indumenti di altri tempi e che ha come acconciatura uno chignon basso. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Non è una di loro, Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l’ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è una <em>llevadora </em>che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell’anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un’ostetrica diplomata, destinata a sostituirla. <br> Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un’estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l’intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero<em> </em>giustizia.</span><b></b></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><i class="fs14lh1-5">“Il suo modo di cavalcare destò disappunto in alcuni anziani seduti sull’uscio… Deus meu, tutto il mondo è sottosopra… commentò uno di loro.”</i></div><span class="imTAJustify fs14lh1-5">In un’epoca in cui le donne dovevano vivere nell’ambito domestico, sotto la guida, la protezione e la tutela dell’autorità maschile, la protagonista Mallena si ritrova tutta la famiglia sulle spalle perché il marito è ritornato dalla guerra ferito, con una gamba amputata. Le sorprese, nella vita, scompigliano la vita</span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf2"> </span><span class="imTAJustify fs14lh1-5">stessa. Alcune sono delle vere mazzate.</span><br><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Mallena si fece forza sul suo sapere, imparato dalla mamma. Sapeva che quelle di sua madre erano mani che non l’avrebbero mai fatta cadere nel vuoto. Mani che sollevavano alla vita neonati insanguinati appena usciti da un ventre. Ma lei non ha il diploma quindi non merita di essere pagata. </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><i class="fs14lh1-5">“Insisto nel dire che non si può togliere alle donne povere l’assistenza… almeno di una levatrice”.</i></div> &nbsp;<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il punto di forza sono le donne che si ribellano. Le donne che si uniscono a Mallena, non la lasciano sola. Un gruppo di donne determinate ottiene molto di più di un esercito armato. In questo romanzo gli uomini appaiono vigliacchi, alla fine si rendono conto degli errori, ma incapaci di prendere la giusta decisione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La narrazione di Bibbiana Cau risulta intensa nella ramificazione di storie parallele che scivolano tra il dolore e il mistero. </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La trama è ricca di colpi di scena che mi hanno tenuta incollata fino all’ultima pagina e questo libro lo custodirò nel cuore.</span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ “QUELLO CHE NON TI HO MAI DETTO (ma lo pensavo)” di Cristina Guida La Licata: un manuale di salvataggio]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004F"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">QUELLO CHE NON TI HO MAI DETTO</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 ff1">“Il fallimento non è un limite, anzi, è perfetto così!”</span></i></div></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Dalla testa di un manichino, precisamente dal cranio, escono allo scoperto i vari ingranaggi, a rappresentare i diversi pensieri e sentimenti contrastanti. Intorno ci sono tre mani, di diverso colore, ognuna delle quali cerca il proprio ingranaggio. </span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Quante parole abbiamo ingoiato per paura di disturbare, essere fraintesi o – peggio – sembrare ridicoli? Questo libro brillante e allo stesso tempo profondo è un piccolo-grande mondo di pensieri non detti, sospesi tra il bisogno di esprimersi e la tentazione di tacere. Con tono ironico e delicato, l'autrice ci accompagna in un viaggio tra emozioni parcheggiate (a volte anche in divieto), sogni lasciati da troppo tempo in stand-by e verità scomode che abbiamo nascosto anche a noi stessi. Non è un manuale motivazionale ma un invito leggero e autentico a dare voce a ciò che resta spesso chiuso dietro un sorriso di facciata. Perché tutti, almeno una volta, abbiamo pensato qualcosa che non abbiamo mai detto. Ma che forse, oggi, è arrivato il momento di lasciar uscire fuori.</span><b></b></div></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>“</i><i>“Dona la tua preziosa energia solo a chi sa riconoscerne il valore e apprezzarla davvero.”</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Quante volte abbiamo detto: “<i>va tutto bene”</i>? E già, molte. Perché? Per colpa di quella paura che ci spinge a mostrare solo il nostro lato migliore, come se ogni errore fosse una vergogna da nascondere sotto il tappeto della perfezione. In fondo, quando la paura si traveste da sorriso, ciò che facciamo davvero è nascondere il nostro vero IO.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">L’autrice all’interno dei vari capitoli ci porta a riflettere su vari argomenti: sulle confessioni scomode, sulla fragilità, sulle aspettative.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Chi è vulnerabile non è debole, ma autentico.” </i></div><div><span class="fs14lh1-5">Ho apprezzato molto il capitolo sulla vulnerabilità perché ora ho una visione diversa. La vulnerabilità è la porta attraverso cui passano la connessione, l’empatia e la resilienza. La vulnerabilità ci rende semplicemente più umani e più interessanti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Vi consiglio questo libro perché come dice il sottotitolo non salverà il mondo, ma la giornata sì. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">La scrittura di Cristina Guida La Licata è leggera, affronta ogni argomento con il giusto tono ironico e un pizzico di introspezione.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questo piccolo manuale di salvataggio non può mancare nella vostra libreria, ma<span class="cf2"> </span>ora vi saluto perché devo dedicarmi alla ricerca del mio <i>Ikigai</i>.</span></div><br><div><span class="fs14lh1-5"><i>Ikigai</i>? Come non sapete cos’è? Nemmeno io lo conoscevo, ma grazie all’autrice ora ho capito dove cercarlo! </span></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf3"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf4"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/71nB9JV8HIL._SY522_.jpg"  width="315" height="553" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ “INGINOCCHIATA A PICCO SUL CIELO” di Serena Vestene: la parola strumento indispensabile ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004E"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">INGINOCCHIATA A PICCO SUL CIELO</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 ff1">“La luna non è sola, il Mondo l’abbraccia con gli occhi di molti”</span></i></div></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Al centro emerge la grafica di una donna inginocchiata, il suo sguardo è rivolto al cielo, le sue mani sono congiunte in un gesto di preghiera e sulla schiena ha due grandi ali da farfalla. Il tutto è in bianco e nero sullo sfondo giallo.</span><br></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">"La poesia di Serena Vestene sa essere avvolgente come un abbraccio, ma anche tagliente come un rasoio. E' la poesia del sentire sincero, quella che ci rimanda la realtà interpretata ma non distorta, raffinata e al tempo stesso limpida. Una poesia moderna che ha echi classici e, soprattutto, il grande merito di far vivere all'unisono forma e contenuto, quasi a combaciarsi, come in una vera e propria sinfonia. In <i>Inginocchiata a picco sul cielo</i>, si sente prepotente il desiderio di ridare valore alla parola in un mondo - quello poetico, ma non solo - nel quale essa ha perso molto del suo significato...". (Dalla prefazione di Daniela Cattani Rusich)</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 ff1"> </span></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>“</i></span><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">“… con nei capelli i primi fili d’argento,</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">a cogliere mi trovo ogni frammento</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">concesso all’usura del tempo.”</span></i></div><div><span class="fs14lh1-5">Confrontarsi con il significato più profondo dei versi di un poeta non è mai semplice, si rischia di interpretare male sentimenti e intenti. Con la silloge di Serena Vestene non accade, lo scorrere delle parole si appoggia lieve sul lettore che grazie a un dire sincero e diretto riesce a immedesimarsi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Con poche pennellate </span><strong><span class="fs14lh1-5">composte da parole profonde e significative</span></strong><span class="fs14lh1-5">, cercate dentro di sé, che restituiscono le emozioni provate, la scrittrice ci fa conoscere le diverse tonalità della vita. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il <strong>libro è diviso in due parti: n</strong>ella prima sono raccolte le <strong>poesie</strong> classiche, alcune dedicate anche <span class="cf2">a</span><span class="cf3"> </span>personaggi importanti; la seconda parte, invece, è dedicata interamente ai Tautogrammi:<span class="cf3"> </span>componimenti le cui parole iniziano tutte con la stessa lettera, con i quali la poetessa, Serena Vestene, gioca con le parole e ci coinvolge.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Vi riporto il tautogramma con la lettera “T”:</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Tanto</i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">tutto torna.</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">Torna tutto.</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">Tolti tediosi teatrini,</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">tastiere, traffico, tangenziali</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">tutto torna.</span></i></div><div><i><span class="fs14lh1-5">Torni tu.” </span></i></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Ciò che risalta continuamente leggendo le poesie, al di là dei singoli messaggi lasciati dalla </span><strong><span class="fs14lh1-5">poetessa</span></strong><span class="fs14lh1-5">, è una necessità urgente di comunicare, di condividere, di non rimanere isolato, ma in mezzo agli altri.</span><i><span class="fs14lh1-5"> </span></i><span class="fs14lh1-5">Le </span><strong><span class="fs14lh1-5">parole</span></strong><span class="fs14lh1-5"> si fanno forza, diventano quindi uno strumento indispensabile, qualcosa che dà maggiore valore e vigore ai sentimenti, ai pensieri e agli umori. E come sempre l’amore, motore di ogni cosa, si fa ben sentire tra i versi e persino nei silenzi tra una pagina e l’altra.</span><i></i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Lettore lentamente leggi, lascia libere le lancette.<br></span></div></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf4"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Vestene.jpg"  width="314" height="451" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ “Il cacciatore di aquiloni”  di Khaled Hosseini è un viaggio tra le sfumature del male e del bene]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004D"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL CACCIATORE DI AQUILONI</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><span class="ff1">"</span>Dietro a quell’aquilone rosso ci sarà un sorriso?"</span></div></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">La copertina richiama una domanda: ma dietro a quell’aquilone rosso ci sarà un sorriso? Gli occhi del bambino sembrano sorridenti, ma la risposta la troveremo dentro il libro. <b></b></span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.<b></b></span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>“</i><i>“Hassan non conosceva l’alfabeto, ma sapeva leggere dentro di me…”</i><i><br></i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo ruota intorno a due bambini: Amir e Hassan. Due amici di estrazione sociale diversa, ma nonostante questa diversità, tra i due c’è una grande intesa e tra le altre cose condividono la passione per gli aquiloni. Non era ancora nata la generazione di bambini afghani le cui orecchie non avrebbero conosciuto altro che il rumore di bombe e cannoni. E in questo luogo di pericoli anche l’amicizia, quella più compatta rischia di esplodere.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo scorre fra passato e presente mostrandoci un bambino Amir debole che si lascia spintonare e prendere in giro dai suoi coetanei e sarà proprio Hassan, il suo amico servo, a farsi sempre avanti per difenderlo. E Amir si farà avanti per aiutare Hassan?</span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">“Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato.”</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il cuore del libro si cela nel pentimento di Amir per un gesto non compiuto in passato, quando era un bambino. Un gesto che ha condizionato e cambiato la vita del suo amico Hassan. Oggi, ormai adulto ripensa al passato con rimorso e tornerà in quei luoghi per rimediare al suo grande errore.</span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">“Vieni. Esiste un modo per tornare ad essere buoni.”</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">In una terra dove l’acqua pulita e il cibo scarseggiano, dove la violenza è la padrona delle vie, dove i bambini perdono la loro infanzia ancor prima di perdere i denti da latte, ecco in una terra così commettere un errore è semplice. E Hassan non è consapevole ed è per questo che nonostante tutto fino alla fine proteggerà la sua amicizia con Amir. &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><i>Il cacciatore di aquiloni</i> è un romanzo di grandi valori umani. Offre ai lettori una profonda riflessione sulla natura del bene e del male, sull'amicizia e sulla potenza del perdono.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Vi avviso è un libro che vi porterà il groppo alla gola e lo scioglierà verso la fine e a quel punto avrete il desiderio che le pagine non si concludano.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> </span></div></div><br></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788838481727.jpg"  width="457" height="702" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tormenti e spettri dentro “IL TARLO” di Layla Martinez]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004C"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL TARLO</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><i class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1">“</span><span class="fs12lh1-5">A
volte la vita è piena di curve e di buche, ma è un corso che bisogna sfidar</span><span class="fs14lh1-5">e</span></i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5 ff1">"</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una
camera da letto con letto, comò, scarpe il tutto avvolto dal blu della notte.
Dalla porta aperta entra entrano due raggi di luce che si posano sul letto
vuoto. Dalla porta si intravede un’ombra.</span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Le
case racchiudono le storie di chi le ha abitate, e quella di questo romanzo non
fa eccezione. Le sue pareti, che si restringono e si dilatano come i polmoni di
un grande animale, custodiscono angeli in cucina, sparizioni mai risolte, ombre
e voci che affiorano dai letti. Ed è lì che vive una giovane donna, insieme
alla nonna persa in un passato che non se ne vuole andare, un tempo di guerra e
povertà che si è lasciato dietro un imprecisato numero di vittime. A
sconvolgere le cose è un tremendo delitto, l’ultimo di una lunga catena di
vendette e di ingiustizie che affondano le loro radici in quel passato lontano.
Con una tensione crescente "Il tarlo" ci fa immergere in una realtà
oscura, a volte spaventosa, utilizzando tutti i meccanismi del romanzo gotico per
raccontarci una storia di rancore sedimentato e di rabbia scatenata dalla
violenza di genere e di classe.</span><b></b></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><div><div><i class="fs14lh1-5">“La
nonna non c’era. Non era neppure sotto il tavolo della cucina o nel mobiletto
della dispensa. Ho deciso di provare di sopra.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In
questo romanzo le voci narranti sono due: la nonna e la nipote. Il loro è un
rapporto anomalo, niente dolcezza. Due voci ben distinte che si alternano nel
ripercorrere gli intrecci tra il passato e il presente. Sono costrette a vivere
sotto lo stesso tetto. La protagonista principale di questa storia è proprio la
casa. Una casa che cova rabbia.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Mio
padre non le aveva regalato quella casa, l’aveva condannata a viverci.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
casa è una condanna, è piena di ombre e di fantasmi. Gli spettri si celano in
ogni mattone, sotto ogni piastrella, dietro la calce delle pareti e convivono
con le due donne. Una casa che imprigiona, che non permette a nessuno di
abbandonarla. E là fuori un bambino è scomparso.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice Martínez racconta una
storia di odio che si trascina da una generazione all’altra. È un romanzo
crudo, dove la violenza e la vendetta non si risparmiano. Questa storia non
lascia spazio al bene. O forse sì? A volte è complicato distinguere i buoni dai
cattivi, perché in certe situazioni oltrepassare il confine è un attimo.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Ho impiegato qualche capitolo prima
di comprendere lo stile narrativo dell’autrice, <span class="cf2">della quale, </span>lo ammetto, alla fine ho apprezzato
la scelta di diversificare la punteggiatura. Quando è la nipote a parlare la
punteggiatura è quasi inesistente e inizialmente mi disturbava. Ma subito mi
sono ricreduta perché la voce della nipote risulta vera, come una
mitragliatrice che sputa fuori tutto il suo malessere senza sosta.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“… e allora sì che ho cominciato a
notare un buchino un buchino un buchino”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Cos’è
il tarlo in questo libro? È un buchino, è un rodimento cattivo che non ti
lascia in pace e fa sì che non lasci in pace nessuno, e nemmeno il lettore
perché si ritroverà a “grattare” le pagine per non lasciare sole le due
protagoniste. E soprattutto per scoprire che fine avrà fatto il bambino.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Se
amate il gotico non lasciatevi sfuggire questo romanzo.</span></div></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5 cf3 ff1"> </span></div></div><br></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff1"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf4"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788883734380_0_900_0_0.jpg"  width="404" height="606" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Polly Clark con “Oceano” ci condurrà in mezzo alle onde della vita ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004B"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">OCEANO</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="fs14lh1-5">Nel caos la paura lampeggia nelle persone rendendole incapaci di
correre.</i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5 ff2">"</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">La
copertina riporta le onde di un dipinto molto famoso: “L’ONDA” di Christopher
Nevinson. </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Poco
più che ragazzi, Helen e Frank si sono innamorati a bordo della Innisfree,
imparando insieme a navigare in mare aperto. Oggi vivono a Londra con Nicholas,
il loro figlio undicenne, e aspettano un secondo bambino. In mare il loro è
stato un amore travolgente, mentre sulla terraferma si regge su un equilibrio
instabile, fatto di consuetudini condivise e dubbi reciproci. Almeno fino a
quando un evento tragico li travolge, un evento da cui Helen esce viva solo
grazie a un misterioso sconosciuto, che subito scompare nel nulla. Ossessionata
dal desiderio di ritrovare il proprio salvatore, Helen comincia a perdere
contatto con la realtà e con la propria famiglia, trascurando sia Frank che
Nicholas e rifugiandosi in un mondo sempre più chiuso e lontano. Per salvare il
loro matrimonio, Frank propone allora una soluzione estrema: partire ancora una
volta sulla Innisfree insieme a Nicholas e a Sindi - un’ex allieva di Helen che
i due, nel frattempo, hanno preso in affido - per attraversare l’oceano e
provare a riavvolgere il tempo. Sarà l’inizio di un viaggio epico e fatale,
un’avventura incredibile e selvaggia attraverso il mare e nelle profondità più
recondite di se stessi alla ricerca di cosa significhi davvero guarire, e
rinascere.</span></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><div><i class="fs14lh1-5">“La
tua sofferenza è nella tua testa. Non si trova nella tua bambina, né nel mondo
fuori.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Quanto
dolore può causare la perdita di una bambina all’ottavo mese? Un oceano di
dolore.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Solo
alla fine ho compreso il significato del titolo. La trama scritta sul libro
l’ho trovata fuorviante, mi aspettavo una narrazione differente. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Helen
e Frank, moglie e marito, madre e padre, due personaggi uniti ma diversi. Con
la perdita della futura figlia, a causa di una bomba scoppiata in metropolitana,
la loro unione scoppia. Ma in realtà era già in alto mare prima.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Frank
era un marinaio. Sapeva come soddisfare le persone. Se mi aveva portato lì, non
era per deludermi.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Quando
l’ossessione di Helen diventa isolamento il marito, pur di salvare il
salvabile, vende tutto e acquista una nave. Isolarsi in mezzo al mare per
ritrovarsi. La parte del romanzo che ho apprezzato è stata quella ambientata a
bordo. Il libro acquisisce subito una svolta, risulta finalmente reale ed è il
caso <span class="cf2">di </span>dirlo: in fondo,
proprio in mezzo all’oceano può accadere di tutto.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
narrazione di Polly Clark coinvolge il lettore che entra nella psicologia della
protagonista principale, Helen, per capirne alla fine la forte personalità. La
scrittura è un vortice di emozioni lasciate andare, per essere accolte nel
migliore dei modi dal lettore.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf2 ff2"> </span></div></div><br></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf4"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9791256420131_0_900_0_0.jpg"  width="404" height="568" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gli opposti si attraggono, come la luce e l’ombra, come dentro al romanzo “La ruota di Duchamp” di Maurizio Rossi ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004A"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA RUOTA DI DUCHAMP</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="fs14lh1-5">Il tempo è un concerto di onde sonore</i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5 ff2">"</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">In
primo piano risalta la famosa ruota di bicicletta di Marcel Duchamp. Una ruota
istallata al contrario al centro di uno piccolo sgabello di legno con quattro
gambe. Una forcella sostiene la ruota che è libera di compiere il suo movimento
rotatorio. In secondo piano appaiono due ombre, due visi: uno maschile e
l’altro femminile.</span></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Tra
due storie di vita apparentemente scontate, come lo possono essere gli oggetti
usati da Marcel Duchamp per comporre la sua celebre opera (da cui il romanzo
trae il titolo) si innesta il gomitolo narrativo che si svolge fino a collegare
le vite dei protagonisti. A poco a poco, la parola intraprenderà un cammino
sotterraneo verso la luce e il dolore inizierà a scavare un passaggio per
fluire e trovare lenimento. Ma le cicatrici che ha lasciato potranno mai
arrivare a guarigione?</span><b></b></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><div><i class="fs14lh1-5">“L’opera
rappresenta un connubio tra staticità e movimento, abitudini e cambiamenti.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">“La
vita è una ruota che gira” molte volte abbiamo sentito questa espressione. Ed è
vero. Nella vita ci sono vicende che si ripetono, altre cambiano continuamente.
La vita si alterna a momenti buoni con momenti difficili. Implica che non
bisogna mai dare nulla per scontato, anche nella routine tutto può cambiare.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Ci
sono giornate trascorse nell’abitudine, nella confusione del vivere; basta che
si apra una finestra e una ventata d’aria rinnova la ripetizione dei gesti,
persino il sapore di una sigaretta. E lo sanno bene i due protagonisti di
questo romanzo: Umberto e Valeria.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Sei Felice?...
Gli aveva chiesto qualche giorno prima; forse cercava una scusante a ciò che
aveva già deciso.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Tutti giriamo
intorno alla felicità, la cerchiamo e la desideriamo. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Umberto ha quasi
settant’anni, è un dottore in pensione, è nonno e ha una separazione alle
spalle, non voluta, non accettata.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Valeria è una
signora strana, vive un conflitto con sé stessa e non riesce ad abbandonarsi, a
fidarsi di nessuno. Il passato la tormenta. Per difendersi dalle sue paure si
allontana. Ma la ruota della vita gira e i cambiamenti sono inevitabili.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La scrittura di
Maurizio Rossi è nitida, è fluida e la narrazione è ben strutturata. Presenta
tutto quello che è necessario lasciare su foglio per rendere il racconto
“girevole” (scorrevole).</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il <span class="cf2">finale non è per </span>nulla scontato
e non sarò certo io a svelarvi qualche indizio.</span></div></div><br></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf4"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788898370924_0_900_0_0.jpg"  width="407" height="561" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Frammenti d’anima” di Silveria Gonzato è una tavolozza di emozioni]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000049"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">FRAMMENTI D'ANIMA</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"></span></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff2">I</span><span class="fs14lh1-5">l
mondo senza i sensi di colpa avrebbe un volto pallido.</span></i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5 ff2">"</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">L’immagine
di una ragazza assorta nei suoi pensieri. Gioca con le ciliegie e le indossa
come fossero orecchini. I suoi indumenti ci riportano intorno alla metà del
‘900.</span></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Chiara è una donna di oggi, che vuole amare ed essere amata, sfidando le
incomprensioni borghesi, con tanti sensi di colpa nei confronti dei figli. La
protagonista è combattuta tra due uomini: il marito e l’amante. La scelta non
sarà semplice. Chiara si ritroverà a discutere con l’amica Luisa , sempre molto
severa nei suoi confronti. Ma quello che la porterà a vacillare sono gli
immancabili scontri con la figlia, nella sua perenne incertezza tra marito e
amante fino all’imprevedibile momento finale: lo scoppio di un pianto a dirotto,
liberatorio di fronte a un fatale, tragico evento. </span><br></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div><div><i class="fs14lh1-5">“Ho
scelto di essere madre”.</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il
romanzo è un “giallo” psicologico concentrato su Chiara, una giovane donna,
bella e innamorata dell’amore. Lei ama i suoi figli, ma ovviamente loro non
accettano il suo amante. Nessun figlio accoglie a braccia aperte la separazione
dei propri genitori. Chiara prova a imprigionare i suoi sentimenti, a compiere
i suoi doveri di madre e moglie.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Chiara
si sentiva devastata. La sua famiglia era tutta lì, riunita attorno a un
tavolo, e lei non era felice”.</i></div>

<div><i class="fs14lh1-5"> </i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Agli
occhi del lettore Chiara in vari punti apparirà come una donna senza morale.
L’autrice, Silveria Gonzato, con maestria, con il suo zig-zag narrativo, ci
porterà a modificare il nostro pensiero, ci insegnerà a non giudicare perché il
vissuto di una persona non si giudica senza sapere i vari retroscena.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
storia si spalma bene sul fronte dei ricordi e del presente che produce attese
e curiosità: una tavolozza di fatti che tornano alla mente e che visti, con il
senno di poi, assumono un colore diverso. La narrazione coinvolge il lettore
che entra nella psicologia dei vari personaggi, per comprendere solo alla fine
le varie personalità. La scrittura è elegante, è prosa lirica.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Ma
alla fine Chiara chi sceglierà?</span></div>

<div class="fs14lh1-5"><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div>Non ve lo svelo, dovete
leggerlo</div><br></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/611LsPZonmL._SY425_.jpg"  width="297" height="425" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.sabrinaginocchio.it/blog/?frammenti-d-anima</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Con “Dolce per sé” l’autrice Dacia Maraini sottolinea l’importanza dei legami]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">DOLCE PER SE'</span></span></b><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="imTAJustify fs12lh1-5">I ricordi tendevano a volare via, ma la fotografia li ha portati indietro</i><span class="fs14lh1-5"><i class="imTAJustify">.</i></span><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">”</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">La copertina riporta il ritratto di una donna con i capelli raccolti e con lo sguardo malinconico. La mano che sostiene la testa è delicata come quella di una bambina.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una donna matura e giramondo scrive per sette anni a una bambina, sua giovanissima amica, raccontandole esperienze, evocando i ricordi del suo amore per un giovane violinista, descrivendo viaggi, concerti, aneddoti familiari.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">I legami “amicali” nascono dalla combinazione di vari fattori, tra cui il più importate la simpatia reciproca. L'amicizia si sviluppa attraverso fasi di conoscenza ed esperienze vissute in comune, fino a creare una complicità e intimità profonda. Ed è proprio quello che è accaduto alle due protagoniste del libro: Vera e Flavia.</span></div><div><i class="fs14lh1-5 cf2">“Il mio legame con te dipendeva dal mio legame con tuo zio: non ti avrei né vista né frequentata senza di lui…”</i></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Vera è una donna di cinquant’anni e comunica con Flavia, una bambina di sei anni, tramite lettere. Con queste lettere Vera prova a ritessere nelle fila della memoria la storia amorosa con Edoardo, lo zio violinista di Flavia. Un amore finito senza un valido motivo. Pur amando profondamente Edoardo era stata proprio Vera a imporre quel distacco, come un atto di ragionevole intelligenza.</span></div><div><i class="fs14lh1-5 cf2">“Ma l’intelligenza è così poco amica dei sentimenti”</i></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">La narrazione è un album di ricordi che tornano alla mente e che visti a posteriori assumono un sentimento e un legame diverso.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Perché Vera indirizza le lettere a una bambina?</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Nelle lettere indirizzate alla piccola Flavia fa capolino la bambina che si cela dentro Vera. Quell’animo da bambina che cocciutamente vuole rimanere tale perché, anche se la pelle può mettere su le rughe, la bambina continuerà a echeggiare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Dacia Maraini con questo testo, a mio parere, ha voluto sottolineare, oltre all’importanza dei legami, anche il prendersi cura del nostro bambino interiore, il che implica ascoltare le proprie emozioni, essere un "genitore" amorevole per <b>SÉ</b> stessi, e recuperare la spontaneità e la fantasia per vivere una vita più bilanciata ed esaudiente.</span></div> &nbsp;<div><span class="cf2"><span class="fs14lh1-5">Tutti dobbiamo essere un po' più </span><span class="fs14lh1-5"><b>DOLCI PER </b></span><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><b>SÉ</b></span> stessi come suggerisce il titolo.</span></span><span style="text-align: start;" class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div style="text-align: start;" data-text-align="start"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf4"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/71qx81k6P3L._SY522_.jpg"  width="324" height="522" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Con “L’ultimo dei Tomassian” l’autore Armando Bonato Casolaro ci conduce tra le colline della marca Trevigiana]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">L'ULTIMO DEI TOMASSIAN</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="fs14lh1-5">il tempio dell'amore risiede negli occhi</i><span class="fs14lh1-5"><i class="imTAJustify">.</i></span><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">”</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo bianco emerge un bicchiere di whisky con ghiaccio. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Vicino ai sessant'anni, Marcello Tomassian può vantare una vita costellata di imprese azzardate e grandi successi. Vestiti bespoke, scarpe fatte arrivare appositamente da Londra, auto d'epoca, hotel di lusso e ristoranti stellati. Tutto ciò, per lui, non sono frivolezze ma beni di necessità. Finché la realtà non bussa alla sua porta: alla soglia del secondo divorzio le spese sono ormai insostenibili, i debiti lo sommergono ed è concreto il rischio di perdere l’amatissima Villa Tomassian con i suoi vigneti nella Marca Trevigiana. A malincuore, il nostro amabile dandy, che ha sempre saputo proiettare un'ombra più lunga della sua statura reale, dovrà ridimensionare drasticamente le sue abitudini. E, se un comune osservatore della vicenda potrebbe liquidarla con una risata di sufficienza, Marcello Tomassian, che ha sempre creduto nella forma come sostanza, precipita invece in una sorta di inferno personale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Chi potrà salvarlo dalla rovina economica e morale?</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Una donna, naturalmente. Anzi due.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div class="imTARight"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Chi, almeno una volta nella vita, non ha desiderato vivere nel lusso? Ovviamente chi vive nel lusso vanta una posizione sociale elevata. Marcello, il protagonista del romanzo, ha raggiunto il lusso grazie a uno spiccato senso imprenditoriale. All’occhio del lettore salta subito il suo grande difetto: i soldi gli scivolano via dalle mani.</span></div><div><i class="fs14lh1-5"><span class="cf2">“De Marchis parcheggi</span></i><i class="fs14lh1-5">ò<span class="cf2"> l’auto a fianco della Rolls. Sapeva già che avrebbe dovuto discutere con Marcello. Il motivo era sempre lo stesso, le sue mani bucate.”</span></i><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Ho apprezzato molto i siparietti tra l’amministratore De Marchis e Marcello narrati abilmente dall’autore portando il lettore a sorridere. Marcello è un Casanova, un seduttore elegante e libertino e per quanti sforzi compia non riesce a cambiare la sua natura, a rinunciare ai propri vizi.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Ma qual è il vero lusso nella vita?</span></div><div><span class="fs14lh1-5">L’autore inserisce un personaggio chiave, anzi due donne, che faranno scoprire al protagonista il valore dell’amore, il vero lusso. Marcello si ritroverà a spalancare la porta del cuore, quella porta che non sapeva neppure di possedere. Tra il passato che riemerge e il presente che avanza nelle difficoltà economiche, il protagonista si ritroverà a superare l’inferno. La narrazione segue pennellate di dolcezza per cucire i vuoti del passato. &nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Nella narrazione il lettore vede e sente ogni cosa come fosse davanti ad un palcoscenico. La scrittura è semplice e veloce. Tocca ogni punto senza soffermarsi più del dovuto in nessuna situazione. La scrittura è un mulinello di emozioni lasciate andare per essere accolte nel migliore dei modi.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5">Vi avviso prima di leggere l’ultima pagina preparatevi un whisky con ghiaccio. Il finale vi lascerà con il bisogno di bere qualcosa di forte. </span><span class="fs12lh1-5 ff2"></span></div></div> &nbsp;<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/41xzpZrHSuL._SY445_SX342_ControlCacheEqualizer_.jpg"  width="353" height="508" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“IO, ALTROVE”, quando il viaggio diventa scrittura di sé di Andrea Bocconi]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000046"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IO, ALTROVE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="fs14lh1-5">Ognuno
a modo suo decora le memorie</i><span class="fs14lh1-5"><i class="imTAJustify">.</i></span><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">”</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Da
un casco da immersione escono i tentacoli di una piovra.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il
10% di tutti i nostri ricordi sono legati ai viaggi e questi ricordi sono più
vividi e duraturi degli altri: basta un profumo, un sapore, una canzone per
risvegliarli. In fondo tutta la nostra vita potrebbe essere raccontata
attraverso i viaggi: il primo viaggio da bambini, il viaggio della maturità, la
prima volta in un altro continente... "Io, altrove" è un libro
intimo, interattivo, una guida amica che ti invita a narrare, attraverso
esercizi di scrittura, i viaggi della tua vita: luoghi, incontri, personali
illuminazioni. E, leggendo e scrivendo, a poco a poco scoprirai una parte di
te, altrove.i propri figli a realizzarsi, finirà per realizzare sé stessa. </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div class="imTARight"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf2">“IO, ALTROVE” non è un romanzo, non è
un giallo, ma un manuale di scrittura e nello specifico un itinerario per
scrivere la propria biografia seguendo il filo conduttore del viaggio.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2">Non ho intenzione di scrivere la mia
biografia, questo libro mi è stato donato a Natale e l’ho portato con me in
viaggio. E ve ne voglio parlare perché </span>mi
<span class="cf2">ha aperto alcune visioni. </span></span></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf2"> </span></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5 cf2">Ma se i nostri
sensi ci ingannano, perché li coltiviamo nei viaggi? </span></i></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf2">Durante i viaggi pretendiamo di vedere
ciò che non abbiamo mai visto, gustare cibi nuovi, provare profumi strani,
carezzare stoffe o animali che ci sono sconosciuti. Eppure è proprio questa
stimolazione dei sensi che ci fa sentire più vivi in viaggio, più vivi perché
siamo più attenti, più disposti a sorprenderci, più presenti, più in contatto
col mondo invece del solito perdersi nei nostri pensieri, separati da tutto.</span><br></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf2">Per ogni viaggio bisogna tener conto
di tre lezioni: far stare tutta la tua vita in uno zaino non è solo
impossibile, ma anche non necessario; gli imprevisti succedono; non avere paura
del buio. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf2">Quando ho terminato l’ultima pagina
del libro, ho respirato lentamente, ho sentito l’aria entrare e uscire. Questo
piccolo manuale racchiude un messaggio importante: occorre rallentare, occorre
aprirsi, occorre trovare le parole.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf3">L’autore, Andrea Bocconi, in questo
manuale &nbsp;ha riunito buona parte delle sue
passioni per dar vita a una specie di libro “gioco”: un volume che interagisce
con chi lo legge, infatti, alla fine di ogni capitolo propone di impugnare la
penna e seguire le sue tracce per scrivere.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5 cf3"> </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5 cf3">“Tu fai un
viaggio, e il viaggio fa te. Vuol dire che hai fatto esperienze, non sei un
pivello, conosci il mondo.”</i></div></div> &nbsp;<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf3 ff2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf4"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788865493663_0_0_536_0_75.jpg"  width="482" height="715" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Clementina” di Giuliana Salvi è un eco, è un inno alla vita: “che l’arma sarà la cultura, non i fucili”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">CLEMENTINA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="fs14lh1-5">Non
fartene un cruccio: non essere una marionetta</i><span class="fs14lh1-5"><i class="imTAJustify">.</i></span><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">”</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una giovane ragazza, con i capelli neri raccolti, è in piedi; dietro si
lei un muro con la carta da parati a fiorellini. Il suo sguardo è pensieroso,
il suo abbigliamento è delicato: una gonna nera e una camicia bianca.</span><br></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div>Mentre la Storia impazza fuori
dalla finestra, Clementina, giovane vedova con tre figli, deve reinventarsi il
mondo. Sedere alla scrivania che è stata di suo padre e far quadrare i conti,
per non deludere né i vivi né i morti. E così, utopista e femminista per
istinto, Clementina mette su, tra le mura di casa sua, una scuola improvvisata
e diversa da tutte le altre, cambiando il destino di decine di ragazzini e
ragazzine in una Lecce che, nella prima metà del Novecento, sembra alla
periferia di tutto. È il 1916, la Grande Guerra infuria e Clementina ha una sua
personale battaglia da combattere. Suo marito Cesare, prima di morire, le ha
fatto promettere che dovrà garantire ai loro figli la possibilità di
realizzarsi, come avrebbe fatto lui. Così Clementina lascia Roma con Filippo,
Emira e Francesco, e torna a vivere a Lecce nella casa di famiglia insieme alle
due sorelle, Maria e Anna, cucite strette l’una all’altra da una complicità
assoluta. È Germain, professore francese pacato e visionario, a suggerirle la
strada per mantenere la sua promessa: se è stata lei a curare l’istruzione di
Filippo, perché non aiutare nello studio anche altri ragazzini? E non come atto
di carità, ma per lavoro? Quando, vincendo le proprie resistenze e quelle del
suo tempo, Clementina decide di accettare i primi allievi, non immagina che
insegnerà per più di vent’anni e fonderà nella sua casa una vera e propria
scuola. Soprattutto non immagina che nel tentativo di aiutare i propri figli a
realizzarsi, finirà per realizzare sé stessa. </div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div></div></div><div class="imTARight"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Come lettrice voglio subito ringraziare l’autrice, Giuliana Salvi, per la
potenza di questo romanzo. L’autrice per questo romanzo si è ispirata alla
storia vera della sua bisnonna, <i>Clementina</i>: una donna «tutta gesti»,
pronta a superare i confini della memoria famigliare e ad abitare il cuore di
noi lettrici.</div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><i>Clementina sentiva la schiena
sudata. «La sera delle nozze mi hai detto che sono “tutta gesti”, te lo
ricordi?».</i></div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><i class="fs14lh1-5">«Certo.
E lo sei. Ma io sono testardo quanto te, e la testa tua sto imparando a
conoscerla». </i></div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Cesare e Clementina una coppia, una famiglia piena d’amore, ma la malattia
non guarda in faccia i sentimenti e si porterà via Cesare. Dopo anni di lutto
Clementina avrebbe potuto togliere il vestito nero, ma la sua era una scelta
che la faceva sentire bene. Inoltre non doveva più pensare a cosa indossare,
quali colori abbinare, le dava un senso di libertà. Il nero per lei non era più
un lutto. I vestiti scuri erano un messaggio rivolto agli altri: “ignoratemi”.
Il suo cuore è rimasto fedele perché chi ami non muore mai. </div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><i>“La mantengo quella promessa. L’ho fatta prima a te e poi pure a me
stessa. Siamo venuti a Lecce anche per questo”.</i></div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">E come un fulmine per Clementina è
arrivato il momento in cui bisogna rimboccarsi le maniche, diventare ciò che
non si è stati o che non si immaginava di essere. Le disgrazie e le tragedie
della vita cambiano molte cose, soprattutto il carattere.</div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La promessa è stata la sua ancora,
il suo impegno quotidiano, non si è risparmiata tra impegni e sacrifici, e nel
suo metodo d’insegnamento, con i vari successi e gratifiche, Clementina
ritroverà quella parte di sé che aveva perso.<span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><i class="fs14lh1-5">“…che
l’arma sarà la cultura, non i fucili”</i></div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Clementina ha seppellito con la
forza di volontà le sue emozioni. L’autrice, Giuliana Salvi, ci ha mostrato gli
occhi rossi di Clementina che si era imposta di non piangere, soprattutto nella
gioia. Versare lacrime di gioia non era accettabile, secondo il suo punto di
vista, perché le lacrime del dolore erano uscite dagli stessi occhi. Ma io come
lettrice non le ho trattenute, alla fine ho versato le lacrime di gioia, ho
gioito per lei.</span></div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Lasciatevi avvolgere da questo
romanzo ricco di emozioni.</div>

<div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf2 ff2"> </span></div></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788806266110_0_0_536_0_75.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788806266110_0_0_536_0_75.jpg', width: 536, height: 835, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788806266110_0_0_536_0_75.jpg"  width="452" height="704" /></a><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[C’è sempre un modo e ce lo dimostra Elena Pigozzi con il suo ultimo romanzo “Le sarte di Villarey” ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000044"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LE SARTE DELLA VILLAREY</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="fs12lh1-5">Davanti alla meta cerca un nuovo passo da raggiungere</i><span class="fs14lh1-5"><i class="imTAJustify">.</i></span><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">”</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo
sfondo nero spicca una mano che impugna un ago e un filo bianco.</span></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Ancona,
1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene
Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è
mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più
notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro
figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura,
portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il
nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce,
l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre
Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila
soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro
nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta.
Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, "Le sarte della
Villarey" è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un
esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione
a non rassegnarsi mai al buio del mondo.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div class="imTALeft"><div class="imTAJustify"><div><i class="fs14lh1-5">Quand’è
che ci si abitua alla paura?... </i></div>

<div><i class="fs14lh1-5">«Ci
sarà un modo» sospira. </i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice
Elena Pigozzi ha trovato il modo per narrare una storia di guerra vissuta ad
Ancona da donne e combattuta da queste ultime impugnando non armi, ma utensili:
aghi e fili. Arnesi appuntiti non per uccidere ma per salvare.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Chi
è Alda? </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Alda
è la quercia del gruppo delle sarte di Villarey. La giornata di Alda è scandita
da gesti meccanici, ripetuti ogni giorno. Si alza di notte per impastare,
raggiunge la Villarey per cucire le divise, pulire tovaglie e lenzuola, quindi
tornare a casa ad aggiustare le scarpe per Neno.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Cosa
fa la guerra ?</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice
con una breve frase racchiude la risposta a questa domanda che da anni,
millenni, ci poniamo.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“La
guerra ruba gli anni spensierati, inghiotte la giovinezza e ti consegna rabbia
e dolore.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La
guerra è una ladra, si prende tutto, ma non i cuori gentili come quelli delle
sarte di Villarey. Queste donne che pur non sapendo leggere e scrivere
conoscono l’unica cosa che conta ed è stare dalla parte del bene. E quando lo
fai, sai che è lui perché il cuore si allarga dentro di te. E nel leggere il
bene il mio cuore si è allargato perché il bene è contagioso.</span><br></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Che
hanno imparato che sono le mani che cambiano il mondo. Che il bene si impara
facendolo.”</i><br></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Lasciatevi
contagiare! Leggete questo romanzo scritto, anzi cucito, con cura da Elena
Pigozzi.</span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788804797869_0_0_536_0_75.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788804797869_0_0_536_0_75.jpg', width: 536, height: 797, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788804797869_0_0_536_0_75.jpg"  width="470" height="699" /></a><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Elaborazione del lutto: “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” di Michele Ruol]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">INVENTARIO DI QUEL CHE RESTA DOPO CHE LA FORESTA BRUCIA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><span class="fs14lh1-5"><i>Vivi e incornicia la voce del cuore</i><i class="imTAJustify">.</i></span><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">”</span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Dallo sfondo blu emerge un cerchio che racchiude una foresta in fiamme e due anime che danzano.</span></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Nella storia di Madre e di Padre ci sono degli avvenimenti che determinano un prima e un dopo. La nascita di Maggiore e poi quella di Minore, ad esempio, o l’incidente che li coinvolge, ma anche episodi apparentemente marginali dirottano le loro esistenze, come le nostre: delle mani che si sfiorano per caso e poi si trattengono appena più del dovuto, o l’apertura casuale di una chat altrui. In questo esordio luminoso e contundente, Michele Ruol ci conduce nell’intimità dei suoi personaggi attraverso le impronte lasciate sugli oggetti della casa in cui abitavano, riuscendo a farci continuamente ricredere sull’idea che ci siamo fatti su ciascuno di loro – e forse anche su quella che abbiamo di noi stessi.</span><b></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div class="imTALeft"><div class="imTAJustify"><div><i><span class="fs14lh1-5 cf2">“La foto dei ragazzi sul tavolino nell’ingresso è la stessa che avevano usato per la lapide.”</span></i></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Questa frase è la prima che ho sottolineato e coincide con l’inizio del romanzo. Quante frasi ho sottolineato? Più di novantanove, non le ho contate, ma nel libro scorrono novantanove oggetti e in molti di questi ho evidenziato più di una frase.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">Gli oggetti divampano, bruciano di ricordi. Il lutto, la perdita di due figli porta a un solo pensiero: tutto ha perso senso. Padre e Madre avvolti nel dolore. Un dolore che lentamente si è preso tutto lo spazio, si è allargato fino a coprire tutto. Ma la vita procede.</span></div><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf2">“Vivere non è una questione di forza, ma di inerzia, aveva risposto Madre.”</span></i><br></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">La vita è una clessidra in continuo cambiamento.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2">La clessidra è un oggetto affascinante, il tempo che scorre che scandisce l’inizio e la fine. La sabbia si sposta ma non se ne va mai: basta girarla e il tempo riprende a scorrere. La clessidra può essere vista come una mini-spiaggia portatile oppure come un deserto bonsai. Ognuno col proprio sguardo sceglie il punto di vista.</span></div><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf2">“… tra i rami, in controluce, si vedevano dei nidi.”</span></i><br></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5 cf2">Non sono io che ho divorato il libro è il libro che mi ha divorato. Lo stile è nuovo, è inaspettato. I protagonisti non hanno un nome proprio, ma sono scanditi in base al loro ruolo: Padre, Madre, Maggiore e Minore. La narrazione penetra nel cuore, ogni oggetto è una scaglia che sprigiona emozioni. L’autore, Michele Ruol, attraverso l’inventario degli oggetti della casa ha intrecciato una storia potente. La scrittura parte dai ricordi e si intreccia col presente e il lettore mastica, ingoia, digerisce e ne assorbe ogni sensazione.</span></div><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5 cf2">“Forse è così che si supera il dolore, rimuovendolo insieme a quello che gli sta intorno, insieme a ogni altra sensazione.”</span></i><br></div> &nbsp;<span class="fs14lh1-5 cf2">Se cercate un libro colmo di emozioni senza ombra di dubbi non potete lasciarvi sfuggire questa lettura.</span><br></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788894845549_0_0_536_0_75.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788894845549_0_0_536_0_75.jpg', width: 536, height: 794, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-4" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788894845549_0_0_536_0_75.jpg"  width="480" height="711" /></a><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Anna Bellini con il suo ultimo romanzo “Vietato l’ingresso ai gatti” ci mostra un ventaglio di personaggi]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000042"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">VIETATO L'INGRESSO AI GATTI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">L’infuso per un sospiro di sollievo è la musica.</span></i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">”</span></i><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></i><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/Vietato-l-ingresso-ai-gatti-foto.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/Vietato-l-ingresso-ai-gatti-foto.jpg', width: 1440, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Vietato-l-ingresso-ai-gatti-foto.jpg"  width="407" height="305" /></a><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">In primo piano spicca un sopramobile nero a forma di gatto e dietro si intravede un vero gatto con un’espressione dubbiosa.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">A Venezia in riva al Canal Grande c’è un vecchio palazzo in rovina nascosto dai rampicanti. Lì vive un’umanità eterogenea, un insieme di generazioni e generi, distribuiti sui tre piani dell’antica Ca’ Saraghi. Tra gli abitanti di quella surreale dimora esiste un certo equilibrio che un bel giorno viene meno per colpa di... un gatto! I gatti e Venezia sono sempre andati d’accordo quindi nessuno degli inquilini capisce perchè nel palazzo siano improvvisamente comparsi quegli strani cartelli che ne vietano l’ingresso. Il Canal Grande conduce la storia e i gatti la modificano, costringendo gli abitanti a interagire fra loro, svelando il proprio passato e costruendo un comune futuro. Sulle rive del Canale nascono storie e ognuna di esse ne contiene molte altre, la narrazione è a più voci e il risultato è un’unica sinfonia che ha come tema Venezia e l’umanità dei giorni nostri.</span><b></b></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div class="imTALeft"><div class="imTAJustify"><div><i class="fs12lh1-5">“Un giorno di luglio, l’equilibrio andò a farsi benedire per colpa di un gatto.”</i></div><div><span class="fs12lh1-5">L’antico palazzo Ca’ Sàraghi possiede una caratteristica molto bella, ciascun inquilino serenamente s’impiccia dei fatti altrui senza emettere giudizi di alcun genere, tanto meno di ordine morale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma un giorno arrivò un gatto e uno degli inquilini proclamò ad alta voce che ci avrebbe pensato lui a far rigare dritto tutti. E quello fu il segnale dell’inizio della rottura dell’equilibrio.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">“… perché la vita senza relazioni e storie che sapore avrebbe?”</i></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice, Anna Bellini, con una narrazione viva ci conduce dietro le porte di un palazzo, un ventaglio di personaggi che si mescolano con i loro pregi e difetti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">Ad esempio c</span>’è Linda, un’assistente sociale, però lo è a modo suo, come tutto quello che fa, nel senso che si occupa dei problemi della gente e cerca di risolverli con i suoi sistemi che non sono sempre quelli tradizionali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma, tra passato e presente, tra realtà e immaginazione il protagonista principale è un fantasma.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Devo trovare un modo indolore per tagliare il legame con questa città altrimenti non potrò mai passare oltre.”</i></div><div><span class="fs12lh1-5">Non vi svelerò nulla degli altri personaggi, dei vari amori e …</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella narrazione di Anna Bellini il lettore vede e sente ogni cosa, grazie anche alla voce dei protagonisti con il loro inconfondibile timbro veneziano.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non vi rimane che aprire il libro e lasciarvi trasportare dal Canal Grande.</span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/VIETATO-L-INGRESSO-AI-GATTI.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/VIETATO-L-INGRESSO-AI-GATTI.jpg', width: 500, height: 758, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/VIETATO-L-INGRESSO-AI-GATTI.jpg"  width="457" height="693" /></a><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Niki Leonetti con “Si può fare passo dopo passo” abbatte le barriere della diversità]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000041"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">SI PUO' FARE PASSO DOPO PASSO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span></i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">“Prima regola: dai gas alla felicità”</span></i><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1"><br></span></i><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/Passo-dopo-passo-si-puo-fare-caviardage.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/Passo-dopo-passo-si-puo-fare-caviardage.jpg', width: 1440, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Passo-dopo-passo-si-puo-fare-caviardage.jpg"  width="329" height="247" /></a><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una grande porta marrone aperta ci mostra tre figure maschili che camminano su un prato verde</span><span class="fs14lh1-5 ff1">.</span><br></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">"Si può fare, passo dopo passo" è una biografia ordinaria. Niki Leonetti si racconta in prima persona e parla del suo percorso nel mondo ordinario da ragazzo con disabilità. La sua non vuole essere una lezione di vita o un libro di incoraggiamento, ciò che vuole proporre è una visione più ampia e inedita su come, grazie alla giusta attitudine, chiunque possa avere il modo di realizzarsi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quello che Niki si propone, per mezzo di questo libro, è rendersi la prova evidente che l’inclusione è possibile, che accogliere la diversità è l’unico modo per costruire un futuro in cui tutte le parti possano godere di uno scambio reciproco ed essenziale per crescere. La parola d’ordine è amore e il suo moto, l’amare, è l’unica proposta possibile perché si possa ricevere un’esistenza piena.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Iniziando dalle scuole, passando attraverso il lavoro, lo sport, l’associazionismo e gli scout, Niki si racconta, parla delle sue difficoltà e dei suoi traguardi; raggiunti tutti insieme alle persone più care e che da sempre hanno creduto in lui, non perché speciale, ma perché, passo dopo passo, ogni cosa è possibile.</span><b></b></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5">“La squadra si era stretta intorno a me e mi ha dato la possibilità di dimostrare il mio vero valore”.</i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quanto potere hanno le azioni? A volte le azioni concrete superano ogni parola.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L’autore Niki Leonetti dalla nascita ha una disabilità motoria. Pagina dopo pagina ci racconta le sue difficoltà, senza mai lamentarsi o scoraggiarsi, è decisamente un ragazzo pieno di risorse e le sue conquiste lo dimostrano.</span></div><div class="imTAJustify"><i class="fs12lh1-5">“… ma tutto si può fare, senza essere precipitosi, sapendo che il momento arriva e che basta essere disposti a farsi violare la propria comfort zone per un istante.”</i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Solo quando abbandoniamo il nostro scudo, potremo esprimerci in tutta libertà e raggiungere gli obiettivi. Perché è nelle difficoltà che tiriamo fuori il meglio di noi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il romanzo è intimo. La narrazione di Leonetti è confidenziale come la scrittura che si mostra senza filtri e l’autore mostra la sua ironia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La sua lotta per l'inclusione va oltre le barriere imposte dalla diversità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Questo libro è un ottimo strumento per cambiare lo sguardo verso la fragilità che non deve scoraggiare, anzi tutt’altro deve spronare ad andare oltre le barriere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">E ora non barcollate andate in libreria: il libro vi attende.</span></div></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/SI-PUO--FARE-PASSO-DOPO-PASSO.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/SI-PUO--FARE-PASSO-DOPO-PASSO.jpg', width: 500, height: 710, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/SI-PUO--FARE-PASSO-DOPO-PASSO.jpg"  width="500" height="710" /></a><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’ultimo libro di Paola Peretti “Se le stelle non tornano” ha un aroma speciale, un sapore fresco come il basilico.]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000040"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">SE LE STELLE NON TORNANO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5 ff1">“</span><span class="fs14lh1-5">La rabbia non riesce a stare in silenzio”</span></i><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">.</span></i></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/E-se-le-stelle-non-tornano-foto.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/E-se-le-stelle-non-tornano-foto.jpg', width: 1440, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/E-se-le-stelle-non-tornano-foto.jpg"  width="410" height="308" /></a><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><br></span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo di un cielo stellato due ragazze sono sedute sulla riva di un fiume, sopra di loro, oltre alle stelle, c’è una farfalla bianca. La loro immagine è riflessa nell’acqua. <b></b></span></div></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Desideria, detta Desy, sta per compiere quattordici anni e ogni giorno perde una manciata dei suoi bellissimi capelli rosso scuro. Si sente sola. La sorella maggiore Eleonora non le parla, la mamma è una cacciatrice di fantasmi e spesso manca da casa. Così Desy decide di chiamare a sé la prozia Tita, morta ormai da tanti anni, e lo fa con tanta intensità che Tita… arriva davvero. Comincia a palesarsi a lei di notte con la proprie sembianze, di giorno nel corpo di una farfalla. Quando Desideria ed Eleonora si troveranno ad attraversare la settimana più difficile della loro vita, zia Tita starà loro accanto, proprio come aveva fatto, da ragazza, con la sua stravagante sorella Rita.</span><b></b></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><i class="fs12lh1-5">“Siediti su la sponda del fiume, e aspetta: vedrai che il morto presto o tardi passerà”.</i></div><div><span class="fs12lh1-5">La prozia Tita, morta parecchi anni prima, sente il richiamo della giovane nipote Desy. “Siediti sulla riva del fiume, prima o poi il morto passerà”, può significare tante cose; tipo che la soddisfazione arriva a chi sa aspettare, ma anche che i guai scendono a valle e non si possono evitare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice Paola Peretti ha creato un bel guaio per le nostre protagoniste. Tita, in versione da fantasma, e Desy corrono da Eleonora che ha bisogno d’aiuto per superare il dolore. Non un dolore fisico, ma un dolore proveniente dal profondo del cuore.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Una donna che non aiuta un’altra donna è peggio del peggior nemico”.</i></div><div><span class="fs12lh1-5">Desy, Tita ed Eleonora hanno conquistato il mio cuore, tre donne uniche, ognuna col suo bel carattere e non nego che da genovese ho subito simpatizzato per Desy perché nei vari spostamenti spesso porta con sé la pianta di basilico. Tra le varie stranezze divertenti che troverete tra le pagine non mancano i diversi messaggi di riflessione che l’autrice vuole comunicare agli adolescenti. Tutti noi abbiamo dei sogni da realizzare però a volte vanno in frantumi. E quando questo accade arriva il dolore, un ospite non gradito, ma non bisogna opporsi, bisogna lasciarlo entrare e poi farlo uscire. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La narrazione di Paola Peretti scorre veloce, è vivace, è coinvolgente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non sarò io a svelarvi i vari colpi di scena, ma vi suggerisco di correre in libreria per scoprirli.</span></div></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/se-le-stelle-non-tornano.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/se-le-stelle-non-tornano.jpg', width: 318, height: 445, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/se-le-stelle-non-tornano.jpg"  width="356" height="498" /></a><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 May 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“La mela marcia” un giallo ambientato a New York di Alessandro Quadri di Cardano]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA MELA MARCIA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Con l’odio non si raggiunge il fine, ma porta solo altra violenza</span></i><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">.</span></i></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/La-mela-marcia-foto.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/La-mela-marcia-foto.jpg', width: 1440, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/La-mela-marcia-foto.jpg"  width="446" height="335" /></a><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><br></span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Uno scatto serale dell’inconfondibile ponte di Brooklyn tra due palazzi in mattoni rossi.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">La comunità arcobaleno di New York è sconvolta da una serie di efferate esecuzioni: nel giro di una sola settimana, un killer fredda tre persone, con un unico proiettile sparato alla nuca. Non lascia tracce. Non tocca le vittime. Non ruba denaro. Uccide e svanisce. A occuparsi dell’indagine è il tenente Frank Bongiovanni, che con la sua squadra d’investigatori è chiamato a far luce su questi feroci ed inspiegabili omicidi, il cui unico legame è l’appartenenza delle vittime alla comunità LGBTQ+ newyorkese. Ma quando viene individuato un facile colpevole per quietare stampa e cittadinanza, Frank rompe con la gerarchia del NYPD e prosegue la propria indagine personale, sia per le strade della Grande Mela, che dentro se stesso. Perché New York è una mela marcia, nelle cui vie si aggira un predatore, un caimano che dal fondo della palude affiora pronto ad azzannare. Paziente. Spietato. Famelico.</span><b></b></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><i><span class="fs14lh1-5">“</span><span class="fs12lh1-5">Un lago nero come la pece; profondo, oscuro e malvagio lo avvolgeva da ogni lato.”</span></i></div><span class="fs12lh1-5">Un serial Killer si aggira tra le vie di New York e l’indagine è affidata al tenente Frank Bongiovanni che si ritroverà anche a esplorare le acque putride del pantano della propria anima.</span><br><div><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><i class="fs12lh1-5">“… Peggio: sono uno sbirro curioso…”</i><br></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autore ci rende partecipe dell’indagine. Con i vari colpi di scena alimenta la tensione e il lettore vuole scoprire la verità, impossibile abbandonare la lettura, il caso va risolto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tre sono le vittime tra la popolazione LGBTQ+: un influencer, un avvocato e un dottore. Le vittime prendono vita attraverso le indagini e scopriremo le loro personalità. Il modus operandi dell’assassino è semplice: una sola pallottola sparata a breve distanza all’altezza della nuca, nessuna lotta, nessuna violenza, un colpo netto a sangue freddo alle spalle. Il serial killer si mostra come un caimano che si nasconde nelle acque torbide del pantano in attesa di incontrare una vittima da azzannare, ma non riesce a guardare negli occhi la sua preda.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Perché ricordati, a ogni visionario che ha scavato un pozzo, un giorno qualcuno ha detto che lì sotto non c’era acqua.” </i></div><div><span class="fs12lh1-5">Il personaggio del tenente Bongiovanni è ben delineato, è ben costruito, un uomo che crede nella giustizia e pretende di raggiungere la verità, non si accontenta dei fatti, non si arrende. Non vuole fallire. Anzi andrà oltre gli ordini dei suoi superiori e inizierà a condurre di nascosto le indagini, vuole trovare il caimano.</span></div> &nbsp;<span class="fs12lh1-5">Un giallo ben costruito, l’indagine non è semplice e questo lo rende intrigante. E l’autore, forse inconsapevole, ci lascia un messaggio: l’esperienza può indurire il carattere, ma arriva sempre qualcosa di buono dalla vita, pur tosta e complicata. All’inizio, lo ignori. Successivamente comprendi, come fanno i bambini, che la vita è una bella storia.<br></span></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/LA-MELA-MARCIA.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/LA-MELA-MARCIA.jpg', width: 295, height: 425, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/LA-MELA-MARCIA.jpg"  width="351" height="506" /></a><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 May 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Paulo Coelho con “Il cerchio della felicità” ci guida alla scoperta della semplicità che fa rima con felicità ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL CERCHIO DELLA FELICITA'</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Negli occhi una lacrima cercava il volo per vedere l’amore.</span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">In secondo piano sono velati un lampadario e una finestra in
bianco e nero. In primo piano spicca una falena dai toni marroni che si avvicina
al lampadario.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Un missionario e un eremita si
incontrano nel deserto, e nella natura iniziano un dialogo sul loro destino; il
giovane Mogo, arrogante e presuntuoso, viene punito dal destino per la sua
voracità; un bambino generoso scopre, in un paesino sperduto di montagna, la
ricompensa per il suo animo prodigo; un villaggio che non vede la pioggia da
tempo è animato dalla speranza di un miracolo; una Cenerentola cinese coltiva
un fiore meraviglioso, degno di un principe; una falena si innamora perdutamente
di una stella che brilla nel cielo e, nel tentativo di raggiungerla, incontra
la bellezza del mondo. Queste e altre avventure nascono nell’immaginario
letterario di Paulo Coelho e arrivano a toccare il cuore di ciascuno di noi. Un
libro di storie per riflettere e ritrovare sé stessi, un regalo dall’alchimista
della parola ai lettori di tutte le età.</span><span class="fs12lh1-5">.</span><b></b></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><div><i class="fs12lh1-5">“Navigare è
necessario, vivere non lo è”</i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Ogni singola
storia è un viaggio interiore e racchiude un messaggio. Dipende da quale punto
della tua vita ti trovi, dipende dal momento in cui lo leggerai. Potresti
pensare che si tratta solo di un libro di favolette “la vita è una cosa
diversa”. Oppure potresti pensare “è proprio così, la vita è un viaggio”. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">In questo
libro sono racchiusi diciannove racconti, ognuno è una finestra sul significato
della vita. Le esperienze dei vari protagonisti rispecchiano sfaccettature
dell’esistenza che a volte trascuriamo.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Paulo Coelho
pagina dopo pagina ci porta a interrogarci.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Vale la pena
di criticare gli errori del passato?</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Penso che
sia ingiusto, perché dopo tutto cerchiamo sempre di fare del nostro meglio.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Si può
essere sicuri che la soluzione attuale sia la migliore?</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Credo sia
rischioso pensarlo, forse più avanti arriveremo alla conclusione che esiste una
scelta più saggia. L’importante è non dimenticare mai che siamo qui, che
dobbiamo lottare per rimanere in piedi, per rispettare il motivo per cui siamo
stati creati.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Paulo Coelho
non delude mai nella sua capacità di fondere narrativa e spiritualità. La sua
scrittura è semplice. Ogni frase scorre leggera come una farfalla, rendendo
ogni racconto accessibile ai lettori di tutte le età. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Questo libro
mi è stato donato a Natale e lo consiglio. Regalate questo libro perchè è un dono
che può essere apprezzato sia da chi cerca risposte quanto da chi desidera
lasciarsi cullare da racconti pieni di speranza.</span></div>

<div><i class="fs12lh1-5">“Il Segreto
della Felicità sta nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza dimenticare
mai le due gocce d’olio nel cucchiaino.”</i></div></div></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/IL-CERCHIO-DELLA-FELICITA-.jpg"  width="495" height="670" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fernando Aramburu con “IL BAMBINO” scava tra le macerie del lutto]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL BAMBINO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Il senso di colpa, il mio allarme, mi rimprovera in silenzio</span></i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">.</span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Un bambino col golfino blu guarda una locomotiva di legno che
tiene tra le mani.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Nicasio ogni giovedì si reca al
cimitero di Ortuella per parlare con il nipotino, Nuco. Non riesce a
rassegnarsi all'idea che il bambino non ci sia più, che sia morto insieme a
tanti altri nell'esplosione di gas che ha distrutto la scuola. E quindi, nella
sua testa, continua a portarlo in giro per il paese, a rimproverarlo, a giocare
con lui. A partire da un tragico incidente, un fatto di cronaca che nel 1980
sconvolse i Paesi Baschi e l'intera Spagna, Fernando Aramburu torna nei luoghi
e fra la gente di "Patria" e mescola finzione e realtà per raccontare
la storia di una famiglia che deve affrontare la più dolorosa delle perdite.
Ognuno dei protagonisti reagirà a modo suo, e dovrà trovare in sé la forza per
andare avanti. Indimenticabile la figura del nonno con la sua lucida follia;
ammirevole quella della madre Mariaje, che cerca con ostinazione di
ricominciare a vivere ma per farlo non può continuare a nascondere i segreti su
cui ha costruito il suo matrimonio; tenera e dolorosa quella del padre José
Miguel, uomo semplice e goffo, che si aggrappa alla moglie nell'illusione di
riuscire a salvare qualcosa. Aramburu accompagna il lettore in un'esplorazione
psicologica e letteraria. Il suo nuovo romanzo è carico di emozioni profonde e
contrastanti, ma soprattutto pieno di amore, l'amore infinito per i figli che
unisce e divide, che fa nascere e può spezzare le famiglie.</span><b></b></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><span class="fs12lh1-5">Non si è mai preparati al lutto. Non esiste una disciplina che ti
insegna come comportarti di fronte a una perdita importante.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">L’autore,
Fernando Aramburu, mescola finzione e realtà per raccontare la storia di una
famiglia che deve affrontare la più dolorosa delle perdite: la perdita di un
figlio, di un nipote.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Il lutto non
ha regole precise, ognuno reagisce a modo suo e con i propri &nbsp;tempi.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Per esempio,
nonno Nicasio ha trovato il suo modo per convivere con il vuoto della perdita
tenendo vivo il ricordo del nipote.</span></div>

<div><i class="fs12lh1-5"> </i></div>

<div><i class="fs12lh1-5">“Io non vado
a trovare la tomba. Io vado a trovare Nuco, che non è la stessa cosa.”</i></div>

<div><i class="fs12lh1-5"> </i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Nicasio
rifiuta, non accetta la realtà, per lui suo nipote è vivo. Passeggia con lui.
Chiacchiera con lui. Gioca con lui. Mangia con lui.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La comunità,
invece, è caduta nel silenzio. Per strada o nelle piazze, nei bar e nei negozi,
non si nomina mai l’esplosione. Alcune persone, dopo aver perso una creatura o
più di una nell’incidente della scuola, hanno trascorso giorni a letto senza
voler parlare. Nicasio, invece, si è sforzato di vedere Nuco al suo fianco e
trascorre del tempo col nipote, come la definisce l’autore una lucida follia.
Sarebbe stato più sensato sprofondare nella depressione? </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La comunità
accetta il comportamento “folle” del nonno. In qualche modo lui mantiene viva
la memoria di tutti i bambini deceduti, si fa carico di questo peso.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Oltre al commovente
ritratto del nonno Nicasio, emerge la figura della madre Mariaje, un
personaggio complesso, combattuta tra il desiderio di allontanare il dolore
della perdita e il bisogno di ricordare il figlio e di mantenere viva la sua
memoria. Questa contraddizione la porterà a vivere in una continua frustrazione,
ma questo malessere la spingerà a cercare nuove vie per dare un senso alla sua
vita. Il padre José Miguel, invece, personifica la fragilità e si aggrappa alla
speranza di salvare quello che resta della sua famiglia. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div>

<div><i class="fs12lh1-5">“Dieci
minuti con il tuo vecchio, mi diceva, e poi mi aspettano due giorni di pensieri
tristi e di incubi. Quell’uomo mi riduce in pezzi.”</i></div>

<div><i class="fs12lh1-5"> </i></div>

<span class="fs12lh1-5">Il romanzo è intimo, profondo. La scrittura
dell’autore è pacata, apre un ventaglio di emozioni che affiorano da una
narrazione ben immedesimata, sentita e patita.</span><br></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/IL-BAMBINO.jpg"  width="516" height="799" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il “se” di  Gianpaolo Trevisi nel suo romanzo  “E se quel giorno ti avessi incontrato” ha un tono grigio  ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">E SE QUEL GIORNO TI AVESSI INCONTRATO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Inizia l’andata con la gioia e ritorna ancora più felice</span></i><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">L’immagine è sfocata, si vede una rotaia in mezzo all’erba secca.
Un palloncino azzurro a forma di cuore vaga nel cielo celeste</span><span class="fs12lh1-5">. </span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Trama</b><span class="fs14lh1-5">:</span><br></div></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Anna e Davide si incontrano per caso in treno. Entrambi prendono
quel treno ogni mattina per andare al lavoro. Scendono in due stazioni
differenti, ma per 19 giorni a ogni saluto corrisponde la promessa del “non ti
perdere”. In quei giorni nasce, esplode l’amore che si esprime con il progetto
di passare , il giorno 20, un sabato insieme. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un giorno intero, per mostrare
così che il loro mondo è più ampio di quel vagone in cui si sono incontrati. Ma
il “grigio” vincerà sul loro amore.</span></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><i class="fs12lh1-5">“Anna
aspettava e sa che sono proprio le attese che ti fanno capire bene l’importanza
degli incontri e che sono sempre le attese che riempiono vuoti incolmabili…”<br></i><span class="fs12lh1-5">La struttura
del libro è scandita dal trascorrere dei giorni, che vengono narrati sotto
forma di diario. Il tutto inizia il 1° settembre e termina il 19 dello stesso
mese. Nel primo giorno Anna ha deciso di alzarsi, di riprendere il lavoro e
soprattutto di tornare a respirare, perché</span><span class="fs12lh1-5"> 
</span><span class="fs12lh1-5">in fondo, come dice sempre la sua amica Lalla, quando arriva il Grigio
le si arresta il respiro e va in apnea.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Cos’è il Grigio
per Anna? Nelle prime pagine si intuisce subito: la depressione. Tra le pagine
questa malattia la avvertiamo come un’ombra, un personaggio invisibile, ma che
si impone continuamente.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">L’incontro
con Davide allontana il Grigio, ma non lo elimina.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Il finale mi
ha spiazzata, nella mia mente ho ripercorso i discorsi dei due giovani
innamorati e forse alla fine quel “SE” presente nel titolo ha trovato la giusta
collocazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma è un “forse” un dubbio che lascio a voi lettori e a fine
lettura potremmo confrontarci.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La
depressione tira colpi mancini, non sai mai cosa ti riserva anche quando pensi
di soggiogarla con l’amore.<br></span><i class="fs12lh1-5">“Oggi invece
sente e tanto e si accorge di essere viva nonostante la tristezza; sente di
avere dentro un oceano di emozioni…”</i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Il romanzo è
una corsa tra i vagoni, tra le stazioni e tra suspence e curiosità. La storia
prende il lettore che si fa egli stesso sostenitore verso i due protagonisti.
La scrittura è scorrevole, pacata, decisa e ha la capacità di accendere molte
emozioni.</span></div></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/E-SE-QUEL-GIORNO.jpg"  width="397" height="592" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Melinda Moustakis nel suo primo romanzo “150 ACRI” racconta un amore in costruzione ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">150 ACRI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="imTAJustify fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Chiazza la testa di ricordi. Conserva dei bei ricordi per il futuro.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Nella copertina predomina la neve e il bosco scuro, il contrasto del colori rievoca il freddo. Ma il tono cado della luce che esce dalle finestre della casa di legno dona calore all’intera immagine. </span></div> &nbsp;<div><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Alaska, 1956. Marie, poco più che adolescente, si trova a Anchorage, sulla Baia di Cook, in visita a sua sorella più grande, Sheila, che vive lì con il marito Sly. Quando nell’unico locale della zona, il Moose Lodge, il suo sguardo incontra quello di Lawrence, il giovane uomo le si avvicina e le dà un pezzetto di carta su cui ha scritto solo due parole: 150 acri. Lei, a sua volta, risponde con l’indirizzo del trailer dove è ospite di Sheila. Pochi giorni dopo, Lawrence e Marie, quasi senza conoscersi, decidono di sposarsi e raggiungono i 150 acri di lande selvagge per farne insieme la propria casa. Per Lawrence costruire una casa e fare una famiglia con Marie significa cercare di non sentirsi più estraneo a ogni cosa che lo circonda; per Marie quella terra e il matrimonio con Lawrence rappresentano la fuga dal futuro vuoto e il sogno di una vita migliore. Nei mesi successivi, mentre lavorano per fare di quei 150 acri un luogo che possano davvero chiamare casa, Lawrence e Marie dovranno affrontare non solo animali feroci e l’immensa solitudine che li circonda, ma anche, e soprattutto, ciò che l’uno dell’altra non conoscono e neppure immaginano…</span><b></b></div></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><i class="fs12lh1-5">“</i><span class="imTAJustify fs12lh1-5">La prima domanda che mi sono posta davanti a questo libro è stata: a quanto equivalgono 150 acri?</span><i class="fs12lh1-5"><br></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Pensate 1 acro corrisponde circa a 4000 metri quadrati. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice, Melinda Moustakis, con in questo romanzo con un salto temporale ci trasporta nel 1956 in Alaska, in una terra selvaggia, una terra da possedere.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Quanto c’è da prendere e quanto da dare, quanto da sapere prima di poter chiamare tutto questo amore? E arriverà all’improvviso, come un’ora di quiete?”</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Lawrence aveva ventisette anni. Per lui il matrimonio era uno strumento per avere figli, e aveva già avviato le procedure per l’acquisizione della proprietà e la terra avrebbe richiesto il lavoro di molte braccia. Per cui gli serviva una moglie, nel bar scelse Marie. Non certo per il classico colpo di fulmine, ma semplicemente perché la riteneva idonea, in grado di resistere al freddo e di sfornare una dozzina di figli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Marie aveva diciotto anni e accettò.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Si tira il velo sul viso. Nascosta, sussurra il motivo, la risposta,- </span>Centocinquanta</i><i><span class="fs10lh1-5"> </span>acri</i><i><span class="fs12lh1-5">-, e con questa confessione è pronta per una nuova vita.”</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Due estranei in 150 acri. Un terreno da disboscare, un terreno da arare, una casa da realizzare e un amore da costruire.</span><br></div><span class="fs12lh1-5">Marie non aveva avuto dubbi su Lawrence, ma non sapeva quasi nulla se non che doveva trovare un modo per restare, avere qualcosa di suo. Chissà se Lawrence, in qualche modo, aveva colto questo desiderio, magari nel suo modo di camminare o nelle parole. Quella sua fame insaziabile, come poteva scordarla, e lei era questo per lui? Se solo potesse sapere cosa pensa di lei, della loro vita insieme, dell’essere padre, e del perché l’aveva scelta quella sera. La sua vita stravolta da un numero, questa smania segreta di possedere gli acri.</span><br><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“Se tu fossi qui da sola mi preoccuperei. Se fosse lui da solo mi preoccuperei. Ma insieme, troverete il modo.”</span></i><br></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">La prosa di Melinda Moustakis è cristallina come l’acqua di una sorgente, è travolgente come una nevicata, è scoppiettante come il fuoco sulla legna. Per non parlare delle descrizioni, ti trasportano, ti senti in Alaska.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Non è un libro da divorare, i sentimenti che esplodono, soprattutto in alcuni capitoli, hanno bisogno di tempo per essere decantati perché non è una semplice lettura. Ma una meditazione profonda e straordinaria sull’amore.</span></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/150.jpg"  width="459" height="645" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Francesca Dalla Riva con “Fuori dal mio balcone” ci dona uno spiraglio di luce ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">FUORI DAL MIO BALCONE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Un muro è un divisorio, ma è un muro portante quando suoni il suo campanello.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una portafinestra chiusa. Fuori, sul balcone, una ragazza è seduta su una sedia e le gambe sono alzate, appoggiate alla ringhiera. La ragazza osserva la collina, forse sta aspettando qualcuno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">La vita di Ludovica non potrebbe essere migliore: ha una splendida carriera e una famiglia che la supporta. Eppure, la grande sofferenza che si cela dentro di lei da molto tempo esplode bruscamente, senza preavviso, dopo la rottura con Damiano. Quando Ludovica affronta per la prima volta un attacco di panico, il mondo le crolla addosso: improvvisamente, l’ansia è parte costante della sua vita e la rende incapace di compiere anche le azioni più banali, come uscire sul balcone o fare la spesa. Una volta abbandonato il suo lavoro e troncato qualunque contatto umano, Ludovica capisce che per tornare a essere di nuovo felice dovrà fare i conti con il proprio passato e ricominciare a mettere sé stessa al centro della propria vita.</span></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><i class="fs12lh1-5">“Ma davvero si può vivere solo in attesa che il tempo ci scorra davanti?”</i></div><div><span class="fs12lh1-5">La protagonista Ludovica è una giovane donna determinata, ambiziosa, ma dietro a quella sicurezza si nasconde una fragilità e un giorno tutto cambia, all’improvviso arriva un’antagonista inaspettato: l’attacco di panico. Si ritrova in balia di emozioni che non riesce a gestire e l’ansia la porterà a chiudersi tra le quattro mura di casa. Le ore, le settimane, i mesi le scivolano addosso.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ludovica per la prima volta nella sua vita non ha certezze, né obiettivi, né traguardi. La sua vita è ferma, immobile, in attesa che il tempo trascorra, ma è in quel piccolo frammento di tempo in cui guarda fuori dalla finestra che il balcone la invita a uscire. Che farà? Resterà passiva davanti alla finestra o uscirà sul balcone?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lei ha voglia, lei ha energia, lei ha forza, ma al tempo stesso lei ha tanta paura. Davanti a Ludovica non vi è una linea retta e ben definita, ma una sfilza di puntini sparsi che hanno bisogno di essere allineati. Sta a Ludovica ricomporli e dare loro un sensO.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ludovica prova un senso di vergogna nei suoi confronti ed è anche furiosa con sé stessa. Tutto ciò che aveva costruito con tanta dedizione e passione era svanito in un attimo. Ma sarà proprio quella rabbia che la porterà a reagire e a trovare la forza per rinascere.</span></div><div><i class="fs12lh1-5">“Via voce. Via ansie. </i><i class="fs12lh1-5">Ho voglia di contatto umano. Ho bisogno di parlare, di ascoltare.”</i></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La scrittura di Francesca Dalla Riva riesce a trasmettere con accuratezza il senso dell’angoscia, del dolore e, in ultimo, della speranza, della voglia di ricominciare rendendo la narrazione potente ed emotiva. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">“Fuori dal mio balcone” è un esortazione alla comprensione e all’ascolto. Un romanzo che apre il cuore e gli occhi verso situazioni che spesso la nostra società sottovaluta.</span></div></div></div> <!--[endif]--></div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/fuori-dal-mio-balcone.jpg"  width="398" height="611" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Anosh Irani con “Il bambino con i petali in tasca” ci trascina tra le strade di Bombay]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL BAMBINO CON I PETALI IN TASCA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Guarda la cicatrice. È profonda. È trascorsa. Adesso meglio
fissare avanti.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Un bambino tiene in mano un fiore bianco.</span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Bombay, 1993. Chamdi ha dieci anni e
vive alle porte della città, lontano dagli scontri tra induisti e musulmani che
infiammano le strade, dalle moschee bruciate e dai negozi svaligiati. La sua
non è una vera casa, è un orfanotrofio, perché i genitori lo hanno abbandonato
quando era appena nato. Il suo mondo è fatto del colore acceso delle
bouganville, delle canzoni, dei giochi e delle preghiere silenziose, perché
arrivi qualcuno e lo porti via. Ma Chamdi ha un grande sogno, che Bombay si
trasformi in un'altra città, la città senza tristezza: un luogo in cui i
bambini possono giocare per le strade, perché le macchine e le bici non
esistono, e in cui non ci sono figli senza genitori, perché chi abbandonerebbe
mai il proprio bambino? Chamdi sa che quella degli orfani è una vita a metà, i
loro occhi non splendono, hanno solo una luce presa in prestito; per questo
sembrano tristi anche quando ridono. Così decide di andarsene, di partire alla
ricerca del padre. Perdendosi nei vicoli sporchi e affollati, Chamdi fa amicizia
con due bambini, Sumdi e Guddi, fratello e sorella, che per strada ci vivono
fin dalla nascita. Decide di unirsi a loro, ma ben presto scopre che la vita
dei ragazzi di strada non ha nulla a che fare con i giochi. Si deve
elemosinare, rubare, picchiare se si vuole sopravvivere. Chamdi non crede di
potercela fare, ma quando Guddi sarà in pericolo di vita, ferita gravemente da
una bomba, scoprirà quanto sia fragile l'innocenza e forte l'amicizia.</span><b></b></div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">“Se mio padre è scappato via di corsa da me,
allora io lo inseguirò.”</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">Chamdi lascia
l’orfanotrofio, fugge da quel luogo sicuro per rincorrere il suo sogno chiamato
“papà”</span><span class="cf2">. In questo viaggio, non perderà mai quei petali di bouganville che
conserva nella tasca dei pantaloni e una sciarpa macchiata di sangue, ovvero
l’unico oggetto di suo papà. </span><span class="cf2">Si ritroverà a vivere in
mezzo alla strada, in una Bombay maledetta. Suo padre voleva proteggerlo da
quella città così ostile e piena di insidie.</span></span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><i><span class="cf2">“Allora si
dice che deve essere forte. Ha dieci anni, e deve trovare suo padre. Un compito
difficile, perciò non lascerà che una cosa banale come la fame lo scoraggi.”</span></i><i></i></span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">Questo libro
porta a riflettere sulla vita crudele che molti bambini, magari in paesi
lontani da noi, sono costretti a subire, crescendo più velocemente del dovuto.
Bambini che, come Chambi, non perderanno mai la speranza, anzi, coltiveranno
nel loro cuore buono il sogno di trovare “Kahunsha”: la città senza tristezza.
Sì, perché loro desiderano una città normale.</span></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf2">La narrazione dell’autore non lascia
di certo indifferenti. È scritto al tempo presente, ogni azione è immediata e i
sentimenti rotolano riga dopo riga. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf2">Ogni frase è una bomba di emozioni. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf2">Un libro che trascina il lettore verso
un finale decisamente non scontato. Il male inghiotte tutto, compresi la
speranza e i sogni di un bambino innocente, senza dare indietro nulla. Ma Chamdi,
con la sua bontà ci dimostra che qualcosa resiste a tutto questo male, qualcosa
per cui vale la pena lottare: l’amicizia e l’amore.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">“Vorrebbe riposare,
perché è stanco, ma allo stesso tempo non gli va che Gesù smetta di occuparsi
di lui. Si sdraia quindi sul pavimento di pietra e da lì gli invia i suoi
pensieri: PROMETTO DI ESSERE FELICE.”</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5 cf2">Promettete che leggerete questo libro.</span></div></div></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788838488412_0_200_0_75.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/9788838488412_0_200_0_75.jpg', width: 383, height: 627, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/9788838488412_0_200_0_75.jpg"  width="383" height="627" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 06:00:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[“La farfalla dalle ali d’acciaio” di Cristina Guida La Licata è un’esortazione: rallenta e ascolta il tuo corpo]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA FARFALLA DALLE ALI D'ACCIAIO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Trova la chiave per liberare i silenzi e le emozioni.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo bianco spicca una farfalla d’acciaio. Una farfalla robot decorata con pietre blu.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Un viaggio toccante attraverso la battaglia dell’autrice contro il Morbo di Graves, una malattia che ha colpito la sua tiroide. Una storia intima che è un faro nel buio, una testimonianza autentica dei momenti più duri e della rinascita in mezzo a una tempesta. La sfida contro il male diventa così un percorso lungo labirinti emotivi e fisici, che ci rende partecipi delle lotte quotidiane, delle paure e delle sfide con cui deve misurarsi chi è colpito dal Morbo di Graves, una patologia che provoca sintomi debilitanti e trasforma la vita in un calvario di continui alti e bassi. Cristina ci prende per mano e ci conduce lungo il percorso della guarigione e della rinascita, condividendo con coraggio le sfide del trattamento medico e il viaggio verso la speranza. Questo libro non è solo un resoconto della malattia ma un invito a essere consapevoli dei segnali che il nostro corpo ci manda, ad abbracciare la resilienza e a trovare la luce nell’oscurità dell’incertezza.</span></div> &nbsp;<div><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><i><span class="fs12lh1-5">“Essere forti non significa nascondere le proprie fragilità, ma accettarle come parte dell’essere umano.”</span></i></div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“La farfalla dalle ali d’acciaio”</span></i><span class="fs12lh1-5"> è un libro autobiografico in cui l’autrice racconta il suo percorso dalla diagnosi alle continue cure, una testimonianza della sua esperienza personale.</span><br><div><span class="fs12lh1-5">Ogni malattia ha i suoi lati oscuri. Cos’è la tiroide? L’autrice paragona la tiroide al direttore d’orchestra di un’opera complessa. Quando è sana il suo ruolo è quello di mantenere un equilibrio armonico, ma viceversa, quando non funziona correttamente, la sinfonia della vita si trasforma in una melodia sgradevole.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Ho imparato a comprendere che vivere senza la tiroide è come navigare senza timone”.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Immaginatevi in mezzo all’oceano senza una bussola, senza un timone, come vi sentireste? La protagonista, nonché l’autrice Cristina, pagina dopo pagina ci racconta le sue paure, i suoi dubbi, le sue fragilità prima sconosciute, ma poi proprio in quel mare in tempesta nasce anche una grande forza </span><span class="fs12lh1-5 cf2">per </span><span class="fs12lh1-5">andare avanti e </span><span class="fs12lh1-5 cf2">trovare </span><span class="fs12lh1-5">nuovi stimoli, come l’idea di scrivere questo libro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È un invito a guardare oltre le sfide che la malattia ci impone. Trovare il lato positivo nelle sfide può essere una risorsa preziosa per affrontare le avversità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La scrittura si apre alle asprezze della malattia, alla durezza delle sfide quotidiane e a quel senso di stanchezza che non si vorrebbe subire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo libro lo consiglio a tutti perché è importate comprendere certi meccanismi e soprattutto non dare mai nulla per scontato.</span></div></div></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/copertina-La-farfalla-dalle-ali-d_acciaio.jpg"  width="297" height="520" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 06:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sara Bilotti con il suo romanzo “La punizione” ci trascina in un labirinto viscerale]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA PUNIZIONE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Una passeggiata e un caffè sono un piacere da alimentare non domani ma oggi.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo rosso sangue si intravede un’isola e una ragazza in costume che si accinge a entrare in acqua.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Barbara ci ha provato, a ricominciare, a tagliare i ponti con il passato, a fuggire da se stessa. Un nuovo luogo dove vivere, la piccola isola sperduta nel Mediterraneo che la gente del posto chiama “il Faro”. Un nuovo lavoro come maestra elementare. Perfino un nuovo nome, Alice. Ma il destino sembra avere altri piani. Un giorno la direttrice della scuola annuncia che nella sua classe arriverà una nuova alunna, Anna, una bambina complicata, con un serio problema di </span><span class="fs12lh1-5 cf2">aggressività ed eccessi </span><span class="fs12lh1-5">di rabbia. E quando Barbara va al porto ad accogliere lei e i suoi genitori, il passato le si scaraventa addosso e, inesorabile, si fa di nuovo presente, con i debiti da riscuotere e i conti da pagare. Il padre di Anna è Luca, l'amore non corrisposto della sua vita, l'uomo che ha provato in tutti i modi a rimuovere dalla mente e dal cuore. E la mamma è Isabella. La madre del bambino che Barbara ha investito e ucciso, nell'incidente che ha stravolto per sempre la sua vita. Una donna che dovrebbe odiarla, e che però adesso soffre di una grave forma di amnesia. Ma un passato che ritorna è un passato che non è mai realmente andato via. Può essere un caso che Luca e Isabella si siano trasferiti sull'isola? E davvero Isabella non ricorda nulla? Forse le cose non sono come appaiono e Barbara deve fare i conti con la verità spietata che ogni azione ha delle conseguenze e ogni errore esige di essere pagato. Sara Bilotti si conferma maestra del thriller italiano nel tracciare, proprio come un faro, luci e ombre, nell'indagare le fragilità, le bassezze e i lati più bui dell'animo umano, e costruisce con sapiente grazia un romanzo che lascia senza fiato, che esplora i confini della colpa e del perdono, e costringe chi legge a non staccare gli occhi dalla pagina.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><div><i><span class="fs12lh1-5">“E venire qui assomiglia all’ergastolo che pensavi di meritare?”</span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Tutto inizia con un incidente. Barbara, la protagonista, una notte investe un bambino sbucato dal nulla. Il processo la assolve. Ma Barbara sente il bisogno di una punizione per aver stroncato, se pur involontariamente, la vita di un bambino. Si auto punisce. Cambia nome e si trasferisce in una piccolissima isola, la sua prigione. La vita su quel piccolo pezzo di terra è cadenzato da semplici rituali giornalieri. Barbara ora è Alice una semplice maestra. Tutto scorre tranquillo finché il senso di colpa riappare come un incubo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><i>“Devo andare via.”</i></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Questa vocina nella testa di Alice che la esorta a fuggire ha un forte impatto emotivo sul lettore. Anch’io, non lo nego, mentre leggevo esortavo la protagonista a prendere il primo battello, ad allontanarsi dal nemico.</span><b></b></div> &nbsp;<div><i><span class="fs12lh1-5">“Sono venuti per uccidermi, </span></i><span class="fs12lh1-5">pensò</span><i><span class="fs12lh1-5">…”.</span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5"><br></span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">L’autrice, Sara Bilotti, ha creato un labirinto emotivo perfetto. Ha scavato nella psiche dei vari personaggi, portandoci a sospettare di ognuno di essi. È un susseguirsi di elementi detti e misteri nascosti. I legami sono tutti intossicati, soprattutto quelli tra le due sorelle: Isabella e Marilena. Per non parlare di Luca un vero mascalzone.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Il romanzo è incalzante, ha una tenuta di </span><i><span class="fs12lh1-5">suspense</span></i><span class="fs12lh1-5"> dall’inizio alla fine. L’autrice ci ammalia con risposte e successivamente ci insinua nuovi interrogativi. La curiosità nel</span><span class="fs12lh1-5 cf2">lo</span><span class="fs12lh1-5"> scoprire il colpo di scena finale è tanta e non delude.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Alla fine chi sarà punito?</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Per la risposta immergetevi nello straordinario labirinto narrativo di Sara Bilotti.</span></div></div></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/La-Punizione.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/La-Punizione.jpg', width: 667, height: 1000, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/La-Punizione.jpg"  width="497" height="745" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Elisir di donna” un’esplosione poetica]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">ELISIR DI DONNA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Musica liberami l’euforia nel mio petto</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sulla copertina appare un disegno realizzato con i pastelli. Ritrae il profilo di una donna con una folta chioma rossa. I fiori tra i capelli donano il senso della rinascita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">L'arte si manifesta nell'insaziabile ricerca di esprimere percezioni, emozioni, sentimenti e interpretazioni che si muovono, in cerca di sbocchi, nella sfera personale e soggettiva dell'artista. Ed è proprio l’atto creativo, con la sua esplosiva energia, che riesce a liberare tutto questo materiale informe dal coacervo intimista dell'autore, dandogli una forma ed un linguaggio distintivo con cui presentarsi alla lettura del mondo esteriore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho sempre pensato che certe forme espressive abbiano, più di altre, la particolare magia di saper aprire le tante porte che nascondono e difendono il mondo più nascosto - e perciò più vulnerabile e prezioso - di chi le utilizza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Maria Teresa Stillo, nella sua incessante produzione poetica, manifesta questa pulsione bivalente: una specie di doppia forza che la spinge ad esprimere e condividere il suo mondo, e, insieme, la incita quasi a nascondersi, a proteggersi dal contesto allargato, troppo chiassoso e mutevole per la sua percettibilità.</span></div><span class="fs12lh1-5">Per questo, le sue poesie vanno sorseggiate con rispetto, come un buon bicchiere di vino, un po' alla volta, davanti ad un camino acceso o in un prato soleggiato, seduti all'ombra rigeneratrice di un albero, con la mente libera e il cuore leggero e disponibile. Prediligono l'accompagnamento di note silenziose, che provocano sintonia di battiti e risonanza d'animo tra chi ascolta e la sussurrata voce dell'autrice.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">“Camminavo nel vuoto,</span></i></div><span class="cf2"><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">lo spazio si levava dal vuoto,</span></i><br></span><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">il silenzio lo riempiva</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">e mi raggiungeva,</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">rimaneva con me</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">e io lo ascoltavo.</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">…”</span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">La raccolta poetica è ricca, è composta da ben 140 testi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La poesia, lo sanno tutti, è evocativa e si lascia interpretare affidandosi anche alle aspettative soggettive del lettore. La poesia di Stillo è una poesia di colori, sfumature, tinte, respiri, ombre e luci, è una ricerca ossessiva dei vari sensi, di verità, di bellezza, che si conclude spesso nell’attesa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">“… </span></i></div><span class="cf2"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Alla vivida realtà affido</span></i><br></span><div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">la mia custodia,</span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">le mie trecce più insicure.</span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">Vigile e prudente</span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5 cf2">attendo…”</span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Le poesie di Teresa sono il suo canto interiore. Ogni pagina esprime la bellezza del ritmo espressivo di cui è fatta ogni parola quando ne incontra un’altra e un’altra ancora e insieme danno armonia al pensiero. L’autrice porta intatta nel cuore la sua giovinezza, intrecciata alle vicissitudini del quotidiano vivere. La esprime con un brioso slancio poetico, ora facendo vibrare le voci profonde del proprio sentire, ora guardando il mondo che la circonda, rivivendolo con pennellate di realtà e di sogni, ora abbracciando con apertura alare tutto ciò che di bello e di brutto la vita, giorno dopo giorno, può offrire. E lo fa cantandoselo dentro, quasi un desiderio inespresso, un sottofondo musicale, una nota di malinconico incanto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5">“<span class="cf2">…</span></span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">canta per me,</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">come canta il fiume tra le rive,</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">come avvolge l’acqua ogni pietra</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">lungo il suo corso;</span></i></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs12lh1-5 cf2">…”</span></i></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nei versi di Stillo ho potuto ammirare la sua potenza e la luminosità poetica e camminare dietro i suoi versi, ascoltarla attraverso le sue parole e ora quella potenza appartiene anche a me.</span></div></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/files/ELISR.jpg" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'image', url: 'https://www.sabrinaginocchio.it/files/ELISR.jpg', width: 536, height: 771, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ELISR.jpg"  width="453" height="652" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 06:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Nel romanzo  “LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRÌA”  di Dacia Maraini il silenzio è madre e sorella]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA </span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Un sorriso
inculcato ferma l’entusiasmo</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">La copertina mostra una parte di una facciata di una villa: una
ringhiera e due finestre chiuse.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sicilia, prima metà del Settecento.
Marianna Ucrìa, una bambina che appartiene a una nobile famiglia, è destinata
come le sorelle e le cugine al matrimonio o alla clausura. Marianna per
comunicare con il mondo deve imparare a esprimersi con la scrittura: è sorda e
muta da quando uno zio la violentò, condannandola al silenzio. Compiuti i
tredici anni viene obbligata a diventare la sposa di quell’uomo, ed è allora
che la lettura le apre uno spiraglio inatteso in un’esistenza da reclusa,
insegnandole a conoscere il mondo al di là dei confini ristretti della
quotidianità. La storia di una donna straordinaria che affronta la vita con
coraggio e passione, un romanzo amatissimo da critica e pubblico che sa
ricreare, con insuperata maestria, le atmosfere e i costumi di una civiltà
ferina e affascinante.</span><b></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Perché</span><span class="fs12lh1-5"> non l’ho letto prima? Questa è una domanda-rimprovero che
ho esclamato nel silenzio del mio cuore quando ho chiuso il libro.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La scrittura è più potente della voce. La scrittura
rimane mentre la voce svanisce. Questo romanzo ha una scrittura che entra
dentro e non si dissolve.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Marianna è sordomuta. Fin da piccola per comunicare col
mondo che la circonda può farlo solo in un modo: scrivendo. Marianna riversa
nelle pagine bianche i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Questo la rende
diversa? Sì, è decisamente speciale. Il suo naso è diventato così fino e i suoi
occhi sono rapidissimi nell’avvertirla di ogni oggetto in moto. Non le sfugge
nulla, “ascolta” tramite le espressioni delle persone.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Marianna a soli tredici anni è obbligata a sposarsi, e
la madre le scrive queste parole:</span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">“CHIUDI GLI OCCHI E PENSA AD ALTRO”.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Sono parole fredde, ma quella era un’epoca splendida e
miserabile, sapiente e ignorante.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Sposare, figliare, fare sposare le figlie, farle
figliare e fare in modo che le figlie sposate facciano figliare le loro figlie
che a loro volta si sposino e figlino… Questa era la cantilena che si
tramandavano le donne della discendenza Ucrìa.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Ma la vita, la lunga vita di Marianna
Ucrìa, non sarà solo sacrificio, lei non riesce a “stare in silenzio”.
Il suo mutismo è più forte di qualsiasi urlo. Il suo carattere determinato, la
sua passione, la sua libertà che ha forgiato leggendo tanti libri, arriveranno a
farla uscire dal guscio, gridando
“senza voce<b>”</b> che la vita non può essere tutta lì, rinchiusa in
quei doveri tramandati.</span></div>

<div><i class="fs12lh1-5">“Sono vedova e credo di poter disporre di me
come credo”</i></div>

<div>Questa frase
ha una potenza unica! <span class="fs12lh1-5">A tredici
anni non aveva nessuna possibilità per</span><span class="fs12lh1-5"> 
</span><span class="fs12lh1-5">opporsi al matrimonio, ma ora è adulta. Immaginatela, siamo alla fine
del 1700</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">e nessuna donna avrebbe il
coraggio di pronunciare una frase così forte, solo Marianna ha la
consapevolezza e la determinazione per scrivere quella frase con il pugno ben
fermo, deciso, lasciando il destinatario senza parole.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Marianna a quarant’anni, madre e nonna, si sveglia come
una rosa ritardataria da un letargo durato decenni per pretendere la sua parte
di miele. Anche lei conoscerà l’amore.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><em>“</em><em>Aveva pensato in tanti anni di matrimonio che
il corpo dell’uomo fosse fatto per dare tormento. E a quel tormento si era
arresa, un dovere che ogni donna di sentimento non può accettare pur
inghiottendo fiele”.</em></span></div>

<div><em><span class="fs12lh1-5 ff1">Marianna </span></em><span class="fs12lh1-5">scopre il sentimento profondo dell’ amore e </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">soprattutto cosa significa essere amata.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Per Marianna </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">il
silenzio le è madre e le è sorella. Per Marianna la sua migliore amica è la
lettura</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">che le ha sussurrato come
slegarsi da quella prigione fatta di silenzi imposti.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La scrittura di Dacia Maraini conquista l’anima perché
il romanzo è intenso nella storia, nei pensieri e nelle riflessioni. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Non aggiungo altro, ma sottolineo che questa è stata
una Buonissima lettura.</span></div></div><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Dacia-Maraini.jpg"  width="375" height="571" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cos’è l’amore?  Michela Ippolito con il suo romanzo d’esordio “Sognando una STELLA” riuscirà a rispondere alla domanda?]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">SOGNANDO UNA STELLA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Ringraziai la domanda per avermi fatto ragionare</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una ragazza passeggia sulla riva del mare sotto il cielo stellato.</span><br></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Alessandra è una ragazza di diciassette anni che sta cercando la sua strada nel mondo degli adulti, circondata dall’affetto della famiglia con cui vive a Sottomarina di Chioggia. Trovato un impiego in un supermercato, tra i colleghi conoscerà Paolo, più grande di lei, enigmatico e con un passato oscuro che la travolgerà come un uragano. La storia d’amore con Paolo, nata sotto una bellissima luce, di luce non avrà nulla, solo ombre buie che spingeranno Alessandra ad annullarsi sempre di più fino a trovarsi immediatamente adulta. Ne uscirà con le ossa spezzate e con un fardello più grande di lei, ma questo fardello sarà la sua arma vincente per rialzarsi e per affrontare il futuro con determinazione.</span><b></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Non avevo ancora capito se mi interessasse davvero o se mi affascinava la sua maturità da uomo vissuto, che sapeva quello che voleva e perché custodiva dei segreti. A quel punto volevo scoprirlo.”</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">L’adolescenza è un’età in cui gli amori fioriscono, ma a volte la vita ti mette davanti la persona sbagliata e non te ne accorgi. È proprio quello che è successo ad Alessandra, la protagonista del primo romanzo d’esordio di Michela Ippolito, che ha appena varcato la maggior età e il suo cuore ha scelto di innamorarsi di un uomo più grande di lei di ben dieci anni. Com’è andata a finire? Non molto bene, ma non per la differenza di età, bensì per il carattere di lui. Tra i due l’amore diventa tossico, lei è succube, lui la tratta come una ragazzina incapace. </span><span class="fs12lh1-5">Il protagonista maschile di questa storia, Paolo, usa con abilità tutte le sue armi per sedurre Alessandra, la attrae nella sua tana, lei si lascia ammaliare e si innamorerà in modo totale, annientando sé stessa.</span></div><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“Ma il silenzio era l’unico rumore che sentivo. Nessuno si degnò più di rispondere. Ero ufficialmente rimasta sola. Fortuna che avevo la mia famiglia a sostenermi.”</span></i><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Alessandra sente l’audacia di cambiare e questa forza istintiva la spronerà a trovare la giusta soluzione. Al suo fianco ha una famiglia, non perfetta, ma sempre presente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra i vari personaggi ho adorato il fratellino Giulio.</span></div><span class="fs12lh1-5">Michela Ippolito, in questo suo primo romanzo tratta il tema dell’amore tossico, un tema purtroppo sempre attuale. A volte le persone si nascondono dietro una maschera chiamata amore.</span><br><div><span class="fs12lh1-5">Il romanzo mette in evidenzia la fragilità che si manifesta dinanzi all’amore, soprattutto quando viene usato come mezzo per ingannare le proprie prede.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La narrazione di Michela Ippolito procede per passi. È basata su una struttura emotiva che rende partecipe il lettore anche grazie all’atmosfera che l’autrice riesce a creare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Alessandra troverà la sua stella?</span></div> &nbsp;<span class="fs12lh1-5">Non sarò certo io a svelarvi il finale inaspettato, ma la vita regala sempre una stella, e voi regalatevi questa piacevole lettura</span><span class="fs14lh1-5">.</span><br><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/sognando-una-stella.jpg"  width="467" height="653" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Andreina Corso in “PARABOLE NEL VERBO” con candore  libera la voce dei verbi.]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">PARABOLE NEL VERBO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Rinunciare non è per gli uomini strani</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il mare immenso e il cielo infinito che si incontrano all’orizzonte.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Voce del verbo, verbo della voce, vocìo di parole imbrigliate, liberate e poi ancora catturate un po' per ciarla e un po' per gioco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Leggero e sfuggente, anche il verbo, mente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo fa con candore, conoscendo il fascino dell’errore, lo fa volentieri, con il vocabolario ai piedi, si gratta e si fruga pe liberar la paura.</span></div><span class="fs12lh1-5">Voce per-dono al suono delle parole deposte in un sacco di tela logora.</span><br><div><span class="fs12lh1-5">Si pente la mano malata di lettere sparse sul pavimento, nel comporre una lirica, un lamento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si sposta il vuoto dalla parola, si scontra con la voce, ora non è più sola. Il sacro e poi il profano le fanno da cuscino, assistono al sonno, conformano il sogno alla luce che sempre emana dagli occhi, un’alba bruma.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non ce la fa lo sguardo a raggiungere il raggio ammonito dal sole, si ritira, il giallo, simbolo del suo calore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si abbassano le spalle consunte di neve, e polvere bianca le accarezza lieve. E così che si vive e talvolta si muore, senza sapere perché e dove. Il vecchio verbo ha incollato il cielo con mastice e cemento, per resistere al tempo: declinato al maschile, nel femminile si rappresenta, sposta i suoi tempi e i piedi con cenere, ma come Antigone sapranno resistere.</span><b></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Ad ogni pagina troviamo un protagonista nuovo. Ogni pagina è dedicata a un verbo che prende vita con tutte le sue inclinazioni e desinenze. Sia ben chiaro non è un dizionario dedicato ai verbi, bensì una sorta di raccolta di parabole dedicate ai verbi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il libro inizia con il verbo ABITARE. Tutti sappiamo il suo significato, ma l’autrice è andata in profondità.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“… Forse i tetti sono nati a causa della pioggia, forse abitare vuol dire ripararsi, in fondo!”</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Pagina dopo pagina i verbi di Andreina Corso mi hanno allargato la mente, ho iniziato a sentire la voce di ogni singolo verbo, tutti mi hanno comunicato i loro segreti. Diciamolo a volte i verbi ci mettono in grande difficoltà con tutte le loro coniugazioni, ma questo libro ce li fa amare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">A metà libro trovo il mio verbo preferito: LEGGERE.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">E vi riporto una breve frase, per farvi pregustare la parabola che si cela dietro.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“… Dagli scaffali delle biblioteche, i libri fra loro conversano, si fanno compagnia, attendono i passi che si avvicinano alla loro casa, ecco una mano che si avvicina e presto quel libro cambierà abitazione…”</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">I verbi prendono vita e dialogano con il lettore. È un dialogo insolito, potrei paragonarlo al Mito come se ogni verbo uscisse dal mondo antico per raccontarci la sua comparsa sul mondo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il libro termina con il verbo ZITTIRE.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“… Sì zittire è un verbo perentorio e impreparato e poco propenso alla condivisione, forse fa così perché anche lui, a sua volta sarà stato zittito da qualcuno. E forse per difendersi, ha imparato ad imitare.”</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Io non rimango in silenzio, anzi, vi consiglio questo libro perché la lettura risulta ingegnosa, l’autrice è </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">intraprendente nel dar voce ai verbi che in modo educato esprimono i loro sentimenti.</span></div></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Parabole-nel-Verbo.jpg"  width="476" height="686" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE RAGAZZE DELLA TERRAZZA di Mirella Pieroni]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LE RAGAZZE DELLA TERRAZZA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">Per fare bella figura presta ascolto al cuore</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Tre ragazze sedute su una panchina osservano il mare, il golfo e in lontananza si vedono le montagne.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Milena è una giovane donna appena uscita da una dolorosa esperienza e trascorre le sue giornate apatica a letto. Le sue amiche vanno a trovarla per aiutarla a superare il brutto momento e, accomodate nell’ampia terrazza, iniziano a dispensare consigli, come fossero istruzioni per l’uso. Milena, più silenziosa che mai, allontana la sua mente e, partendo da un piccolo particolare di un avvenimento realmente accaduto, inizia a fantasticare su storie di donne, ispirate al vissuto delle sue amiche. Milena ci racconta complessi rapporti di coppia, veri e propri disagi psicologici e fatti curiosi, surreali o misteriosi, comprendendo che l’antidoto al suo dolore è la scrittura.</span><b></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Erano lì per lei, eppure non riusciva a esserne contenta. Il loro chiederle come stai? quasi la infastidiva. Non si vedeva, forse?”</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Le “Amiche”, quelle con la A maiuscola, sentono il richiamo della sofferenza di Milena, la protagonista, e corrono, si siedono accanto e la sovrastano con svariati consigli. Milena desiderava solo silenzio così tappa le sue orecchie e inizia a scrivere racconti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La scrittura può aiutare a superare un dolore?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice Mirella, con la sua protagonista Milena, cuce una rete unendo tredici racconti che narrano le esperienze di tredici donne con età differenti. In questa rete raccoglie </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">temi profondi come la depressione, la bulimia, e altre difficoltà,</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5">tutte unite dallo stesso filo conduttore: Il tradimento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La parola tradimento, a seconda dell’uso, assume diverse sfumature.</span><span class="fs12lh1-5 cf3"> </span><span class="fs12lh1-5">Se riferito alla vita di coppia significa essere infedeli. Se riferito</span><span class="fs12lh1-5 cf3"> </span><span class="fs12lh1-5">all’interpretazione di un accaduto significa falsare la realtà. Se riferito allo sguardo significa far trapelare, svelare qualcosa che si vuole tenere nascosto.</span><span class="fs12lh1-5"> E non meno importante esiste anche il tradimento personale, quello verso sé stessi, verso i propri valori e la propria dignità.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“… Soprattutto voleva fuggire dalla donna che era diventata, da tutto ciò che l’aveva portata a tradire se stessa, a rinnegare i suoi sogni e i suoi desideri”.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Al termine Milena comprende, </span><span class="fs12lh1-5">scopre che l’amicizia, quella vera, è la cosa più importante per riuscire a riprendersi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La scrittura di Mirella è amica, passa dagli occhi per arrivare dritta al cuore del lettore che immagina ogni situazione e si emoziona.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La scrittura e la lettura sono un ottimo antidoto per la tristezza. Affacciatevi alla terrazza, ascoltate le ragazze e poi venite a bisbigliarmi la vostra preferita. Le mie sono Alice ed Erika. </span></div></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/LE-RAGAZZE-DELLA-TERRAZZA.jpg"  width="404" height="621" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARÀ UTILE" di Peter Cameron]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA' UTILE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">La vita non è perfettina, è come l’altalena. Il volo ha la richiesta di una spinta.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Un ragazzo sull’altalena si lascia cullare dal volo in mezzo al cielo azzurro.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d'arte della madre, dove non entra mai nessuno. Per ingannare il tempo e nella speranza di trovare un'alternativa all'università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio. James è di famiglia benestante e affronta il proprio diventare grande, in piena crisi adolescenziale. La madre al terzo matrimonio (fallito), una sorella con scarsa empatia, un padre bonariamente distratto, alle prese con il primo “ritocchino” di chirurgia estetica, fanno da contorno alle sue giornate, scandite anche dalle sedute di analisi a cui si sottopone controvoglia.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">“</span><i><span class="fs12lh1-5">Sii forte e paziente; un giorno questo dolore ti sarà utile”.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Il protagonista, James, ama la solitudine e spesso sta zitto perché esprimere i suoi pensieri gli sembra un atto dovuto e non gli piace essere collaborativo; anche se gli viene in mente qualcosa da dire, rimane in silenzio. Alcune persone si sentono a disagio nel in silenzio e si sollecitano a riempirlo pensando che qualsiasi cosa sia meglio di niente, ma James non è così. Lui nel silenzio si sente a suo agio anche quando mette in imbarazzo gli altri.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho impiegato un po' a entrare nel libro e, per la mancanza di colpi di scena, bisogna soffermarsi per afferrare i concetti. L’autore affronta il tema dell’adolescenza con un protagonista intelligente, ma al tempo stesso molto cinico, tanto da risultare antipatico e poco rispettoso nei confronti delle persone con cui s’interfaccia.</span><span class="fs12lh1-5"> Il rapporto che si instaura tra James e la psichiatra l’ho trovato irritante a causa delle risposte e del modo di porsi del ragazzo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">James ha 18 anni, è l’età degli errori, delle paure e dell’ansia. È un arco temporale limitato e deve essere vissuto con i suoi lati positivi e negativi, e insegna che ogni azione porta una conseguenza. L'immagine che salta fuori è quella di un ragazzino viziato. I genitori hanno un ruolo importante, non possono mettere tutto sul vassoio, non devono essere troppo servili. I giovani hanno bisogno di gustare l’attesa, di apprezzare gli sforzi per raggiungere i loro obiettivi, di mettersi in gioco anche sbagliando. E alla fine, meno male, sarà proprio la nonna, </span><span class="fs12lh1-5">con la sua saggezza e ironia, ad aprire a James il varco verso la maturazione, a fargli abbandonare l’ascia del “Bastian Contrario”. E sì, perché James alla fine vuole fare il “diverso” solo per contraddire, ma il suo comportamento non insegna nulla.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sinceramente non ho colto il senso del titolo, qual è il dolore che gli sarà utile? L’adolescenza non è un dolore, ma è un periodo della vita. Il titolo secondo me doveva essere: “Sii forte e paziente: l’adolescenza passerà”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sarò schietta, non mi ha entusiasmato la trama. Tutto troppo piatto, tutto scontato compreso il finale. Ma consiglio questo libro perché la scrittura dell’autore è impeccabile con dialoghi realistici. Comunque se non l’aveste capito la protagonista che mi ha tenuto attaccata alle pagine è stata la nonna.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/UN-GIORNO-QUESTO-DOLORE-TI-SARa-UTILE--Peter-Cameron-.jpg"  width="419" height="654" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“IL MAESTRO DELLE OMBRE”: Donato Carrisi ci mostra il buio ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL MAESTRO DELLE OMBRE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">Quando la libertà è fermata i minuti durano un’eternità.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il Colosseo è illuminato dalla Luna piena, ma in primo piano un’ombra umana fa da padrona alla copertina.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria. Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio. Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi. Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino. Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine... Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.</span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il blackout più grande della storia spegnerà Roma, per ventiquattro ore la città sarà al buio e isolata, immaginatevi il caos della capitale senza internet e nel mentre una pioggia torrenziale farà esondare il Tevere, ma tutto questo è nulla rispetto a quello che accadrà tra le ore del buio…</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Chi sono, dove sono? Chi sono, dove sono?...” Avvertì un lieve tepore colare dal naso lungo il labbro.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autore, Donato Carrisi, fin dalle prime pagine ci immerge nel buio delle domande che inevitabilmente portano a procedere nella lettura per scoprire le risposte. L’autore tesse la sua trama tra le vie di Roma mostrandoci l’inquietudine del buio. Personaggi, indagine e colpi di scena sono ben intrecciati donando un ritmo narrativo trascinante. Le pagine, i capitoli scorrono veloci.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Marcus e Sandra indagano a tentoni tra le reti fognarie e palazzi signorili abbandonati, imbattendosi nelle vittime. È una partita a mosca cieca, il serial killer sa muoversi nelle ombre con abilità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È il primo libro di Carrisi che leggo. Non sono una passionata di thriller, ma lo stile di Carrisi mi ha colpito e quindi recupererò qualche altro titolo. </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/IL-MAESTRO-DELLE-OMBRE--Donato-Carrisi-.jpg"  width="338" height="500" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL GRANDE HANS" di Daniele Grillo: un viaggio per recuperare il terreno della vita]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL GRANDE HANS</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">La determinazione non sente il flusso della fatica.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">In primo piano spicca il mezzo busto di un signore, ci dà le spalle, è avvolto da una nebbia bianca per nascondere la meta. Indossa una giacca color porpora e una bombetta nera. Sulle sue spalle larghe un piccolo uccellino colorato è appollaiato.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Hans Gueber è un affabile pensionato austriaco con la passione per le invenzioni che non servono a nulla e gli orologi a cucù, dotato di un’altezza fuori dal comune: due metri e diciotto.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Da quattro anni è alle prese con una missione senza speranza: convincere la sua amata Julia a tornare dall’abisso del coma. Un giorno però arriva una lettera e Hans decide all’improvviso di smettere i panni del marito, padre e inventore inconcludente e di intraprendere il viaggio più incredibile della sua vita.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Equipaggiato solo con uno zaino, un misterioso bottone di vetro e una incrollabile fiducia nell’umanità, volerà da un vecchio amico a Praga, ritroverà una meravigliosa cascata in Islanda, finirà tra le comparse di un </span><em><span class="fs12lh1-5 ff1">B-movie</span></em><span class="fs12lh1-5"> in Arabia Saudita, metterà in fuga un elefante e camminerà con i fenicotteri in Tanzania, infine si specchierà nel deserto di sale di Uyuni, in Bolivia. E lungo il cammino ad ogni tappa incontrerà nuovi compagni di viaggio, a ciascuno dei quali donerà qualcosa di sé.</span><br><span class="fs12lh1-5"> </span><em><span class="fs12lh1-5 ff1">Il grande Hans</span></em><span class="fs12lh1-5"> è un libro scritto con l’intenzione di parlare al cuore. Narra di persone che si allontanano, di scelte sbagliate, di rimpianti e dell’urgenza che, a volte, penetra in certe vite. E soprattutto della grande capacità che ogni persona possiede, dentro di sé, di recuperare terreno nei confronti dei rapporti trascurati, degli amori perduti e di tutto ciò che la vita gli ha fatto smarrire. Incluso sé stesso.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Leggetelo!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Sì, è un ordine. O meglio, è un dono. Vi dono questo consiglio di lettura.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Ero in una libreria e il libro “Il grande Hans” era in mezzo a diversi volumi. Il libro aveva ipnotizzato il mio sguardo, in special modo la bombetta della copertina. Lo presi in mano. Non avevo mai sentito quel titolo e nemmeno il nome dell’autore. Lessi la trama e andai dritta alla cassa senza esitazione. Posso affermare che questo libro mi ha chiamata.</span></div> &nbsp;<div><i><span class="fs12lh1-5">“La curiosità è l’unica arma che abbiamo per non farci passare il mondo davanti senza capirne almeno un po'.”</span></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Fin dal primo capitolo ho sentito il cuore che si allargava, a metà libro ho iniziato a rallentare la lettura perché volevo ritardare il più possibile l’arrivo all’ultima pagina. Sono passati tre giorni da quando ho terminato la lettura e sento la nostalgia di Hans. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Hans è un gigante, il suo fisico è proporzionato alla sua grande umiltà.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Mi ha insegnato che i sogni, anche quelli con distanze enormi, si possono raggiungere con un passo alla volta. E se non avremo raggiunto l’obiettivo almeno ci saremo fatti una bella camminata.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Scoprite Hans. Il romanzo è incantevole. La storia è ricca di audacia e riscatto. La scrittura è delicata. Emoziona e avvolge il lettore in una coperta di emozioni. Complimenti all’autore, tanto di cappello, questo romanzo è di alta qualità.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/IL-GRANDE-HANS--Dniele-Grillo-.jpg"  width="286" height="430" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BATTITI D'INCHIOSTRO: Maria Teresa Lezzi Fiorentino ci sferruzza una coperta di esperienze ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">BATTITI D'INCHIOSTRO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Le formiche s’intrufolano alla ricerca di felicità.</span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il cielo stellato è lo sfondo di un groviglio di fili colorati.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">“Battiti d’inchiostro” è una raccolta di brevi racconti e riflessioni che cattura le molteplici sfumature della vita attraverso le esperienze quotidiane e relazioni interpersonali.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Ogni racconto offre una prospettiva coinvolgente, talvolta drammatica, spesso letta con un taglio ironico e leggero che offre un punto di vista reale di vita vissuta.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Alcuni richiami alla lingua salentina rendono il tutto ancora più godibile e divertente.</span><br><span class="fs12lh1-5"> Il testo rappresenta un utile supporto nella felice convivenza e incontro di più generazioni, in quanto la penna protagonista presenta il proprio mondo elettivo che, ricolmo d'affetto, indica la via maestra per i rapporti interpersonali e soprattutto familiari: mettersi in gioco, essere disposti a donarsi e a donare, affetto in primo luogo.</span><b></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il battito delle ali, il battito delle palpebre, il battito delle ciglia, il battito dell’orologio, il battito della pioggia, il battito del cuore, il battito della scrittura, un’infinità di battiti si celano all’interno del libro di Teresa Lezzi. Le parole con l’inchiostro si trasformano in scrittura.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice è una formica laboriosa, segue il suo percorso, si arma di un filo magico che cambia colore in base alle situazioni. A volte si sente più over altre più under. A volte è in compagnia altre volte è da sola.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">Chi dice che ogni ora è di sessanta minuti non ha provato a contare il tempo in solitudine.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel suo filo si intrecciano l’infanzia, l’adolescenza e l’età matura. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ogni racconto è una storia nuova, non segue un ordine cronologico, passa da essere madre a essere figlia, da essere ragazza a essere la saggia nonna. </span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">… da alcuni apprendiamo a essere, da altri ciò che non vogliamo essere.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Dall’inchiostro di Lezzi apprendiamo a metterci in gioco, a non avere paura, a considerare il nostro IO.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lo stile di scrittura è semplice, emotivo e profondo. Il lettore assimila tutti i messaggi lanciati dall’autrice avviando una intima riflessione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Lasciatevi avvolgere da questa coperta di fili colorati creata con cura da battiti d’inchiostro.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/BATTITI-d-INCHIOSTRO--Maria-Teresa-Lezzi-.jpg"  width="427" height="660" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA BALLATA DEI PADRI INFEDELI Rosa Teruzzi ci delizia con una nuova indagine delle Miss Marple ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA BALLATA DEI PADRI INFEDELI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">Ogni solco sulla fronte segna il legame con i vecchi tempi.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo nero emerge una giovane donna
dalla chioma folta intenta a odorare un mazzo di rose rosse. Un vaso vuoto
attende di essere riempito. Dalla finestra si intravede il cielo azzurro e un
cespuglio fiorito. </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Tornata dalla prima vacanza con Gabriele, nella Milano grigia di fine ottobre, Libera è in preda a un turbine di emozioni: se da un lato l’attrazione che prova per lui è innegabile, dall’altro è in crisi per le avance di Furio e per via della richiesta del commissario di appendere le indagini al chiodo – specie adesso che è così vicina a scovare il Gatto con gli Stivali, all’anagrafe Diego Capistrano, il rapinatore mascherato che potrebbe essere suo padre. Nonostante le incertezze, Libera decide di dare comunque la caccia al latitante – affiancata dalla madre Iole e dalla Smilza, le socie di sempre –, ancora più determinata a far venire a galla la verità. È così che le Miss Marple del Giambellino scoprono che l’uomo è rientrato in città, e che sta portando avanti un’indagine privata: Hamma, il padre del suo protetto, è scomparso dopo una rissa con un gruppo di peruviani, lasciandosi dietro una scia di sangue. Era uno spacciatore, e tutto fa pensare a una resa dei conti tra bande rivali; ma il suo corpo non è mai stato ritrovato, e Capistrano e le donne della famiglia Cairati sono decisi a vederci chiaro: finiranno per unire le forze, svelando segreti che avranno conseguenze insidiose e taglienti come spine.</span><b></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Ci tengo a precisare che “La ballata dei padri infedeli” è la nona indagine delle Miss Marple del Giambellino ed è il primo che ho letto. Lo ammetto temevo di non comprendere pienamente la narrazione, ma l’autrice Rosa Teruzzi con abilità ha inserito un esauriente introduzione di ogni singolo personaggio e sottolineo che il romanzo può essere letto senza conoscere i prequel.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Vi starete chiedendo perché ho iniziato dal nono?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Quando una tua amica bibliotecaria organizza una presentazione, cosa si può fare? Andare e lasciarsi conquistare dalla scrittrice. Leggere un libro dopo aver partecipato alla presentazione ha un sapere più intenso. Mentre leggevo mi ritornavano in mente le parole dell’autrice e mi sono immaginata Rosa Teruzzi all’interno del </span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">vecchio casello ferroviario a scrivere, a dar vita alle indagini del trio Miss Marple: Iole, Vittoria e Irene. Tre generazioni di donne che “ballano” in una Milano borghese.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Iole mamma di Libera,</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">la carta d’identità afferma che ha settant’anni, ma è un’eterna hippy degli anni ’70, sostenitrice dell’amore libero, orgogliosa della sua eccentricità e trascorre la vita con leggerezza. Non si conosce l’identità del padre di Libera perché Iole aveva diversi amanti.<br></span><div><span class="fs12lh1-5">Libera, a differenza della mamma, è una donna romantica. Suo marito era un poliziotto e perse la vita sul lavoro. Libera ritrovandosi sola con la figlia Vittoria decide di andar a vivere con la madre Iole.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Irene soprannominata “la Smilza” è una giovane giornalista. Da vera cronista, ama seguire le piste, scoprire i retroscena, indagare sulla genesi dei fatti ed è allergica ai riflettori. Irene ha molte cose in comune con Libera, oltre alla riservatezza e la discrezione le manca un padre. </span><b></b></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“La risposta è una domanda, Libera. A cosa ti serve un padre?”</span></i><b></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Capistrano, detto il Gatto con gli Stivali, potrebbe essere il padre di Libera, e lei lo vuole incontrare. È un ex rapinatore e quello che le tre donne ignorano è che lui è collegato al caso al quale la polizia sta indagando. Le Miss Marple non si lasciano intimorire e si mettono in azione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In questo nono giallo, Rosa Teruzzi ci porta a riflettere sulla maternità, sulla paternità, sugli ostacoli della vita, sulle scelte non fatte, ma subite.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le tre donne mi hanno strappato più volte un sorriso, e sì, perché la scrittura di Teruzzi non è solo thriller, ma anche ironica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ora non mi rimane che recuperare gli altri otto libri.</span></div></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/LA-BALLATA-DEI-PADRI-INFEDELI--Rosa-Teruzzi-.jpg"  width="456" height="660" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ “Mondo senza fine” il romanzo storico dalla penna mirabile di KEN FOLLET]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">MONDO SENZA FINE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Trova la chiave e
apri la mente</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo nero appare in ombra un ponte
dalla struttura medievale.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È il
1327. Il giorno di Ognissanti quattro bambini si allontanano di nascosto dal
priorato di Kingsbridge e assistono per caso nella foresta all'omicidio di due
uomini. Da allora le vite di questi ragazzi saranno indissolubilmente legate
tra loro e, una volta adulti, conosceranno amore, avidità, ambizione e
vendetta. Vivranno momenti di prosperità e carestia, malattia e guerra. Ma su
ciascuno resterà l'ombra di quell'inspiegabile delitto di cui furono testimoni
in quel fatidico giorno della loro infanzia. Ken Follett ritorna al Medioevo
ambientando "Mondo senza fine" due secoli dopo la costruzione della
cattedrale gotica di Kingsbridge, sullo sfondo di un lento ma inesorabile mutamento
- che rivoluzionerà tanto le arti quanto le scienze - in cui ci si lascia alle
spalle il buio e si cominciano a intravedere i primi bagliori di una nuova
epoca.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><i><span class="fs12lh1-5">Molti scossero la testa. Quasi tutti eran
convinti che dietro ogni piccola o grande disgrazia</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">vi fosse una qualche influenza maligna. Caris
aveva perso il potere della folla.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Questo libro è ambientato due secoli dopo</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><i><span class="fs12lh1-5">I Pilastri della terra. </span></i><span class="fs12lh1-5">L’autore con </span><i><span class="fs12lh1-5">Mondo
senza fine </span></i><span class="fs12lh1-5">ci riporta a Kingsbridge e con quasi 1400 pagine sembrerebbe una
lettura anch’essa senza fine. Ma non è così, ho divorato le sue pagine. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Straordinario il modo in cui Ken Follett anima
gli intrighi tra i vari personaggi, anche se in certi momenti alcuni li avrei
presi a ciabattate, per non dire altro.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La trama ruota intorno alla costruzione di un
ponte ideato per agevolare l’economia della città, e si concentra su quattro
personaggi, che nelle prime pagine </span><s><span class="fs12lh1-5">li</span></s><span class="fs12lh1-5"> conosceremo da bambini e tra un
capitolo e l’altro ne seguiremo le vite vivendo i loro turbamenti amorosi, le ambizioni
e i desideri di vendetta.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">L’autore ci colpisce per la sua capacità di
creare la cornice, l’atmosfera perfetta, ci trasporta con le sue parole in un
periodo storico, in un epoca ben lontana dal nostro per farci vivere
un’avventura.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Quello che alla fine mi è rimasto di più è
l’amore, quello profondo, unico che, anche se provi in tutti i modi a
estirparlo, è sempre vivo e prima o poi torna. L’amore tra Caris e Martin non
vi lascerà indifferente, anche se tra i due io ho preferito il carattere di
lui.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Leggetelo e lasciatevi trasportare in un mondo
senza fine.</span></div></div><div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ken-follet.jpg"  width="390" height="596" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ “Fiori di fessura”  racchiude la delicatezza delle parole di Adriana Cigna]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">FIORI DI FESSURA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Voglio un amo di
speranza per il nostro pianeta.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una piantina con i suoi fiorellini bianchi
spunta tra i sassi.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Adriana
Cigna è poetessa di versi elevatissimi per contenuti, per cura estrema degli
stessi e per innovazione espressiva. Quando si finisce di leggere un suo libro
di versi, si esce arricchiti di visioni nuove, che sanno di spazi immensi e di
ponti fra le persone, c'è sempre qualcosa che va oltre il limitato posto che si
ha su questa delicatissima Terra..." (...dalla Presentazione di Antonio Seracini).
Viole fra i capelli mi guardi oggi vivrò in eterno. Nota agli Haiku di Miura
Takayo.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">La poesia è una carezza che tutti quanti
dovrebbero concedersi di leggere.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Il libro della poetessa Adriana Cigna si snoda
in tre parti.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Nella prima, dal sottotitolo </span><i><span class="fs12lh1-5">“Il tempo e i
suoi fiori”</span></i><span class="fs12lh1-5">, conosceremo la delicata ironia dell’autrice. Con i suoi versi
ci mostra gli aspetti dell’eccessivo consumismo.</span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">…</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">ballo, ballo, ballo</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">con la mia tutina nuova.</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">Di tendenza, ovviamente.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Nella seconda parte, con il sottotitolo “</span><i><span class="fs12lh1-5">Fiori
d’aria 30 Haiku”,</span></i><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">Adriana Cigna ci
prende per mano con piccoli inni alla vita. Haiku significa “partenza”. Queste
brevi partenze, piccole perle ci portano a meditare e a scoprire l’essenziale.</span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">Nuvole bianche</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">appese al cielo</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">vele sul lago.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Arriviamo all’ultima parte, “Fiori d’argilla”,
la lettura deve essere lenta, ma soprattutto attenta per cogliere l’eleganza
delle parole che l’autrice ha scelto con cura per mostrarci la sua anima.</span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">…</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">L’armonia di una canna che si fette.</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">Perché amo sostare sulla sponda</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">e il guado per raggiungerti è innocente.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La
poesia è un fiore, e come tale richiede delicatezza nella lettura. Questo libro
è sul mio comodino, vicino al letto e ogni volta che ne sento il desiderio annuso
i suoi petali, i suoi versi per farli entrare come un soffio dentro alla mia
anima. </span><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div></div> &nbsp;<div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/FIORI-DI-FESSURA.jpg"  width="421" height="605" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Aug 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.sabrinaginocchio.it/blog/?fiori-di-fessura-adriana-cigna</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Riempiendo il cielo inglese di miraggi” il varco di Renato Ghezzi]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">RIEMPIENDO IL CIELO INGLESE DI MIRAGGI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Il programma
della vita prevede di incontrare l’euforia e l’entusiasmo nella passeggiata.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">La copertina riporta la statua creata dallo
scultore Rubin Enyon intitolata “Gallos” (“forza nella lingua delle
Cornovaglia) situata sull’isola di Tintagel.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo è il “diario” di un viaggio
compiuto nell’estate del 2022 dall’autore e dalla moglie. A bordo di un’auto a
noleggio, hanno vagato per il Sud-Ovest dell’Inghilterra in cerca di
suggestioni ed emozioni.</span><br><span class="fs12lh1-5">
Hanno visitato luoghi densi di riferimenti e di richiami per la cultura
inglese, e non solo, quali Bath o Stratford-upon-Avon, esplorando gli agganci
che città, paesaggi, monumenti hanno con la storia, le leggende, la
letteratura.</span><br><span class="fs12lh1-5">
Come i due viaggiatori, il lettore incontrerà re Artù, Francis Drake, Jane
Austen, il mastino dei Baskerville, Enrico VIII, insieme a personaggi meno
noti, come Aleister Crowley o Ernest Shackleton.</span><br><b></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Un viaggio in cui la realtà geografica è la porta per il fantastico, per
l’immaginario. Un piccolo “viaggio dell’Eroe”, fuori dal mondo ordinario, per
tornare infine a casa con l’elisir distillato dalle esperienze vissute, lette o
immaginate.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Attraversare la Manica significa varcare una
soglia, come infilarsi nella tana del Bianconiglio, imbarcarsi sulla
Hispaniola, entrare a Hogwarts”.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">L’autore, Renato Ghezzi, arricchisce il suo
viaggio con la fantasia. La struttura del libro è innovativa. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Non è un semplice diario dove si snodano le
varie avventure di bordo. L’autore ci conduce nel suo viaggio utilizzando la
giusta dose di fantasia. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">L’Inghilterra è la culla dei vari personaggi
che l’autore incontrerà.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Il primo è re Artù. Anch’io come Ghezzi
preferisco la versione di Artù umano e non quella di un semidio, nato grazie a
un inganno e a sua volta, in seguito, vittima di inganni. Un eroe imperfetto e
tormentato. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Sarà proprio Artù che farà da faro all’autore,
da filo conduttore. Renato Ghezzi inizia il suo viaggio visitando il luogo
legato alla nascita di Artù che sia avvenuta</span><span class="fs12lh1-5"> 
</span><span class="fs12lh1-5">a causa di una notte d’amore ottenuta con l’inganno o per il magico
arrivo di un drago, e lo concluderà sulla sua tomba. Ma nel mezzo ci sono tante
storie da scoprire.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Cos’è un miraggio? È un fenomeno ottico,
visibile</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">in particolari condizioni, che
permette di vedere forme riflesse per esempio l’autore li proietta sul cielo.
Il miraggio è allettante ma al tempo stesso ingannevole perché è un’illusione.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La scrittura di Ghezzi è ben articolata, anche
per quanto riguarda la narrazione dei diversi luoghi e personaggi. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Voi siete mai andati in Inghilterra?</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Varcate la soglia dei miraggi e concedetevi
questo viaggio letterario. </span><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div></div> &nbsp;<div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/RIEMPIENDO.jpg"  width="388" height="580" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Echi in tempesta - L’Attraversaspecchi” di Christelle Dabos]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">ECHI IN TEMPESTA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">La strada prevede
delle ombre, ma tu cerca il sole</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo rosa salmone una città a forma di
torre è in sospensione tra le macerie. Tra le mura spicca la forma di un volto
con gli occhi sgranati. </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Crollati
gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai
appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro
unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di
concerto sull'indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell'Altro,
l'essere di cui non si conosce l'aspetto, ma il cui potere devastante continua
a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di
innocenti. Come trovare l'Altro, senza sapere nemmeno com'è fatto? Più uniti
che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno
all'osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto
e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una
filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti
esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì
scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a
riportare il mondo in equilibrio.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">L’ultimo coinvolgente libro della saga.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Un crollo aveva diviso un’intera città, cosa
sarebbe successo quando ne fossero avvenuti altri? Ovunque si trovasse l’Altro,
qualsiasi aspetto e intenzione avesse, Ofelia sapeva che l’avrebbe rifatto, se
non fosse riuscita a fermarlo prima. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">“</span><i><span class="fs12lh1-5">Il sorriso della donna si allargò
impercettibilmente quando Ofelia le restituì il documento. Il futuro avrebbe
stabilito chi delle due era caduta nella trappola dell’altra”.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Ofelia è tenace, ormai pretende tutte le
risposte e soprattutto vuole ricongiungersi con Thorn. Non si fermerà davanti a
nessun pericolo e il suo coraggio la porterà tra le braccia del suo amato.</span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">“Ofelia avanzò lentamente. Alto, basso, destra
e sinistra tornarono al proprio posto nell’attimo in cui le braccia di Thorn la
strinsero. Finalmente aveva trovato un punto di ancoraggio”.</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Nell’ultimo libro della saga la
narrazione è coinvolgente, anche se lenta all’inizio, Christelle Dabos ci vuole
tenere sulle spine. A metà libro l’autrice ci trasporta, con la potenza
suggestiva del suo ritmo incalzante, in un grande gioco di fantasia legato alle
vicende dei suoi protagonisti. Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di pericoli,
fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Thorn e Ofelia hanno donato l’equilibrio al
mondo, ma non posso nascondervi che il finale mi ha lasciato l’amaro in bocca.
Ovviamente è una mia sensazione e non preclude che l’intera saga sia
avvincente.</span><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div></div> &nbsp;<div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ECHI-IN-TEMPESTA.jpg"  width="429" height="627" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ Marina Repetto lancia la sua esca con “IL POTERE DISPERSIVO DELLE PUNTE”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL POTERE DISPERSIVO DELLE PUNTE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">La corsia verso
la vittoria richiede tempo.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Dietro una luce misteriosa, generata da una
dispersione di corrente, si intravedono ragnatele e alberi.<b></b></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Tonatlan
è una meyyotl immortale, ha il potere del fulmine, se ne nutre e può
scatenarlo. Da secoli cerca tra gli umani il suo "doppio", l'unico
mezzo per morire, e usa la tempesta per agganciarlo in sogno, per convincerlo a
unirsi a lei. Serafina è il "doppio", ignaro. È depressa, ha un
aneurisma cerebrale inoperabile, e vive intrappolata tra un matrimonio ormai
infelice e le angherie delle colleghe. Durante un temporale si
"sentono", è l'aggancio che Tonatlan aspettava. Attraverso il sogno
le racconterà come vide cadere Tenochtiltlan e come ha attraversato il tempo,
cercandola. La mette in guardia sui nemici da affrontare: le meyyotl guerriere
che vogliono impedire l'unione. Dei sanguinari, sacrifici e vendette ci
accompagneranno fino al Mictlan, l'inferno azteco.<b></b></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice, Marina Repetto, ha lanciato il suo
amo e io ho abboccato.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La struttura del libro si snoda tra
infinito e definito, tra due protagoniste, una immortale e una mortale. Due
mondi che si alternano a ritmo incalzante.</span></div>

<div><i class="fs12lh1-5">Sono i temporali a tenermi in vita, i fulmini mi sono
nutrimento e condanna, così come le piogge torrenziali e il fango del fiume che
scorre e si ingolfa.</i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Il libro inizia con la voce di Tonatlan. Lei ha la facoltà di scatenare
tempeste, ha il potere di uccidere per eliminare gli ostacoli, ha la capacità
di lanciare ami elettrici attraverso il sogno, per creare un sentiero di luce
che la porti al suo doppio per la fusione. Nei capitoli dispari l’autrice ci
porta nel mondo di Tonatlan, un’immortale che vuole porre fine alla sua
condizione. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Per noi mortali è proprio la morte a dar significato alla vita. Sapere
che il tempo è breve, che dovrà finire, lo rende prezioso. Per Tonatlan non è
così: il tempo non ha peso né spessore, lei si muove attraverso i secoli come
un fantasma. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Tonatlan scaglia il suo amo, il suo fulmine e Serafina lo accoglie in
silenzio.</span></div>

<div><i class="fs12lh1-5">La sveglia segnava le tre e quaranta. Un sogno tremendo:
luce, scariche elettriche e una violenta sensazione di tremito…</i></div>

<div><i class="fs12lh1-5">Così Serafina tornò al sogno e alla vita di Tonatlan.</i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Nei capitoli pari, la voce narrante è quella di Serafina, una donna
malata e all’apparenza con un temperamento debole, ma grazie ai messaggi che le
arrivano attraverso i sogni troverà la forza per far emergere il suo IO, ma lei
è l’esca. Cosa le accadrà?</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">L’autrice, Marina Repetto, con abilità ci conduce al confine tra fantasy
e horror. Dietro a ogni capitolo, dietro l’angolo di ogni pagina si cela
l’inganno che potrebbe causare conseguenze disastrose. Ma la speranza cerca
l’orizzonte, riuscirà Tonatlan a trovare la sua fine? Io ho la risposta, ma non
ve la svelo. Lasciatevi agganciare da questa lettura.</span></div></div> &nbsp;<div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ilIL-POTERE-DISPERSIVO-DELLE-PUNTE.jpg"  width="442" height="655" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“ArcoBalEnO” è un viaggio di parole, disegni e poesia di ben 25 autori]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">ARCOBALENO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">La partenza cerca una scusa per iniziare i primi passi.</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Una bambina corre sul prato. È una corsa allegra e un suo braccio è teso verso l’alto perché nella mano ben chiusa tiene il filo di un aquilone che vola nell’aria. L’aquilone è un gioco e al tempo stesso evoca quella sensazione di libertà. Una corsa verso la libertà.</span><b></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il libro, edito da Bonaccorso editore, racchiude 17 racconti, 9 poesie e ben 17 illustrazioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un’antologia nata dall’unione di ben venticinque tra autrici, autori e illustratrici che donano il diritto d’autore all’associazione ABEO di Verona (Associazione Bambino Empatico Oncologico).</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella vita non si è mai completamente soli. Siamo “animali sociali” abituati al dialogo e al confronto, e la soli.tudine è il peggiore dei mali, soprattutto quando non è cercata o desiderata, ma imposta dalla malattia. Un libro è un’ottima compagnia e con questo motto gli autori si sono uniti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Autori: </span><span class="fs12lh1-5"><b>Bellini Anna, Brunelli Sabrina, Camiletti Letizia, Corsi Erna, Costa Gianna, D’Amico Alessandra, Franchi Alberto, Ginocchio Sabrina, Iovino Gianfranco, La Rosa Ketty, Leviani Greta, Magagna Brunella, Merlo Alverio, Mezzari Chiara, Pavan Eva Serena, Peretti Paola, Pigotti Elena, Rebuzzi Alberto, Ronconi Micaela, Seracini Antonio, Sguazzabia Luciana, Sidari Manuela, Strapparava Giada, Trotti Flavio, Uberti Anna.</b></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Vi consiglio questo libro perché i 22 autori/autrici e 3 illustratrici</span><span class="fs12lh1-5 cf2"> </span><span class="fs12lh1-5">con la loro scrittura vi porteranno a viaggiare in luoghi diversi. Vi ritroverete in Africa, a Londra, in un ristorante, in una casa, in un bosco, in una radura, in una fabbrica, nel futuro, in un parco, in una panchina e … tanti altri luoghi, ognuno con la sua storia, ognuno con le sue emozioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sono certa che tra le pagine troverete quella frase, o quel verso, o quel disegno che vi porterà a dire: “Questa è stata scritta apposta per me”. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non vi svelo le “mie” frasi… Una sì: </span><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“Dentro le nostre mani respira il futuro.”</span></i></div><span class="fs12lh1-5">Il libro si apre con la prefazione del presidente ABEO di Verona, Alberto Bagnani, nella quale ci mostra l’importanza delle varie attività sostenute dall’associazione per sostenere i bambini ricoverati e i loro genitori.</span><br><div><span class="fs12lh1-5">Con l’acquisto di questo libro sosterrete i progetti dell’associazione ABEO di Verona.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br>Vi cito la frase dell’epilogo:</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Siamo arrivati alla fine di questo straordinario viaggio di parole, disegni e poesia che ha visto protagonisti un po' tutti, incluso TE che leggi, perché è grazie anche alla tua scelta se siamo riusciti a riempire di un’altra goccia il mare della bontà, nella quale tutti ci dovremmo tuffare, anima e corpo, per sentirci più uniti e innamorati della vita!”</span></i></div></div> &nbsp;<div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ARCOBALENO.jpg"  width="378" height="536" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“La memoria di Babel - L’Attraversaspecchi” di Christelle Dabos]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA MEMORIA DI BABEL</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">“Lo sguardo
prepara il futuro, come un prestigiatore, agita il cilindro e vede un viaggio”</span></i></div></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Sullo sfondo verde chiaro in mezzo a una città
si impone una torre che ha diversi piani e sulla cima una specie di fontana.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dopo due anni e sette mesi passati a
mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il
momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai
frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su
Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di
lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una
minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn? </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il secondo volume mi aveva lasciato
con alcuni quesiti importanti:</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Chi è l’Altro? È forse colui che ha provocato
la lacerazione? </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Perché sta progettando di suscitare il crollo
delle arche? </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Ma una domanda la tormenta più di tutte: dov’è
Thorn?</span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">“Ecco la mia destinazione” disse alla
fine tra lo stupore generale. “Babel. E devo andarci da sola.”</span></i></div>

<div><span class="fs12lh1-5">In questo terzo intenso volume della
saga Christelle Dabos ci fornisce le varie risposte e ci fa esplorare la
meravigliosa città di Babel. Nel cuore di Ofelia vive un segreto inafferrabile,
chiave del passato e, nello stesso tempo, chiave di un futuro incerto.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Per Ofelia questo viaggio a Babel
sarà determinante: passerà attraverso una crisi di identità profonda, non
capendo più quali siano i suoi poteri e cosa significa guardarsi allo specchio.
Chi è che vede in quel riflesso? Di chi sono quei ricordi che la sconvolgono in
fase di veglia?</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">L’autrice ci prende in contropiede e
alla fine ci lascia col fiato sospeso con altri interrogativi: ma se Dio è
Eulalia, chi è l’Altro, quell’</span><i><span class="fs12lh1-5">alter ego</span></i><span class="fs12lh1-5"> che Ofelia percepisce nello
specchio e che provocherà il crollo definitivo delle arche? E cosa sono gli
echi che Lazarus, un alleato di Dio, considera “la chiave di tutto”?</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Riuscirà l’ultimo libro della saga a
sciogliere tutti i cavilli che sono rimasti irrisolti? </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Non mi rimane che continuare la
lettura.</span></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5">… Ripeto: cittadine e cittadini di
Babel, il seguente è un annuncio della massima urgenza…</span></i></div>

<div><i><span class="fs12lh1-5"> </span></i></div></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/la-memoria-di-babel.jpg"  width="429" height="624" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Con “Resta con me, sorella” l’autrice Emanuela Canepa ci conduce negli anni Venti del Novecento ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">RESTA CON ME, SORELLA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs12lh1-5">Conoscete il senso della vita? Ogni età ha il suo.</i><br></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><span class="fs12lh1-5">La copertina appare come un dipinto, sullo sfondo nero una ragazza seduta, con i capelli raccolti in uno chignon basso, sta ricamando su una stoffa bianca. Nell’insieme l’immagine emana una sensazione di tristezza.</span><b></b></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><span class="fs12lh1-5">Da quando suo padre è morto di febbre spagnola, Anita, orfana di madre dall’età di sette anni, vive con la matrigna e i suoi due figli. Uno lavora con lei nel giornale in cui il padre prestava servizio. Un giorno il fratellastro ruba dalla cassa e Anita decide di prendersi la colpa, perché il suo misero stipendio di donna non basterebbe a mantenere la famiglia, mentre quello del fratellastro sí. Rinchiusa nel carcere della Giudecca, incontra Noemi, una ragazza ombrosa da cui tutte si tengono alla larga – «ha il demonio dentro», dicono – e dalla quale persino le suore mettono Anita in guardia. Ma lei ne subisce il fascino e, malgrado Noemi non riveli mai il motivo per il quale è stata condannata, Anita si confida con lei. Le due stringono un patto: progettano di costruire un futuro insieme, una volta fuori. Sono convinte di poter trovare la propria strada nel mondo anche senza un marito. Ma oltre la soglia della prigione l’esistenza travolge e confonde come il brulichio incessante per le strade di Venezia, obbligando Anita a fare i conti con sé stessa e con il segreto inconfessabile che Noemi nasconde.</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Ho avuto il piacere di conoscere l’autrice Emanuela Canepa durante la presentazione del suo ultimo romanzo </span><i><span class="fs12lh1-5">Resta con me, sorella. </span></i><span class="fs12lh1-5">Nel tragitto per tornare a casa sorridevo, l’autrice con le sue parole mi aveva in qualche modo messo il buon umore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Emanuela ha raccontato il suo lavoro di documentazione per stilare il romanzo. Dal suo sguardo e tono di voce traspariva la sua grande passione per la scrittura e l’ho ritrovata tra le sue pagine.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">E ora che ho terminato di leggere il libro posso affermare che </span><span class="fs12lh1-5">l’aspetto storico è stato curato minuziosamente perché l’autrice è riuscita a ricreare ambienti e atmosfere riuscendo a portarmi, fin da subito, indietro di un secolo: prima dentro un carcere e successivamente tra i ponti di Venezia.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">Il carcere non le ha partorite così come sono, ombrose e maligne. Ognuna ha avuto una vita che continua</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">a scorrere parallela, al di fuori delle mura della Giudecca.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Un altro aspetto che distingue la scrittura dell’autrice, rendendo la lettura immersiva a tutto tondo, è la sua capacità di rendere credibili le voci dei protagonisti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La protagonista del romanzo è Anita, non voglio rivelarvi ulteriori particolari sulla trama, ma posso dirvi che la virgola messa nel titolo ha una sua logica e un suo peso </span><i><span class="fs12lh1-5">Resta con me</span><b><span class="fs12lh1-5">, </span></b><span class="fs12lh1-5">sorella</span><span class="fs12lh1-5"> </span></i><span class="fs12lh1-5">. Alla fine capirete il valore della parola SORELLA.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">Ha rinnegato i legami importanti per non soccombere al dolore dell’intimità negata. Ma adesso che sa di poterle rivedere il cuore le si è chiuso.</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Emanuela Canepa con la sua trama, il suo stile di scrittura, i suoi dialoghi ha conquistato la mia curiosità e nell’attesa di rincontrarla andrò a recuperare i suoi precedenti romanzi: “Insegnami la tempesta”,</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">“L’animale femmina” e “Quel che resta delle case”.</span></div></div></div><div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/resta-con-me.jpg"  width="457" height="716" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Come d’aria” un destino segnato di Ada d’Adamo]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">COME D'ARIA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Il tempo, lo spazio, il corpo tutto cambia, è solo un gioco di sorte…</span></i><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">"</span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo verde scuro una donna con un vestito rosso, il colore del cuore, avvolge una fanciulla senza abiti. Questo contatto emana la profondità di un gesto pieno d’amore.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5"> </b></div></div></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Daria è la figlia, il cui destino è segnato sin dalla nascita da una mancata diagnosi.<br> Ada è la madre, che sulla soglia dei cinquant’anni scopre di essersi ammalata. Questa scoperta diventa occasione per lei di rivolgersi direttamente alla figlia e raccontare la loro storia.<br> Tutto passa attraverso i corpi di Ada e Daria: fatiche quotidiane, rabbia, segreti, ma anche gioie inaspettate e momenti di infinita tenerezza.<br> Le parole attraversano il tempo, in un costante intreccio tra passato e presente.<br> Un racconto di straordinaria forza e verità, in cui ogni istante vissuto è offerto al lettore come un dono.</span></div></div></div> &nbsp;</div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Per prima cosa voglio chiedere scusa all’autrice perché ho perso tempo, ho acquistato il libro lo scorso anno e solo ora ho avuto il coraggio di leggerlo. Al terzo tentativo il libro mi ha vietato di posarlo. È risaputo il tre è il numero perfetto e io attendevo il momento perfetto per lasciarmi travolgere. Il libro, come un torrente in piena, mi ha conquistato per l’amore che scorreva. Non è stata una lettura semplice. Ogni frase, ogni pagina, ogni capitolo mi ha levigato dentro come l’acqua che scorre e impetuosa traccia il suo corso oltrepassando qualsiasi barriera.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“La malattia è la miseria massima, la massima miseria della malattia è la solitudine”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">La parola solitudine in questo romanzo appare diverse volte. La solitudine intesa come mancanza di sostegno e conforto. Ada, l’autrice, con questo suo romanzo intimo ci confida tutte le sue paure, la sua rabbia, la sua delusione, i suoi dubbi e io mi sento onorata di essere una sua lettrice, una sua “amica” intima.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Che avresti pianto a lungo, per urlare la rabbia d’essere venuta al mondo storta, l’avrei saputo dopo.”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Questo romanzo è definito da molti “potente” e sì, l’autrice ci mostra che la scrittura è uno degli strumenti più potenti. Infatti, in mezzo a quel torrente che scorre trascinando valanghe con le sue parole, ha costruito ponti per dar voce a chi non riesce a parlare.</span></div><span class="fs14lh1-5">La scrittura di Ada è sempre elegante, come una danza volteggia intorno alle difficoltà, alle paure, alle ingiustizie. </span><span class="fs14lh1-5 cf2">Ogni tre o quattro capitoli l’autrice interrompe il suo racconto personale per dare spazio agli amici della figlia riportando frasi e comportamenti dei compagni di vita di Daria. </span><span class="fs14lh1-5">I bambini hanno quella capacità di andare oltre alle apparenze.</span><br><div><span class="fs14lh1-5">Grazie Ada per questo tuo, definito da tutti, testamento d’amore.</span></div><i class="fs14lh1-5">“Ho pensato che ciascuno di noi riceva almeno un dono dalla vita e che, nella sfiga generale, tanto vale approfittarne. Desideravo la bellezza e l’ho avuta: ho avuto te”</i></div><div> </div></div><div> <!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Ada-D-Adamo.jpg"  width="519" height="778" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 May 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["In pullman con Maradona”, tra una fermata e l’altra Raffaele Tomelleri ci racconta il suo mondo]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IN PULLMAN CON MARADONA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Il vento cambia l’aria e scuote le storie"</span></i></div><hr><div class="imTACenter"><div class="imTAJustify"><div><div><div><b><span class="fs14lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs14lh1-5">:</span></div><div><b></b></div><div><span class="fs14lh1-5">La copertina riporta l’immagine dell’inconfondibile murales di Maradon</span><span class="fs12lh1-5">a.</span><br></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">La vita come un lungo viaggio. Ad ogni fermata, chi sale, chi scende, campioni e gregari, storie semplici di straordinaria umanità. Perché ci sono incontri, passaggi, fermate, che ti sembrano casuali e causali non sono.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Facce, storie, illusioni, sorrisi, delusioni, che ti sembrano durare minuti e invece saranno per sempre…</span></div></div> &nbsp;<div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Premessa<span class="cf2">:</span> non capisco molto di calcio, anzi quasi nulla, eppure ho letto questo libro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ero curiosa di scoprire cosa si celasse dietro il percorso di un giornalista sportivo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Sarò schietta, non lo nego, dentro di me avevo già il piano di riserva: se non mi piacerà chiuderò il libro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">E… il libro si è rivelata una piacevolissima compagnia. Mi sono sentita dentro quel pullman e tra una fermata e l’altra, per la precisione ben 46 fermate, &nbsp;l’autore mi ha preso per mano e mi ha “presentato” tanti personaggi, tra cui anche Sara Simeoni e Federica Pellegrini. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Durante questo viaggio il mio corpo non ha semplicemente svolto l’azione di leggere, ma in contemporanea ha innescato una serie di azioni quali ascoltare, imparare, guardare, annusare e ricordare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">L’autore ha vari obiettivi e uno è ben preciso, non quello di parlare di calcio, ma di far fermare i bei tempi, omaggiare il giornalismo di ieri sul campo.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Una volta andavi al campo e potevi parlare con tutti. Oggi, se vuoi fare un’intervista, devi chiedere il permesso all’ufficio stampa, che chiede al direttore sportivo che (forse) ti dà l’ok. Com’erano belle le interviste appoggiati alle macchine nel parcheggio Bentegodi…”.</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Terminata l’ultima pagina ho riletto il sottotitolo “La vita come un lungo viaggio. Ad ogni fermata chi scende e chi sale” e ne ho colto il significato.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Non sempre siamo noi a decidere, a scegliere le strade da percorrere, la destinazione da prendere a quel bivio. A volte è il destino che si siede al nostro fianco, alla guida e mette la freccia.</span></div></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/in-pullman-con-Maradona.jpg"  width="535" height="763" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Con “Tempo di una doccia” l’autrice Francesca Dalla Riva scaglia una freccia divulgativa ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">TEMPO DI UNA DOCCIA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Gli ingranaggi della sorte non seguono un senso e neanche le indicazioni.</span></i><i><span class="fs12lh1-5 ff1">"</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Vari elementi come il mondo, le piante, i fiori incorniciano una donna in dolce attesa che si mostra nella sua totale bellezza: la vita che germoglia.</span></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Maddalena e Giacomo sognano di poter allargare la loro famiglia, ma quando finalmente decidono, dopo varie titubanze, di intraprendere un percorso che possa aiutarli a realizzare i loro desideri, ricevono un referto su cui è scritto nero su bianco il nome della patologia che da sempre condiziona l’esistenza della protagonista e di chi le sta vicino. Una diagnosi tardiva di una malattia cronica importante, l’endometriosi: è l’inizio, per la coppia, di un nuovo e difficile cammino verso la maternità. Lungo il percorso Maddalena vivrà momenti di rabbia, sconforto e si sentirà spesso sola anche quando circondata da una moltitudine di persone. Grazie all’aiuto di diversi esperti e all’amore e il supporto di suo marito riuscirà però a perdonarsi e ad accettare l’unicità del suo essere donna, giungendo alla matura consapevolezza che ogni vita e ogni storia sono speciali e degne di essere vissute proprio perché imperfette.</span></div> &nbsp;<div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Ringrazio l’autrice Francesca Dalla Riva perché con questo romanzo di fantasia ha dato voce a una malattia invalidante, a una malattia che riguarda solo i corpi delle donne e di cui non si parla abbastanza: l’endometriosi.</span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">“Quella cartellina che reggevo in mano e stringevo forte a me, come custodisse gioielli preziosi, diventava ogni volta sempre più pesante e voluminosa e conteneva referti sempre più impegnativi e fitti di domande”.</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Maddalena, la protagonista, ci trascina nel suo tunnel di dolore fisico e mentale, dagli sbalzi d’umore a quelli di peso, dai problemi digestivi a quelli legati al ciclo mestruale. Una ragazza, una donna, una moglie che ha un grande sogno: diventare mamma.</span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">“L’infertilità, talvolta, può rendere cattivi, miopi o addirittura, ciechi. E io, in quel periodo, lo ero davvero tanto”.</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Cosa ho apprezzato di questo libro? La capacità dell’autrice di non soffermarsi a raccontare i sintomi e la diagnosi della malattia, ma tra le pagine ha dato spazio all’impatto emotivo e psicologico, sottolineando la difficoltà, per chi convive con questa malattia, di essere ascoltate, credute, capite, in primo luogo dai medici e poi dall’ambito familiare e tra i conoscenti.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">L’endometriosi è una malattia subdola che si mimetizza come un camaleonte, ma scava in profondità. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Maddalena è una donna che non si arrende e ha un compagno complice, Giacomo, col quale riuscirà ad allargare la famiglia e realizzare il loro sogno.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Quante volte noi donne abbiamo pronunciato anche solo mentalmente questa piccola frase: “Il tempo di una doccia”.</span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">“E avrei avuto venti minuti solo per me, in doccia. Mi sarei chiusa in bagno, avrei fatto scorrere l’acqua su ciò che rimaneva del mio corpo stanco e avrei tentato di lavar via la fatica, la stanchezza, la preoccupazione. Ma anche la solitudine, la paura, la rabbia. Tutto.”</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Vi consiglio questo libro perché l’autrice con la sua delicata scrittura scaglia una freccia, un messaggio importante: il rispetto del dolore.</span></div></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/tempo-di-una-doccia.jpg"  width="408" height="580" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 17:00:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[“Gli scomparsi di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi” di Christelle Dabos]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">GLI SCOMPARSI DI CHIARDILUNA. L'ATTRAVERSASPECCHI Vol. 2</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i><span class="fs14lh1-5">La verità è che
le illusioni vengono dalla mente non chiusa e senza freno</span></i><i><span class="fs12lh1-5 ff1">"</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Un treno a vapore è in transito su una rotaia
che passa sopra ad uno strapiombo. Si intravede in lontananza una fortezza. Sullo
sfondo della copertina prevale il colore giallo, ma non è intenso, non è
caloroso, anzi, </span>tutt'altro<span class="fs14lh1-5">, è pallido. Il giallo pallido che simboleggia
l’aggressione subdola sarà stato messo a caso?</span></div></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sulla gelida arca del Polo, dove
Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn,
il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta
dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria,
mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A
Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il
gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di
memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri
contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la
pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia
è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto
di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a
tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a
stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte
le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di
odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><em>Gli scomparsi di Chiardiluna</em>
è il secondo volume della saga <em>L’Attraversaspecchi</em>. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Tra specchi e Miraggi la vita di
Ofelia è sempre in pericolo. </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“E voi, mi odiate ancora?”</i></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Credo di no. Ora non più.”</i></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Meglio così” borbottò Thorn “perché non mi
sono mai dato tanto da fare per non farmi odiare da qualcuno.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In questa volume l’autrice ci porta
nel cuore degli avvenimenti: gli intrecci di corte sono sempre presenti e le
guerre tra i vari clan son sleali. I protagonisti non hanno un attimo di
respiro e quello che Ofelia scoprirà va molto oltre ciò che aveva immaginato.<br clear="all">
</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Thorn, che grazie al matrimonio con Ofelia è
diventato lui stesso un Attraversaspecchi, si serve del nuovo potere per far
perdere le sue tracce.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Costretta a lasciare il Polo e tornare su
Anima, Ofelia rimane sola con le sue domande. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Chi è l’Altro? È forse colui che ha provocato
la lacerazione? </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Perché sta progettando di suscitare il crollo
delle arche? </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Ma una domanda la tormenta più di tutte: dov’è
Thorn?</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice non si è risparmiata, ha
utilizzato tutte le sue abilità per lasciarci con un finale aperto, anzi
apertissimo e ora devo assolutamente leggere il terzo volume perché non posso
lasciare Ofelia da sola con le sue perplessità.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Stavolta
chiudiamo i conti” le alitò una voce conosciuta contro la nuca. </i></div></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/gli-scomparsi-di-chiardiluna.jpg"  width="405" height="603" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dalla penna di Paola Peretti ritorna la nostra amica Mafalda con “Io, Filippo e l’albero di ciliegie”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IO, FILIPPO E L'ALBERO DI CILIEGIE </span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><span class="fs14lh1-5">L’anima è la voce dell’IO che in silenzio abbraccia il corpo</span><i><span class="fs12lh1-5 ff1">"</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Un maestoso albero di ciliegio, imbottito di fiori rosa, spicca al centro della copertina. Due ragazzi, una femmina e un maschio, sono seduti per terra e sono appoggiati al tronco del ciliegio. Lei con una fascia in testa accarezza un gatto. Lui la osserva e forse la sta anche ascoltando.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Mafalda ha tredici anni ed è cieca da quando ne aveva dieci. Ha un migliore amico, Filippo, e un gatto fedele che l'accompagna ovunque, Ottimo Turcaret. Nonostante cerchi sempre il lato positivo, stavolta è preoccupata per suo papà, che ha perso il lavoro ed è ora in preda alla depressione. E poi... poi quell'orrenda compagna di scuola, Debbie, ora sembra interessata a Filippo. Lui, che le è amico da anni, potrebbe essere la persona di cui Mafalda si sta innamorando? Nella sua vita entrano due nuovi adulti: Elsa, una giovane senzatetto, e il signor Nino, l'anziano vicino del piano di sopra, con un pessimo carattere, e una grande passione per Charles Dickens. A poco a poco, Mafalda apprende le loro storie e come anche le loro vite sono state plasmate da scelte coraggiose e difficili.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Ce l’ha fatta! Mafalda, la protagonista del primo romanzo di Paola Peretti <em>La distanza tra me e il ciliegio</em> (Rizzoli, 2018), uscito in contemporanea in venti paesi, è tornata sugli scaffali delle librerie per raccontarci del suo nuovo mondo: le medie.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Mafalda è cresciuta: ha ben tre anni in più rispetto al primo libro. L’abbiamo lasciata alle elementari e ora è in seconda media. Mafalda come nel primo libro ci trascina nella sua quotidianità con mille emozioni. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il suo linguaggio è cambiato, utilizza molte onomatopee. Mafalda descrivendoci i profumi e i diversi suoni ci porta a trascorrere le giornate tra i banchi di scuola e non solo.</span></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">“Esiste qualcosa di peggio, per la mia età, di essere cieca e spettinata in seconda media? Sì: avere l’insegnante di sostegno”.</em></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">Nel primo libro </em><em class="fs14lh1-5">Mafalda sa che perderà la vista ed è consapevole che accadrà nel giro di pochi mesi. Così elenca tutte quelle cose a cui tiene moltissimo e che gradualmente non sarà più in grado di fare.</em><br></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">Nel secondo libro troviamo una ragazzina <span class="cf2">non vedente </span>che inizia a porsi delle domande. Mafalda ha dei desideri, come le sue coetanee, e stila un elenco dei sogni da realizzare. </em></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">Mafalda è più sicura sotto alcuni aspetti perché ha affinato alcune abilità, come l’orecchio e l’istinto. Anche se quest’ultimo alcune volte unito all’impulsività la caccerà nei guai. La nostra dolce Mafalda, per esempio, prenderà anche una nota dal preside. Non ci credete? Ve lo garantisco, ma non faccio la spia, io sono amica di Mafalda e se volete saperne di più ve lo racconterà lei: prendete posto sul suo ciliegio. </em></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">Arrampicatevi e scoprirete anche due nuovi volti, due nuovi amici speciali: Elsa e Nino.</em></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">Filippo? Anche lui è cresciuto ed è un po' cocciuto, ma ha mantenuto il suo animo buono.</em></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">“Filippo mi direbbe: “Sai cosa ci voleva, per farti passare l’ansia? Suonare.”</em></div> &nbsp;<div><em class="fs14lh1-5">L’autrice con i suoi personaggi ci fa capire che nessuno è perfetto, che non siamo soli e che siamo tutti sotto lo stesso cielo. Durante i momenti di crisi è normale essere spaventati e vedere tutto nero. Ma attraverso le difficoltà si possono capire tante cose sulla vita e sul mondo. Attraversare le crisi porta delle ammaccature, ma anche a essere più forti.</em><i></i></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/io,-Filippo.jpg"  width="392" height="602" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Vola, farfalla”, i racconti bonsai di Lucia Griffo]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">VOLA, FARFALLA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">La canzone pretende di far scattare un pensiero spensierato</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">”</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una finestra aperta ci mostra un prato pieno di fiori attraversato da un torrente. Al centro c’è una farfalla e mi sorge il dubbio: sta entrando o sta uscendo dalla finestra? La copertina è <span class="cf2">monocromatica: </span>tutta viola</span><br></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">“Vola, farfalla” è un inno alla libertà, alla vita, alla speranza e all'amore.<br> L'autrice apre il suo mondo di colori e di esperienze di vita narrate attraverso ricordi vivi ed emozionali.<br> Brevi racconti che spaziano dalla malinconia alla gioia di vivere, dalla sofferenza all’umorismo, in un mosaico che compone la vita che tutti noi viviamo. Racconti autobiografici o nati da riflessioni a cuore aperto su grandi o piccoli avvenimenti, che sempre arrivano dritti alla mente e al cuore del lettore come delle fotografie istantanee.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">“Vola, farfalla” è una raccolta di ben 33 racconti brevi, alcuni non superano le due pagine. Riuscire a coinvolgere il lettore con poche pagine non è semplice, ma la penna dell’autrice è abile e riesce a emozionare.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice, Lucia Griffo, apre il suo album fotografico, sfoglia le foto e si confida raccontando con parole semplici dei suoi genitori, delle sue amiche, della professoressa, della vita che cambia, dei suoi viaggi, del Natale… &nbsp;</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Quali sono i tre racconti che mi hanno colpito maggiormente? </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Non è semplice, ma provo a stilare un podio. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il racconto dal titolo <i>“Involucro” </i>merita il primo posto. Lucia ci conduce nella fragilità della mamma colpita dalla malattia dell’Alzheimer.</span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">“In quei momenti non ero più una figlia, ma la sua sorvegliante, la sua ombra e spalla.” </i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Al secondo posto inserisco il racconto <i>“Cuore- un nuovo vento di felicità”.</i> I figli sono il più bel regalo e Lucia ci descrive quanta ansia ed emozione può nascondersi dietro l’attesa di un figlio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Sono ligure, quindi, al terzo posto inserisco <i>“Un desiderio” </i>perché al termine del racconto ho trovato la ricetta del pesto alla genovese.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Il podio è terminato, ma voglio aggiungere un altro gradino e lo riservo al racconto <i>“Raccomandazioni”</i> per la sua ironia e verità. Merita di essere letto con spontaneità come quando si ascolta una barzelletta.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Sono certa che ognuno di voi all’interno della raccolta troverà il suo racconto, quello che vi farà dire: “Questo è stato scritto apposta per me”.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Questo libro è ideale soprattutto per chi non legge molto oppure per chi non legge da tanto tempo e desidera ricominciare. Ogni racconto è a sé, quindi potete riprendere la lettura anche dopo molti giorni. Io ho letto un racconto ogni sera, mi sono lasciata cullare dalle parole di Lucia Griffo.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Parole semplici, ma cariche di emozioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><i><span class="fs12lh1-5">“Metti a fuoco un ricordo; fermalo, ingrandiscilo e stampalo nel cuore.”</span></i></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf3"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Vola,-farfalla.jpg"  width="431" height="630" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.sabrinaginocchio.it/blog/?-vola-farfalla-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ “Tre” di Valérie Perrin, come il numero delle ciocche di una treccia]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">TRE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Lo sguardo precedeva il pensiero… tornava nei suoi occhi”</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una foto scattata sott’acqua. Si vedono tre busti che con le gambe sgambettano per non affondare. Dai costumi che indossano si capisce che sono due ragazzi e una ragazza</span><span class="fs12lh1-5">.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">1986. Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai. <br> 2017. Un’automobile viene ripescata dal fondo di un lago nel piccolo paese in cui sono cresciuti. Il caso viene seguito da Virginie, giornalista dal passato enigmatico. A poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia?</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Tre è il numero perfetto, così dicono. Ma c’è una quarta persona che ruota all’interno del romanzo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">La voce narrante è l’essenza di questo libro perché dietro di lei si cela il mistero. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Chi narra la storia? </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questa è la domanda che mi ha tenuto compagnia a ogni capitolo.</span></div><i class="fs14lh1-5">«Mi chiamo Virginie. Di Nina, Adrien ed Étienne, oggi Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola. Nina mi disprezza. Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui. Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre».</i><br><div><span class="fs14lh1-5">Terminato il primo capitolo avevo solo un indizio della voce narrante, il nome: Virginie. Lei mi ha mostrato tutto dei tre protagonisti: Nina, Étienne e Adrien. I Tre che </span><strong class="fs14lh1-5"><i>“insieme sono un muro, una barriera invalicabile”</i></strong><span class="fs14lh1-5"> da quando sono bambini a quando sono adulti. Virginie è una voce onnisciente, sa tutto, vede tutto eppure non interagisce mai direttamente con i personaggi, lei tra le righe appare come un ombra invisibile che li pedina ovunque.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Alla fine Virginie si mostra, svela la sua identità. Lo ammetto sono rimasta spiazzata dalla genialità dell’autrice, ha saputo dosare le parole, le pagine, i capitoli senza far trapelare qualche indizio, oppure li ha messi e io presa dalla narrazione delle molteplici vicende non ho colto gli eventuali segni.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Per questa trama l’autrice con cura ha intrecciato tre ingredienti fondamentali: le parole, gli odori e la musica. Su quest’ultima voglio anticiparvi che nel romanzo troviamo interi testi musicali. Tra tutti spicca l’album degli Indochine, il gruppo preferito dai protagonisti, che si intitola proprio “Tre”. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Valérie Perrin ha il dono di cogliere la profondità insospettata delle cose della vita. Seguendo il filo di una vicenda dolorosa, l’autrice ci trascina dal cuore dell’adolescenza all’età adulta.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questo romanzo, da uno a tre, merita un bel TRE con lode. </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/TRE.jpg"  width="404" height="628" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Fidanzati dell’inverno. L’Attraversaspecchi” di Christelle Dabos]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">Fidanzati dell'inverno. L'attraversaspecchi</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Il viaggio non è solo un fatto di andata e ritorno”</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo azzurro spicca un regno in sospeso sopra le nuvole. Questa fortezza ha una forma di spirale a punta, è come una vite che gira intorno all’aria.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra, vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope, ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.</span><b></b></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><em>Fidanzati dell’inverno</em> è il primo volume di una saga fantastica (<em>L’Attraversaspecchi</em>) che si snoda con grazia e ironia tra le straordinarie peripezie della protagonista Ofelia, una ragazza un po’ goffa ma dotata di due doni assolutamente speciali: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Andrò con ordine, non è semplice recensire in poche parole un libro di ben 500 pagine cariche di avvenimenti.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Inizio con l’ambientazione. Il Mondo non esiste più, si è spaccato in ventuno parti. I pezzi di terra, chiamati arche, galleggiano distintamente nell’universo. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Ofelia vive sull’arca di nome Anima ed è un luogo ospitale. La ragazza è costretta a sposare il nobile Thorn che vive in un’altra arca chiamata “Polo”, decisamente un luogo spietato. Entrambi i giovani vorrebbero opporsi a quell’unione forzata, ma il senso del dovere e per il bene delle due arche si rassegnano. <b></b></span></div> &nbsp;<div><i class="fs14lh1-5">“Rassegnata? Per essere rassegnati bisogna accettare una situazione, e per accettare una situazione bisogna capirne il perché e il percome. Ofelia invece non ci capiva niente di niente.”</i></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Ofelia si trasferisce sulla lontana arca del fidanzato con la compagnia della zia Rosaline che ha il compito di aiutarla ad ambientarsi nella nuova arca. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Thorn, il fidanzato, non nasconde i suoi modi aspri, ma come biasimarlo è cresciuto in un ambiente dove le persone non si rispettano</span><b>.</b></span><strong class="fs14lh1-5"> </strong><span class="fs14lh1-5">Ofelia scopre un’altra città galleggiante chiamata Città-cielo, dove regnano le illusioni ottiche e le cattiverie più assurde. Insomma sembra una vera e propria arca del male.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">A complicare le cose c’è il fatto che Thorn è l’intendente del Polo, ruolo che attira verso di lui l’odio di tutti e per questo Ofelia è la preda dei suoi nemici. Thorn per proteggerla la costringe a travestirsi da valletto, a nascondere la sua vera identità finché non arriverà il giorno delle nozze. Ofelia non potrà fidarsi di nessuno, solo delle sue abilità.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Questo primo volume è stata una vera sorpresa. Questo Natale sotto l’albero ho trovato l’intera saga da parte di mia figlia. “Mamma, ti piacerà”. Lei sa che non sono attratta dal genere fantasy, eppure con questo dono ha fatto centro.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">La scrittura dell’autrice mi ha letteralmente conquistata. Ha creato un mondo affascinante, con la sua narrazione mi ha avvolto nella sua spirale.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Presto vi parlerò del secondo volume. </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/l-atttraversaspecchi.jpg"  width="439" height="651" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ “La brigata delle cinque sorelle”, un mistero tra le sorelle di Paola Peretti]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA BRIGATA DELLE CINQUE SORELLE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“Le pupille in
silenzio trattengono le cose sopite nella coscienza”</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">”</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una foto in bianco e nero scattata all’aperto,
in secondo piano si intravede un albero e delle panche da sagra. In primo piano
sono immortalate quattro ragazze sedute: due guardano verso il tavolo e le
altre due sorridono verso sinistra facendoci presupporre che ci sia
qualcun’altra con loro, sarà la quinta sorella?</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Si chiamano Euterpe, Talia,
Melpomene, Tersicore, Urania. Portano i nomi delle muse, ma per Cecilia,
ventidue anni, studentessa di storia un po’ imbranata, sono semplicemente le
zie e la madre con cui ha sempre vissuto. Lei è l’eterna tuséta, la bambina con
l’apparecchio acustico, cresciuta in una casa popolata solo da donne – ormai
anziane e minate dall’Alzheimer –, circondata dal profumo della pasta fatta in casa,
dai racconti e dai bisticci delle sorelle, dal loro amore forse un po’
soffocante. Solo Euterpe non aveva voluto saperne di trasferirsi da loro ed era
rimasta nella casa natale a Brescia, nel quartiere Carriole. Euterpe, che ora
non c’è più. Era la maggiore, ed è stata la prima ad andarsene. Ma ha lasciato
alla nipote un compito: ritrovare Lorenzo, il fratellino di cui si sono perse
le tracce nel 1945. Così, per la prima volta in vita sua, Cecilia parte alla
ricerca di quello zio che non sapeva neppure di avere. Non è sola, ad aiutarla
c’è Giada, la compagna di sempre, e poi nuovi amici: il generoso proprietario
di un bar con sua figlia; un giovane impiegato dell’archivio comunale; un
commissario di polizia appassionato di letteratura; persino un giovane prete e
un’anziana suora. Tra vecchie carte, fotografie sbiadite e confusi ricordi,
Cecilia inizia a scavare. È un percorso nella memoria, il suo – memoria
personale, familiare, collettiva – e insieme una lotta contro il male che
quella memoria cancella. Scoprirà molte cose: sul passato della propria
famiglia e di una città, ma soprattutto su di sé e sull’importanza di non
dimenticare.</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">I capitoli si alternano tra passato e
presente. &nbsp;Il primo capitolo ci porta a
Brescia nel 1945.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Quella sera, a cena, avevano mangiato la
frittata con le cipolle e il formaggio della nonna Ines.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Quanto può essere importante un uovo? Ve lo
siete mai chiesto? La risposta la troverete nelle prime pagine. L’uovo è
indispensabile per la frittata che allora si mangiava per i giorni davvero
importanti. Ma Cecilia, la protagonista principale del romanzo, si troverà a
dover trovare gli ingredienti di un’altra frittata, fatta di segreti.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il secondo capitolo è ambientato ai giorni
nostri, precisamente, a Verona nel 2005. E in queste pagine conosceremo la
protagonista principale: Cecilia.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Ora sono io che sospiro. La famiglia è la
famiglia. Ci sono dentro in pieno, lo capisco. Il nostro gruppo femminile è
così unito che mi sento in colpa anche solo a pensare di slegarmi, in qualche
modo.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’abilità dell’autrice nel mostrare scene
quotidiane è sorprendente. Mi sono ritrovata con Cecilia sotto il tavolo ad
ascoltare la rotella dai bordi zigrinati che scorreva da un capo all’altro del
tavolo per disegnare i riquadri nella pasta fresca.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Un romanzo tutto al femminile perché gli
uomini hanno fatto solo cattive scelte e sono stati esclusi. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Donne speciali che non si sono scoraggiate,
anzi unite hanno superato i vari ostacoli. Cinque sorelle, una nonna e l’unica
nipote sono una combinazione per un legame unico che si solidifica anno dopo
anno. Ma Cecilia riuscirà a trovare l’unico uomo che manca in mezzo a quella
sorellanza, il fratello Lorenzo?</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Con uno stile squisito e con un linguaggio
limpido, il romanzo offre un punto di vista originale descrivendo vicende
piccole, d’amore e di amicizia nel quadro generale della fine della Seconda
guerra mondiale e i giorni nostri. Un romanzo capace di trattare eventi e tematiche delicate in modo
intenso e scorrevole. </span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/LA-BRIGATA-DELLE-CINQUE-SORELLE.jpg"  width="424" height="660" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 09:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ L’album dei ricordi di “Io sono Paola” di Gianfranco Iovino]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IO SONO PAOLA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“</span></i><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“I secondi in
fila, uno dietro l’altro, entrano in scena per riempire il bicchiere della
vita”</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una ragazza è seduta sul letto e abbraccia le
sue gambe. La stanza è in penombra, ma sullo sfondo una grande finestra, con un
tendone, lascia passare qualche raggio di luce.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Quando ho scoperto di quale malvagità
perversa può macchiarsi un uomo avevo solo 7 anni. Ero una bambina allora,
ingenua e bisognosa di affetto e braccia nelle quali proteggersi; quelle stesse
che mi hanno tenuta stretta per abusare di me. Poi sono cresciuta e la
perversione si è trasformata in amore malato: di chi mi accarezzava, mi baciava
e mi voleva bene come fossi sua moglie… ma ero sua figlia! Sono scappata da
quell'orrore, ma ancora mi insegue, e sono certa che saprò seminarlo soltanto
quando sarò a due passi dal viso di un orco assassino, che mi ha rubato l’anima
in gioventù e ancora non la smette di rovinarmi l'esistenza. Io sono Paola,
quella bella di Offida… che oggi soffre di un male invisibile che posso curare
solo in un modo: ponendo fine alla mia scialba vita di donna ingannata e
umiliata dagli uomini. La mia storia è come un’odissea, che assomiglia a quella
</span><span class="fs14lh1-5">di molte, tante... troppe altre donne, offese dall’amore falso, perverso e
pederasta di certi uomini, ingannatori e maligni!</span><b></b></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>“Io sono Paola, una donna normale, come tante
altre al mondo. Il mio amico dice che ho l’amore malato e l’unica medicina per
curarmi è… farmi parlare. Ma i miei viaggi nel passato fanno sempre tanto
male.”</i><br></span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">“Io sono Paola” è un romanzo inventato, racchiude
una miscela di sofferenze che purtroppo molte donne nella realtà affrontano.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Chi è Paola? È una donna di 52 anni e lavora
in un ristorante. Un giorno nel locale entra un suo amico d’infanzia: Riccardo.
Si riconoscono subito e si salutano con spontaneità come se non fossero mai
trascorsi vent’anni dalla loro ultima volta insieme. Iniziano subito a
raccontarsi e a rievocare dei loro giorni insieme. Riccardo ora è uno
psicoterapeuta. Paola gli confida del suo malessere interiore e lui le offre il
suo aiuto. Paola soffre di depressione con frequenti attacchi di panico.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Paola si reca più volte nello studio di
Riccardo che con pazienza l’ascolta, soprattutto quando rimane per lunghi
periodi in silenzio. Lei spesso si blocca non ha il coraggio di affrontare i
suoi fantasmi. Riccardo, abituato dal suo mestiere a quel genere di rifiuti,
non si arrende e in modo delicato l’invita a parlare. Paola tra una sigaretta e
l’altra apre l’album delle memorie.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autore, Gianfranco Iovino, come un abile
regista ha utilizzato la tecnica della moviola per esplorare i vari drammi
della vita complicata della protagonista. </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Se te lo chiedo è perché devo capire cosa è
rimasto dentro di te di quei posti, i profumi e squarci d’infanzia trascorsa
lì”, si spiegò meglio Riccardo… </i></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">“IO” questa piccola parola composta da due
vocali, non è messa a caso nel titolo. È tanto piccola quanto potente, provate
a pronunciarla ad alta voce: IO. Lo sentite, questo IO sottolinea la parte
interiore. In psicoanalisi l’IO è la parte conscia e inconscia.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Non sono tanti, eppure ci sono. Te li ritrovi
tra le mani, quasi per caso, per poi non andarsene più. Parlo di quei libri dal
tocco sensibile, quelli rivestiti da un’aureola particolare. Uno di questi per
me è “Io sono Paola”.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Dopo più di un anno è di nuovo nelle mie mani,
sì, l’ho riletto. Il tema della pedofilia fa paura, è agghiacciante. Ora voi vi
chiederete con quale coraggio io l’abbia riletto.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Semplice, il libro non fa paura! È tosto, non
è un libro rilassante, ma l’autore tratta l’argomento con i guanti di seta.
Attraverso Riccardo ci tiene la mano e ci accompagna all’ascolto di Paola.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La scrittura di Gianfranco Iovino è diretta,
per nulla articolata, scava in profondità le viscere, lasciando alla fine un
sapore di speranza… Non posso svelarvi il finale. Ma non temete sarà intenso e
inaspettato.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">E per concludere, l’autore dona i diritti
d’autore all’associazione La caramella buona Onlus che si impegna tutti i
giorni per la tutela dei minori e delle donne.</span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.amazon.it/Io-sono-Paola-Gianfranco-Iovino/dp/8855351796" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Io-sono-Paola.jpg"  width="386" height="587" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dalle penne di dodici maestri del gotico: “I fantasmi dell’inverno”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">FANTASMI DELL'INVERNO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">“</span><span class="fs14lh1-5">E niente. Gli spifferi del cuore formicolano la mente</span><span class="fs12lh1-5">.”</span></i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">É</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> </span><span class="fs14lh1-5">una copertina che richiama i colori del Natale. L’agrifoglio fa da cornice ai nomi degli autori dell’antologia e in alto a destra c’è una candela accesa all’interno di una lanterna. Il suggerimento è chiaro: leggete il libro con la luce accesa.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5"><b></b></span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Inverno: la stagione delle notti più fredde, delle tenebre che avviluppano la Terra, della luce che muore. La stagione dei fantasmi: quando i crepuscoli si tingono di nero, infatti, è bello raccontare e raccontarsi gli incubi che abitano i recessi della nostra mente, immaginarli camminare di fianco a noi. Così, prima ancora che Charles Dickens componesse il suo Canto di Natale, la letteratura – in particolare quella anglosassone – ha trovato le sue parole più belle per dare vita al lato in ombra della realtà, ed è tradizione in quei luoghi raccogliersi insieme per leggere inquietanti storie gotiche. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5">Nei dodici racconti di questa raccolta, spiriti e fantasmi si danno appuntamento in gran parata per riempire di presenze le lunghe ore invernali. Dal fango della Londra dickensiana alle scogliere della Cornovaglia, estremo limite del mondo, dalla Edimburgo del Settecento sotto un gelido manto bianco a una enorme villa adagiata su un isolotto in mezzo a un lago italiano, gli esseri soprannaturali che incontriamo in queste storie ci accompagnano in una trasvolata che tocca le più varie epoche e Paesi e ci rivelano con eleganza che il posto più buio di tutti, in fondo, è il cuore degli uomini. Dalle penne di maestri del gotico – fra gli altri, Stuart Turton, Kiran Millwood Hargrave, Laura Shepherd-Robinson e Susan Stokes-Chapman – I fantasmi dell’inverno è una raccolta di dodici storie di ombre, possessioni demoniache e sogni ricorrenti; una incredibile collezione di fantasmi, spiriti, apparizioni e spettri da leggere con il fiato sospeso.</span></div></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><i class="fs14lh1-5">“Le seconde candele dell’avvento ardono sugli altari della chiesa della capitale...”</i></div><i class="fs14lh1-5">“…ma quando è tornato il Natale mi sono trovata a pensare: perché no?”</i><br><div><i class="fs14lh1-5">“C’era persino una candela dell’avvento, consumata con cura fino a quel giorno…”</i></div><div><i class="fs14lh1-5">“Le ghirlande erano appese ai ganci per i dipinti in grandi quantità…”</i></div> <div><span class="fs14lh1-5">Ogni autore nel proprio testo ha inserito particolari riguardanti il Natale, tutte queste frasi per depistarci, per illuderci, per creare un’atmosfera da buonismo, farci credere che tra le righe spunteranno dolci gnomi e invece le “lucine” natalizie attirano e risvegliano spiriti e fantasmi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il gotico è un genere entrato in voga in Inghilterra a partire dalla metà del Settecento. Nasce in contrapposizione con gli ideali di equilibrio e bellezza del neoclassicismo: per questo prevalgono <strong>comportamenti irrazionali</strong><b>.</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Lo stile gotico riprende la teoria del «sublime» di Edmund Burke: il sublime del terrore, incentrato sugli aspetti misteriosi.<b></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5">In questa raccolta ogni autore con maestria mi ha tenuto attaccato alle righe e i finali non sono per nulla scontati. È la prima volta che mi addentro nel gotico e ne sono rimasta affascinata per la capacità degli autori nel riuscire in poche pagine a catapultarmi tra i personaggi e le ambientazioni di altri tempi. Dodici brevi mini-film, grazie ai quali leggevo e vedevo la pellicola che scorreva davanti ai miei occhi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Terminato il libro ho letto i nomi dei singoli autori e con grande stupore sono più donne: dieci autrici e due autori. </span></div><span class="fs14lh1-5">Non riesco a stilare una classifica, ma la media dei voti è decisamente un bel nove. “A doppio filo” e “La vecchia recita” mi hanno tenuto sulle corde fino all’ultima parola.</span><br><div><span class="fs14lh1-5">Questa collezione di racconti è un vero capolavoro.</span></div></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight cf2"><span class="fs12lh1-5"><i>B… come Buona lettura</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/i-fantasmi-dell-inverno.jpg"  width="424" height="654" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 09:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Crisi, cambiamento, nutrimento: “Tre ciotole” di Michela Murgia]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">TRE CIOTOLE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“Per ogni epilogo
c’è un altro inizio.”</span></i><i><span class="fs12lh1-5">”</span></i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo rosso mattone appaiono tre
ciotole stilizzate unite da un filo color oro.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><b></b></div><div><div><span class="fs14lh1-5">S'innamorano di una sagoma di cartone o di un
pretoriano in miniatura, odiano i bambini pur portandoseli in grembo, lasciano
una donna, ma ne restano imprigionati, vomitano amore e rabbia, si tagliano,
tradiscono, si ammalano. Sono alcuni dei personaggi del libro di Michela
Murgia, un romanzo fatto di storie che si incastrano e in cui i protagonisti
stanno attraversando un cambiamento radicale che costringe ciascuno di loro a forme
inedite di sopravvivenza emotiva. "Una sera ti metti a tavola e la vita
che conoscevi è finita." A volte a stravolgerla è un lutto, una ferita, un
licenziamento, una malattia, la perdita di una certezza o di un amore, ma è
sempre un mutamento d'orizzonte delle tue speranze che non lascia scampo.
Attraversare quella linea di crisi mostra che, spesso, la migliore risposta a
un disastro che non controlli è un disastro che controlli, perché sei stato tu
a generarlo. In stato di grazia, Murgia scrive per tutti noi un libro
estremamente originale che rimanda a una costellazione di altri grandi libri:</span>
<span class="fs14lh1-5">Il crollo di Fitzgerald, Lo zen e il tiro con l'arco di Herrigel e L'anno del
pensiero magico di Didion.</span><span class="fs11lh1-5"><b></b></span></div><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">“Tre ciotole” è una raccolta di dodici
racconti, come il servizio da the con dodici tazzine e, per ognuna, l’autrice abbina
un filtro diverso, un sapore differente, ma hanno tutti un ingrediente comune:
il cambiamento. </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Il medico parlava con tono così lieve che per
un istante lei pensò che l’annuncio fosse qualcosa di cui rallegrarsi.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice, Michela Murgia, con i suoi racconti
ci sprona ad affrontare le difficoltà, i mutamenti e che, per ogni dolore,
bisogna saper attingere dalla giusta “ciotola” per accettarlo, dargli un senso
e considerarlo parte del nostro nutrimento.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Le tre ciotole rimettevano a posto tutte le
gerarchie tra stomaco e cervello.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Predomina il senso del tempo che passa e
fugge, ma dev’essere vissuto. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Per capire meglio il concetto vi riporto il
punto di vista dei greci sul tempo. I greci usavano diversi termini per
definire il tempo: </span><span class="fs14lh1-5">Chronos</span><b class="fs14lh1-5"> </b><span class="fs14lh1-5">per indicarne la quantità, </span><span class="fs14lh1-5">Kairo</span><b><span class="fs14lh1-5">s</span></b><b class="fs14lh1-5">
</b><span class="fs14lh1-5">per indicarne la qualità. Chronos e Kairos sono due modi diversi di
interpretare il tempo: nel primo caso il tempo inteso come scorrere dei minuti
e delle ore può diventare quello che ci investe, ripetitivo, che non lascia
spazio alla meraviglia e non basta mai, visti i ritmi frenetici della vita
contemporanea.</span><br><span class="fs14lh1-5">
Diverso è interpretare il tempo come Kairos: è il momento giusto per qualcosa,
anche speciale per chi lo sta sperimentando in quel preciso istante. </span><br><span class="fs14lh1-5">
Il momento propizio da cogliere nella sua veloce istantaneità. È un invito a
vivere nel presente, nella quotidianità, agendo consapevolmente.</span><br>
<span class="fs14lh1-5">È
anche un dare senso a ciò che accade, un essere presenti mentalmente nelle
diverse azioni che svolgiamo nella vita, un aprirsi alla qualità del tempo e
guardare le cose da un altro punto di vista.<strong></strong></span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In conclusione “Tre ciotole” è un libro che ci
ricorda quanto le esperienze in apparenza negative e le derivate crisi possano
rappresentare l’angolo per voltare e rinascere, sentirsi vivi di nuovo. La vita
ci è stata donata gratuitamente e troppo spesso la diamo per scontata.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il mio Caviardage racchiude il significato di
questo libro: <i>“Per ogni epilogo c’è un altro INIZIO.”</i></span></div></div></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf2">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/TRE-CIOTOLE.jpg"  width="472" height="661" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Lanterne verdi” di Erika Casali: un viaggio di speranza tra gli orrori della guerra]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LANTERNE VERDI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">“Le sorprese
piacevoli producono una risata lì, nel cuore dove batte un po' più forte.”</span></i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">In primo piano una ragazzina tiene in braccio
un bimbo col ciuccio. Entrambi hanno un abbigliamento pesante, tipico
invernale. Non c’è la neve; eppure, il gelo si avverte nello sguardo della
ragazzina da cui filtra la paura. Dietro di lei un muro di alberi e d’avanti
filo spinato.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><b></b></div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Nur è in fuga dal suo Paese colpito
dalla guerra, insieme alla famiglia: il padre, la madre e Kamel, il fratello
neonato. Ma il viaggio verso una nuova vita e verso la pace è molto diverso da
quello che era stato loro prospettato, e i quattro si ritrovano bloccati in un
campo profughi vicino al confine. Un confine che si trova da qualche parte al
di là di una foresta ghiacciata, che pochi osano attraversare. Per Nur le
giornate si susseguono tutte uguali, tra speranze disattese, freddo, fame e gli
insopportabili pianti del fratellino che troppo spesso le tocca accudire.
Finché, cercando un momento di svago durante l'ennesima giornata fatta di noia,
Nur lascia da solo Kamel, per poi scoprire, al suo ritorno, che qualcuno l'ha
rapito. Il senso di colpa la spingerà allora a un atto di estremo coraggio:
avventurarsi nella foresta, per ritrovare il fratello scomparso. Per
riscattarsi. E per amore del piccolo Kamel.</span><b></b></div><br></div></div></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">La giovane protagonista è Nur, una ragazzina
di tredici anni, che si ritrova con la sua famiglia a dover fuggire dal suo
paese colpito dalle bombe.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice, Erika Casali, utilizza gli occhi
della figlia maggiore di una famiglia per narrarci una storia purtroppo di
attualità, il punto di vista di questa ragazzina mi ha commosso a ogni riga, in
ogni pagina. Nur all’inizio può apparire una ragazzina viziata, ma in realtà è
arrabbiata con il mondo che le ha travolto la sua quotidianità. Come darle
torto.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Nella vita della mia famiglia ci sono tre
prima importanti: prima della bombe, quando eravamo felici, io andavo a scuola
con le amiche, papà usciva ogni giorno col sorriso per sprofondarsi tra i
volumi della libreria e mamma tornava dal mercato con le borse ricolme di cibo.
Il secondo prima…”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">La famiglia intraprende un viaggio per fuggire
dalla guerra e andare alla ricerca di un luogo sicuro. Ma quello che trovano è
tutt’altro: un campo profughi, una sorte di trappola, da dove è impossibile
uscire. Da un lato il filo spinato con soldati armati e dall’altro, alle loro
spalle<span class="cf2">,</span> una foresta ghiacciata. Le giornate trascorrono
monotone nell’attesa del lasciapassare, ma un giorno il fratellino, che non ha
ancora soffiato sulla sua prima candelina, viene rapito. Nur non riesce a star
ferma nella tenda e spinta da una voce interiore si spinge da sola all’interno
della foresta per cercarlo.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Cado pesante, come le prime bombe che
cancellavano il mondo e i pensieri e mentre cado spero che tutto questo sia un
incubo e che mi risveglierò a casa, insieme a mamma e papà.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Premessa: la scrittura dell’autrice, Erika
Casali, per me è una certezza. E questo libro è un piccolo gioiello. L’ho letto
tutto d’un fiato. È la prima volta che leggo un libro senza fermarmi. Non
potevo chiudere il libro, interrompere la lettura significava abbandonare Nur,
e invece sentivo la necessità di essere lì, al suo fianco. Mentre leggevo la
sostenevo, la incoraggiavo, volevo aiutarla a trovare suo fratello.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Mi manca la mamma. Lei sa sempre cosa fare, e
se non lo sa lei, c’è papà che è in grado di risolvere anche il problema più
complicato.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le lanterne simboleggiano la liberazione da
ciò che ci opprimono. Nur compie un viaggio non solo di salvezza, ma anche di
consapevolezza: scopre l’amore verso il fratellino.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Erika Casali con il suo stile di scrittura coinvolgente,
adatto per ragazzini e adulti, ci fa vivere una corsa per la sopravvivenza e
sempre in bilico tra la vita e la morte. </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Per salvare lui ho dovuto salvare anche me.” </i></div>

<span class="fs14lh1-5">Questo
romanzo sprona a non arrendersi mai, anche nelle situazioni più ostili perché
l’amore ci arma di una forza interiore capace di abbattere qualsiasi timore. </span><br></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/LANTERNE-VERDI.jpg"  width="464" height="636" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/files/Caviardage-Lanterne-Verdi-Erika-Casali-_thumb.jpg" length="5935881" type="image/jpeg" />
			<link>https://www.sabrinaginocchio.it/blog/?-lanterne-verdi-erika-casali</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Il rosmarino non capisce l’inverno”, le donne raccontate da Matteo Bussola]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL ROSMARINO NON CAPISCE L'INVERNO</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="fs14lh1-5">Il presagio ti
copre le spalle e ti apre il cancello.</i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una ragazza con gli occhi lucidi, con un paio
di cerotti sul viso tiene in mano un vaso di rosmarino. I fiocchi di neve
appaiono come piccole lucine bianche che riscaldano l’atmosfera.</span></div></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><b></b></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una donna sola che in tarda età
scopre l'amore. Una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre. Una
ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore.
Una vedova che scrive al marito. Una sedicenne che si innamora della sua amica
del cuore. Un'anziana che confida alla badante un terribile segreto. Le eroine
di questo libro non hanno nulla di eroico, sono persone comuni, potrebbero
essere le nostre vicine di casa, le nostre colleghe, nostra sorella, nostra
figlia, potremmo essere noi. Fragili e forti, docili e crudeli, inquiete e
felici, amano e odiano quasi sempre con tutte sé stesse, perché considerano
l'amore l'occasione decisiva. Cadono, come tutti, eppure resistono, come il
rosmarino quando sfida il gelo dell'inverno che tenta di abbatterlo, e rinasce
in primavera nonostante le cicatrici. Un romanzo in cui si intrecciano storie
ordinarie ed eccezionali, che ci toccano, ci interrogano, ci commuovono.</span><br><br></div></div></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><div><i class="fs14lh1-5">“A cosa pensa una donna quando lascia
qualcuno? Quando si innamora senza scampo? Quando non viene ritenuta
all’altezza, quando le dicono che è troppo o troppo poco, quando…”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autore, Matteo Bussola, ci accoglie con una
raffica di domande, una più impegnativa dell’altra. La lettura inizia con una
pagina e mezza di interrogativi profondi che scuotono il cuore del lettore. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">E le risposte? </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Arrivano con garbo. L’autore con delicatezza
attraverso ben 18 racconti brevi, 18 protagoniste ci snocciola con delicatezza
le varie risposte.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">I racconti non li ho letti tutti
insieme, a volte li ho intervallati con altre letture. Per ogni racconto, per
ogni personaggio, per ogni argomento sviluppato nella narrazione provavo il
bisogno di prendermi il giusto tempo per decantare ogni messaggio. I racconti
in un primo momento appaiono slegati tra di loro, ma non è così. L’ autore come
una ricamatrice ha mimetizzato il filo di unione, con la sua penna ha gestito
l’intreccio e ha messo in evidenza il filo nel momento opportuno.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“A Vera tornò in mente quella cosa che aveva
sentito dire, che il cane intelligente obbedisce, mentre quello più
intelligente sa quando disobbedire. Pensò che lei aveva obbedito tutta la vita
e che, alla fine, non le era servito a molto.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il titolo mi ha incuriosito, sono
sincera, l’ho comprato e letto perché adoro il rosmarino, mi piace la pianta e
il suo profumo. Il suo nome deriva dal latino "<em>ros
marinus</em>" e significa "<em>rugiada del mare</em>",
a marcare il suo habitat naturale lungo la costa mediterranea e la rugiada che penetra
nei suoi fiori azzurri durante la notte.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Terminato di leggere il libro mi sono
detta: “Non è vero che <i>L’uomo non capisce le donne</i>”. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Vorrei incontrare Matteo Bussola per
chiedergli se dietro al suo titolo si nasconda il mio pensiero. L’autore ha
dimostrato di conoscere bene le donne, di essere un ottimo osservatore e di
saper cogliere le sfaccettature senza mai giudicarle. &nbsp;</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf2">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/il-rosmarino-non-capisce-l-inverno.jpg"  width="504" height="789" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Clarissa Pinkola Estes ci dona il suo prisma “Donne che corrono coi lupi” ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">DONNE CHE CORRONO COI LUPI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs12lh1-5">Quando la donna è selvaggia: è piena di sé STESSA.</span></i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Una copertina semplice, sullo sfondo colo rosso mattone appare il profilo di una donna. I capelli in movimento creano, in penombra, una sagoma simile a quella del muso di un lupo.</span></div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Trama</span>:</span></div><div><div><div><b></b></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il libro-culto che ha cambiato la vita di milioni di donne. Clarissa Pinkola Estés, psicanalista junghiana nonché maestra indiscussa nella ricerca della felicità, fonda una psicanalisi del femminile attorno alla straordinaria intuizione della Donna Selvaggia: una forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi. Non meno originale è il metodo utilizzato dalla studiosa che, attraverso un lavoro di ricerca ventennale, ha attinto alle fiabe e ai miti presenti nelle più diverse tradizioni culturali, per aiutare il lettore a scoprire chi è veramente, a liberarsi dalle catene di un'esistenza non conforme ai bisogni più autentici e a «correre» con il proprio Sé. Barbablù, La Piccola Fiammiferaia, Vassilissa, Il Brutto Anatroccolo... Fiabe udite durante l'infanzia e trasformate in magiche suggestioni per crescere interiormente. Un testo imprescindibile, diventato ormai un classico.</span></div></div><div><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Qualche anno fanno un’amica mi imprestò il libro “Donne che corrono coi lupi” con testuali parole: <i>“Questa è la mia bibbia”</i>. Lo lessi velocemente per poterglielo restituire il prima possibile.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ma il mio cuore sentiva la necessità di ritornare tra quelle pagine e viverle con lentezza. Ho acquistato il libro e come una lumaca ho percorso tutti i tragitti, mi sono lasciata condurre dall’autrice nel bosco più buio per trovare me stessa. Mi ha scosso e molte volte mi sono rintanata nel guscio per metabolizzare i miei pensieri. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">In ogni donna c’è un IO interiore che ulula: è una creatura selvaggia, è piena di istinti, di creatività, di entusiasmo, di curiosità e di buoni propositi. Non bloccate mai il vostro IO.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso e grande devozione.”</i></div><div><i class="fs14lh1-5">“Una lupa uccise un suo cucciolo ferito a morte; insegnò la compassione dura, e la necessità di permettere alla morte di andare al morente.”</i></div><div><i class="fs14lh1-5">“Chiunque si accosti a una donna, si trova in effetti in presenza di due donne: un essere esterno e una creatura interiore, una che vive nel mondo di sopra e una che vive in un mondo non facilmente visibile”. &nbsp;</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Potrei riportarvi pagine e pagine di frasi che ho sottolineato.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><em>“Donne che corrono coi lupi”</em> è un libro innovativo ne avrete già sentito parlare. L’autrice partendo dalla fiaba e dai miti ci conduce in riflessioni profonde. &nbsp;È un romanzo di genere che consiglio a tutte le donne, è da tenere sul comodino a portata di lettura e sfogliare quando si ha bisogno di racconti tramandati, di natura, di incoraggiamento. Trova la fiducia in te stessa e consulta questo romanzo per sentire l’ombra della Donna Selvaggia che corre dietro, davanti e dentro di te.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Un libro illuminante.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf2">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Donne-che-corrono-coi-lupi.jpg"  width="415" height="650" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dan Brown ci porta al museo con “Il codice Da Vinci”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">IL CODICE DA VINCI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs14lh1-5">Un sorriso enigmatico porta con sé un messaggio nascosto</span><span class="fs12lh1-5">.</span></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sulla copertina in primo piano appare
l’inconfondibile volto di Monna Lisa</span><span class="fs12lh1-5">.<br><br></span></div></div></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Descrizione</span>:</span></div><div><div><div><b></b></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Parigi, Museo del Louvre. Nella
Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con
un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e
le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo
fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che
voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso
sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di
Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è
agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere
alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.</span></div></div><div><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Ho
impiegato molti anni per decidere di leggere questo libro. Mi è stato regalato
anni fa, ma trovavo sempre una scusa per accantonarlo.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autore
Dan Brown</span><span class="fs14lh1-5"> è
riuscito ad affascinare milioni di lettori unendo la leggenda del sacro Graal,
tema che non smette mai di attrarre, al “codice” visivo della pittura. La
storia dell’arte diventa terreno fertile di ricerca per il protagonista Robert
Langdon, esperto di simbolismo nella storia, e quindi unica persona in grado di
interpretare le allusioni nascoste per secoli nei dipinti più famosi del mondo.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autore con i codici e i simboli mi
ha reso partecipe dell’indagine. Da lettrice, ho cercato di risolvere i diversi
enigmi, ritrovandomi poi sconfitta e ignorante in materia. In particolare mi è
piaciuto molto vedere Robert e Sophie, così come sir Leigh, applicare tutte le
loro conoscenze di simbologia e crittologica: infatti, nella storia, nulla è
lasciato al caso, tutto ha una sua ragione, un suo preciso significato.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Non posso dirvi molto per non svelare
i particolari, ma posso consigliare questo libro a tutti quelli che, come me
titubanti<span class="cf2">,</span> non l’hanno mai preso in
considerazione, perché non ve ne pentirete. È un thriller con tanti
ingredienti: avventura, pericolo, religione, leggenda, segreti e storia.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mi sa che presto leggerò un altro
libro di Dan Brown, lo devo ammettere la sua scrittura mi ha colpito</span><span class="fs12lh1-5">.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ILO-CODICE-DA-VINCI.jpg"  width="445" height="684" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Daniela Marani ci invita ad aprire gli occhi con “Una vita a occhi chiusi”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">UNA VITA A OCCHI CHIUSI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">Un incontro alimentato dalla sorte spesso cambia la vita</span></i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><i><span class="fs14lh1-5">Un incontro alimentato dalla sorte spesso cambia la vita</span></i><span class="fs12lh1-5">.</span></div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Descrizione</span>:</span></div><div><div><div><b></b></div><div><span class="fs14lh1-5">La protagonista, Vittoria, ha un'esistenza difficile, prima all'interno di un collegio monacale retto da norme severe e intransigenti, poi accanto a un uomo egoista che dopo tradimenti e abbandoni vorrebbe tornare a ricoprire il suo ruolo di marito, terrorizzato dallo spettro della solitudine che lo attende sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale.</span></div><span class="fs14lh1-5">La loro unica figlia, una bambina determinata e matura, cercherà di veicolare le sorti di questa unione tossica, consapevole della fragilità della madre e della spudoratezza di suo padr</span><span class="fs14lh1-5">e</span><span class="fs12lh1-5">.</span><div><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><i class="fs14lh1-5">“Aveva tanta voglia di parlare con lui, di sentire le sue promesse ancora una volta e attingervi la forza necessaria a superare le perplessità.”</i></div> <div><span class="fs14lh1-5">L’autrice, Daniela Marani, con questo romanzo “bonsai” (96 pagine) ci narra la storia di tre donne vissute tra le due guerre mondiali.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Erminia, la mamma di Vittoria, con la morte in guerra del marito si ritrova costretta a fare delle scelte di sopravvivenza, una di queste fu proprio quella di dover lasciare sua figlia Vittoria in un collegio di monache. Vittoria a diciotto anni, non ha dubbi, non prenderà i voti e tornerà a casa. È una ragazza fragile, ingenua e umile. Vittoria troverà un lavoro e anche un marito. Un matrimonio sbagliato fin dal principio, ma Vittoria non ascolterà nessuno e a occhi chiusi continuerà ad aprire la porta a suo marito, Luigi. Vittoria è talmente innamorata che non riesce a vedere, a sentire le bugie del coniuge. La loro unica figlia, Myriam, cercherà più volte di aprire gli occhi a sua madre, andrà contro il padre, ma non basterà a proteggere sua madre dalle false promesse del <span class="cf2">genitore</span>.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Lo sappiamo tutti, la verità a volte fa male e spesso cerchiamo rifugio in una “vita” parallela: quella che ci fa comodo. L’autrice ci porta a riflettere, a non temere la verità e a valutare la realtà. Tenere gli occhi chiusi fa più male che tenerli aperti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">L’autrice alleggerisce i vari passaggi mostrandoci Verona che fa da sfondo alle vicende, una città che gioisce e soffre assieme ai personaggi, che li accompagna per mano, li fa sentire meno soli e li consola con la sua arte e la sua bellezza.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">La lettura di questo romanzo ci coinvolge per la piacevolezza della narrazione, per l’immersione nella bellezza dei contorni ambientali, per la singolarità della storia con le sue ripercussioni degli echi del cuore.</span></div><span class="fs14lh1-5">È un leggere che stimola anche la voglia di andare più a fondo, di coglier segnali che vengono dall’alto e ci illuminano sui nostri destini. Siamo noi gli artefici della nostra vita con le nostre scelte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/3986010.jpg"  width="447" height="641" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.sabrinaginocchio.it/blog/?-una-vita-a-occhi-chiusi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“La portalettere” di Francesca Giannone ci conduce a piccoli passi verso al cambiamento]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA PORTALETTERE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">Le promesse hanno
una pretesa: quella di essere difese</span><span class="fs12lh1-5">.</span></i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo grigio spicca il volto di una
donna. L’espressione è ambigua: sotto la maschera di una placida o bonaria
indifferenza, nasconde un sorriso. La copertina è magnetica, si lascia
osservare come si fa con un quadro</span><span class="fs12lh1-5">.</span></div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Descrizione</span>:</span></div><div><div><div><b></b></div><div><span class="fs14lh1-5">Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino
di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne
scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere
tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste
e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a
trent'anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella
venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello
che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non
scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all'amore
che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al
fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell'istante
in cui l'ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario:
si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere
di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di
scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre
vent'anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese.
Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte,
le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo,
ma soprattutto senza che il paese lo voglia, la portalettere cambierà molte
cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto
vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della
famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni '30 fino agli anni '50, passando per
una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli
inseparabili, destinati ad amare la stessa donna</span><span class="fs14lh1-5">.</span><b></b></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo inizia con queste due frasi: </span></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">"</span><span class="fs14lh1-5"><b>È morta la portalettere!</b></span><span class="fs14lh1-5">"</span></i></div>

<div><i class="fs14lh1-5"><b>La notizia si diffuse come un lampo lungo ogni
strada e vicolo del paese.</b></i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice è buona con i suoi lettori, comunica
subito che il finale del romanzo avrà una nota triste. L’ho percepito come una
sorta di avvertimento: lettore non affezionarti troppo ad Anna perché non è
immortale.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice racconta della sua bisnonna Anna, LA
prima portalettere degli anni Trenta. Per quegli anni una vera rivoluzione.
Come donna, colgo l’occasione per ringraziare tutte le donne che nel corso
degli anni hanno lottato per conquistare la libertà di cui beneficiamo ora.
Anna ha piantato i semi culturali, lei era convinta ed ha dimostrato che
nessuna strada deve essere preclusa.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Anna
è speciale e mi ha conquistato perché l’autrice non la presenta affatto come
un’eroina priva di difetti. È una donna vera, con tutte le sue colpe e i suoi
meriti, i suoi torti e le sue ragioni, i suoi sbagli e i suoi tentativi di
porvi rimedio. Anna non è quella donna che vuole piacere a tutti i costi <s>e</s>
né tanto meno cerca l’approvazione degli altri. Ma agisce spesso d’istinto e non
considera tutte le conseguenze delle sue azioni, finendo anche per ferire le
persone che ama.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Le tematiche affrontate sono
molteplici. Una delle principali è l’amore. L’autrice intreccia varie facce
dell’amore: quello tra fratelli, quello tra coniugi, quello tra amanti, quello
tra genitori e figli (<i>Il sangue vince sempre</i>, dice don Ciccio a Carlo),
quello non ricambiato, quello inconfessato e quello sbagliato.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Tra i vari personaggi che si intrecciano nella
vita di Anna, uno mi ha colpito maggiormente rispetto agli altri per la sua
umiltà, per il suo modo di amare: Daniele è stato l’unico personaggio
altruista, che ha rinunciato a tutto per non far soffrire troppe persone, tra
cui Anna.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">È un romanzo straordinario, ha una trama avvincente e
lo consiglio a tutti. L’autrice con la sua scrittura ci fa respirare i profumi
del Sud e del pesto ligure.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2">Ma…concedetemi </span>un ma…</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Alla fine il romanzo mi ha lasciato alcune domande
aperte, il finale non è conclusivo, alcuni personaggi rimangono in sospeso e
questo aspetto mi ha deluso, sottolineo è un parere soggettivo.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Lettori vi pongo una domanda perché sono
curiosa del vostro punto di vista: cosa pensate del rapporto tra Anna e il
cognato Antonio</span>?</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">«C’è solo una persona che può salvarti», disse Anna a Lorenza in
tono severo.</i></div>

<div><i><span class="fs14lh1-5">«Sei tu. Solo tu puoi salvare te stessa. Non c’è principe che
tenga, credim</span><span class="ff1">i.»</span></i></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/La-portalettere.jpg"  width="464" height="698" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[In “Voci dall’argine” l’autrice Franca Gualtieri dona la voce agli animali e alla natura]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">VOCI DALL'ARGINE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i class="fs14lh1-5">Prendete il tempo
e il coraggio per sperimentare cose nuove.</i></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><span class="fs14lh1-5">La copertina è in bianco e nero. Al centro <span class="cf2">si trova </span>un fiume, la sua acqua
appare immobile, i suoi argini sono totalmente coperti dalle piante. In primo
piano spicca un groviglio di fiorellini selvatici. Il cielo è coperto dalle
nuvole</span><span class="fs14lh1-5"><br><br></span></div></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><span style="font-weight: 700;">Descrizione</span>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sono sentieri luminosi, questi di Franca
Gualtieri. Sentieri che compongono sei storie per adulti e bambini. Hanno lo
stile delle fiabe e delle favole, nelle quali gli animali e gli uomini spesso
comunicano tra loro con la forza dell'amore, della fratellanza reciproca, dei
sensi. I cani, gli oggetti, gli alberi, il fiume, i volatili, prendono la
parola e dialogano raccontando le malefatte e le disattenzioni degli esseri
umani, accecati dalla brama di dominare tutto, spesso distratti e, proprio per
questo, pericolosi. L'autrice ci suggerisce, per il tramite della natura, di
cercare armonia tra sé e il creato, ci suggerisce la grande forza
dell'esistenza universale, dove tutto è vivo e merita rispetto, attenzione,
ascolto. Storie dove tutto oscilla tra elegia e dramma, tra ordine e
confusione. Le parole dell'autrice sembrano accarezzare la carta, e ne abbiamo
bisogno tutti di queste carezze. Ne abbiamo bisogno come non mai.</span><b></b></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><i class="fs14lh1-5">“Quindi… ci volete dire che i cambiamenti
climatici, la scomparsa degli habitat naturali e le sconsideratezze degli umani
influiscono negativamente sulla nostra esistenza?”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice, Franca Gualtieri, ci scuote sui
nostri doveri verso la natura utilizzando il genere più diretto: le favole. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Sei racconti di fantasia, che echeggiano come
un inno alla Natura. In <i>Voci dall’argine </i>sono gli animali, gli alberi, i
fiumi a prendere la voce. Sono loro a parlottare come l’uomo stia calpestando e
distruggendo l’ambiente senza pensare alle conseguenze. Un brusio ronzante,
come quelle delle api costrette a riunirsi in congresso per far fronte alla
progressiva scomparsa di piante mellifere e all’avvelenamento della terra. </span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“Potremmo, escludendo Gino, pungere tutti gli
umani per dare loro una lezione”.</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Vi immaginate se tutti gli animali si
ribellassero a noi?</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Ma le api di Franca Gualtieri non hanno tempo
per la ribellione e anzi queste straordinarie creature troveranno la forza di
rivoluzionare tutto, grazie a nuove “strategie e collaborazioni” e andare alla
conquista di nuovi mondi. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il libro ci invita a scrutare con meraviglia
la straordinaria bellezza dell’ambiente che ci circonda. Siano i pioppi che si piegano
al vento sugli argini del Secchia o gli occhi di un cane bisognoso d’amore.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Tra le pagine incontreremo anche i piccoli
gesti degli uomini. Gli odori famigliari che ci faranno venire l’acquolina in
bocca. L’odore del brodo buono di cappone o di ragù. Il profumo del pane appena
sfornato e quello più delicato dell’abbraccio della nonna che ci schiacciava il
naso sulla camicia di cotone, ancora fresca di bucato e profumata di lavanda. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il libro è arricchito dalle bellissime
fotografie di Alessandro Andreoli, scatti che conquistano per la sua
delicatezza, per la sua capacità di immortalare le piccole cose, ma che rendono
la vita speciale. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">In <i>Voci dall’argine</i> è la Natura che ci
parla con persuasiva dolcezza per chiedere rispetto. La magia e la realtà si
incontrano magicamente.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il racconto che mi è piaciuto di più? “La
lavanda e il congresso delle api” e un altro con protagonista un cane. Però
anche quello dell’albero… ma insomma sono tutti meritevoli del primo posto.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/VOCI-DALL-ARGINE.jpg"  width="573" height="811" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“Cambiare l’acqua ai fiori” la guardiana dei sentimenti di Valerie Perrin ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><i><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5"> </span></i><i class="imTALeft fs14lh1-5">Ho autorizzato il sole a entrare dentro di me per far
scomparire l’ombra dal cuore</i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo si intravedono delle lapidi
sfocate. In primo piano spicca l’acconciatura di una donna, tra i capelli
raccolti, ha delle rose e fiori rosa. <br><br></span></div></div><div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Violette Toussaint è guardiana di un cimitero
di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po' Renée, la protagonista
dell'Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un'apparenza sciatta
una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro
cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna,
solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre
pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato
da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente
scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino
nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose
prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e
morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso
incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di
Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di
esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall'ordinario all'eccentrico,
dal grigio a tutti i colori dell'arcobaleno.</span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><i><span class="fs12lh1-5">"</span><span class="fs14lh1-5">Mi tengo dritta, è una mia peculiarità. Non
mi sono mai piegata, neanche nei periodi di maggior dolore. Spesso mi chiedono
se abbia fatto danza classica. Rispondo di no, che è stata la quotidianità a
darmi una disciplina, a farmi allenare ogni giorno alla sbarra e sulle
punte".</span></i></div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Una trama che mi ha rapito.<span class="cf2"> </span>È complicato recensire questo libro, ogni personaggio
merita di essere citato. Continuo a cancellare ogni pensiero perchè non voglio
anticiparvi particolari, non posso togliervi il piacere della lettura. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Così ho deciso che mi limiterò a parlarvi della
struttura del libro. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">I capitoli
del romanzo sono ben 94, tutti brevi e tutti introdotti da una frase poetica
che accompagna il cuore alla lettura. Ogni frase introduttiva è una carezza,
una sorta di dedica ai defunti. Tra un capitolo e l’altro sono molte le storie <span class="cf3">srotolate</span>, con passaggi
temporali dal presente al passato, in una lunga storia che parla di vita, di
morte e di amore. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Tanto amore. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mi sono sorpresa, commossa, divertita, in questo vortice di
storie, così ricche di eventi e mi sono affezionata a diversi personaggi. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice mi ha mostrato a guardare con dolcezza l’oltretomba che
è parte integrante della nostra vita. Ma è soprattutto Violette, la
protagonista, che coltiva rose per i suoi defunti, ad avermi incantato con la
sua forza d’animo, la sua operosa saggezza, la sua gioia di vivere, la sua
capacità di ascoltare e capire gli altri, la sua voglia di farcela nutrendosi
di bellezza.<br>
A braccetto con lei mi avventuro sui vialetti del cimitero, ci fermiamo a
parlare con donne e uomini che hanno vissuto avventure di ogni tipo, i cari venuti
a mancare diventati amici quotidiani. E poi tra le pagine aspetto che Violette
mi sveli il segreto che si porta dentro da tanto…</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Basta mi
fermo, vi sto svelando troppo. Questo libro merita di essere letto con la pace
della sera e vi garantisco che nemmeno il sonno vi distoglierà dalla lettura,
farete fatica a chiudere il libro.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5"> </i></div>

<div><i class="fs14lh1-5">"Se la vita è solo un passaggio, almeno su
questo passaggio seminiamo fiori".</i></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf4">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/CAMBIARE-L-ACQA-AIFIORI.jpg"  width="600" height="938" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Elena Pigozzi con “La signora dell’acqua” ci racconta i valori antichi]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">LA SIGNORA DELL'ACQUA</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><i> &nbsp;</i></span><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">“Trova la voce per far emergere i tuoi talenti”</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> </span><i class="fs14lh1-5"><span class="imTALeft">Impara dall’acqua. </span><span class="imTALeft">Non opporti agli ostacoli, ma vai avanti, scorri fino a superarli, come fa lei.</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="imTALeft fs14lh1-5"><i>Se necessario, aggirali.</i></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i><b></b></i></span></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><span class="fs14lh1-5">Una donna seduta su un prato di margherite ha il viso risolto verso una casa bianca che si trova sull’altra sponda del fiume. Il resto del paesaggio è offuscato dai fiori e rami penzolanti di un glicine</span></div> &nbsp;<div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div></div></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">Sul fianco di una montagna, affacciata sul lago, in un luogo dimenticato e nascosto tra la provincia di Trento e di Verona, c'è una casa bianca. Da lontano, quando il sole illumina i muri, sembra una perla o una conchiglia, appoggiata per caso in quel luogo impervio. È lì che Giovanni ha deciso di costruire con i pochi soldi portati a casa dopo gli anni nella <i>Merica</i> ed è lì che ora Sara, sua nipote, ha fatto ritorno dopo molti anni di assenza, perché la casa è in pericolo, al suo posto vogliono costruire un'autostrada, e Sara non può permetterlo. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">In quella casa, infatti, si sono intrecciati i destini di Giovanni e della moglie Ines, le vite brevi di Erminia, Maria, Giuseppe e degli altri fino a Italia e a Sara. E, soprattutto, è lì che Sara ha ricevuto il dono che si tramanda nella loro famiglia, il dono dell'acqua. Come Giovanni, anche Sara sente l'acqua e sa come e dove trovarla, avvertendo con la forcella di salice la vibrazione che indica quale sia il luogo. I doni, però, come le ha sempre ricordato suo nonno, sono croci da accettare e da sopportare. E così è stato per lei che in un pozzo ha perso l'amore della sua vita. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ora che è tornata a casa, è giunto per Sara il momento di ripercorrere tutta la storia familiare che ha condotto fino a lei, una storia di risvegli e di ritorni, di ferite che segnano, di madri e figlie che si scelgono, di un continuo mutare che poi sempre riporta a casa. E, in particolare, di quel dono amato e odiato. Quello sarà il suo lascito per la figlia Mirta, a cui spera di riavvicinarsi, e sarà il suo modo per mettere in salvo l'amata casa.verse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile.<b></b></span></div></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo inizia con l’albero genealogico di Mirta.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">E sarà proprio la mamma di Mirta, Sara, la voce narrante di questo romanzo. Sara ritorna nella casa di famiglia, in quel luogo incantato dove il suo dono <span class="cf2">della </span>rabdomanzia ebbe origine, per evitarne la demolizione. Sara all’interno della casa avverte lo scorrere dell’acqua nelle fondamenta e segue le voci che l’acqua le consegna e ci narrerà tutte le storie di chi in quella casa ha vissuto e come lei ha dovuto confrontarsi con la sua natura.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Da giorni non dormo per via delle voci. Credo siano suoni imbrigliati alle pareti, che la casa restituisce con l’oscurità. È l’acqua che scorre sotto: vengono da lì e raggiungono le fondamenta.”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Nonostante le protagoniste sembrino solo due, Sara e Mirta, in verità ci troviamo di fronte a una storia familiare che attraversa decenni, partendo dal nonno Giovanni fino ad arrivare alla sua pronipote Mirta. Una famiglia numerosa, quella da cui parte tutta la storia, che vede in Giovanni e Ines i capostipiti di quattro generazioni che dovranno affrontare numerosi dolori, due guerre, svariate perdite, ma che conosceranno anche l’amore delicato, spesso sfortunato, che segnerà per sempre le vite di tutti loro.<i></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5">I ricordi sono come l’acqua che procedono seguendo il movimento delle onde, scivolano in alcuni punti, si soffermano in altri e spesso tornano indietro per ripartire dall’inizio.</span></div><br><div><i class="fs14lh1-5">“Con la mano sulla porta ho la certezza di riconoscere il rumore di un respiro. Accosto meglio l’orecchio e la voce si fa nitida, il respiro battito, e l’alito caldo.”</i><br></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"><em>Elena Pigozzi ci regala</em><em> </em>un romanzo intenso, la sua scrittura è delicata e con scrupolo si sofferma a descrivere i sentimenti dei suoi protagonisti. La narrazione ha continui salti temporali tra il presente di Sara e Mirta, e i flashback con cui l’autrice svela poco alla volta le vicende che hanno portato alla costruzione della casa bianca, che farà da sfondo a tutta la loro storia.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questo romanzo mette in evidenza quanto sia preziosa l’acqua che va cercata, difesa e preservata. Nello scorrere delle pagine ho avvertito un inno alla vita di cui l’acqua è il simbolo.</span></div><span class="fs14lh1-5">La vita è come l’acqua del fiume scorre e solca i nostri ricordi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTARight fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span></div><div class="imTARight"><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/la-signora-dell-acqua.jpg"  width="443" height="679" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Khaled Hosseini ci racconta l’intreccio di due destini in MILLE SPLENDIDI SOLI]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">MILLE SPLENDIDI SOLI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><i> &nbsp;<span class="imTALeft">"</span><span class="imTALeft">La notte riflette i pensieri sulle acque azzurre”</span></i></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><i class="imTACenter fs12lh1-5">Il giorno illumina gli occhi, la notte illumina i pensieri.</i></div><div class="imTACenter"><b></b></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><span class="fs14lh1-5">Una donna <span class="cf2">cammina</span> su un terreno arrido. Una donna avvolta dalle tonalità del giallo, che evocano il deserto. Porta la sua mano destra sul viso, forse per asciugare il sudore o le lacrime, oppure è solo pensierosa. La sua camminata è decisa e lo si percepisce dal busto eretto, non inclinato.</span></div></div></div> &nbsp;<div> </div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div><div><span class="fs14lh1-5">A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua "kolba" di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l'arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una "harami", una bastarda, e sarebbe un'umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L'unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell'aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile.</span><b></b></div></div> &nbsp;<div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni</b><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il titolo è tratto dai versi del poeta Saib-Tabrizi che scrisse a proposito di Kabul: «Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.»</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questa è una storia piena di dolore ma anche di coraggio e di rivincita, due donne legate dal destino in una Kabul martoriata dai conflitti bellici e dalla supremazia dei Talebani.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>“Mariam aveva cinque anni la prima volta che sentì la parola Harami. (Bastarda)”</i></span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Mariam è la figlia illegittima di Jalil un ricco benestante e della sua serva, Nana. A soli quindici anni, Mariam comprende che lei è una nullità, è niente agli occhi del mondo. Così le aveva detto tante volte sua madre. E capisce che l’unica cosa che deve imparare è la sopportazione, e piegare la testa davanti alla volontà paterna di farle sposare un anziano calzolaio di Kabul: Rashid un uomo brutale e irascibile che la userà come uno straccio per pulirsi i piedi, maltrattandola con l’accusa di non essere fertile e per questo la punisce in mille modi.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><i class="fs14lh1-5">Rashid si sedette sul letto accanto a Laila, con mosse enfatiche sciolse lentamente il nastrino, aprì la scatolette e ne estrasse delicatamente l’anello. Le fece sapere che, per acquistarlo, aveva venduto la vecchia fede di Mariam.</i></div><span class="fs14lh1-5">Mariam e Laila nate a distanza di una generazione, e con idee molto diverse. </span><span class="fs14lh1-5 cf2">La guerra e la morte le hanno costrette a condividere un destino comune. </span><span class="fs14lh1-5">Queste due donne mentre sono obbligate ad affrontare i pericoli che le circondano sia nella loro casa che per le strade di Kabul, danno vita a un rapporto che le rende sorelle e che alla fine cambierà il corso delle loro vita.</span> <div><span class="fs14lh1-5">L’autore, Khaled Hosseini, è nato a Kabul, conosce bene questa terra, e in questo romanzo ne racconta le mille sfaccettature. Apre a noi occidentali una finestra per mostrarci cosa significa nascere in Afghanistan e lo fa con una prosa semplice, diretta, non si limita a raccontare e basta, ci sbatte in faccia la realtà.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Hosseini con una straordinaria sensibilità ci racconta una storia tutta al femminile, simbolo della dura realtà delle donne in quel Paese, sottomesse alla volontà maschile e maschilista e private dei più basilari diritti.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">È un romanzo meraviglioso perché alla fine la vittoria dell’amore sull’odio, il risveglio del sogno di una vita migliore, la voglia di amare, conducono a un finale che solleva la nostra anima e ci allarga il cuore.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">“…quando questa guerra sarà finita, l’Afghanistan avrà forse più bisogno di donne che di uomini. Perché una società non ha nessuna possibilità di progredire se le donne sono ignoranti”.</span><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Un libro che non dimenticherò.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/mille-splendidi-soli.jpg"  width="467" height="731" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 08:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ “Un’effimera illusione” una sorte di doppia vita scritta da Gina Cambareri ]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">UN'EFFIMERA ILLUSIONE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5">In attesa del suo
destino lei non demorde e alloggia nella realtà.</span></i></div>

<div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5">Volere è potere, ma non è così scontato. </span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5">A
volte bisogna attendere le occasioni che il destino ha in serbo per te e nel
mentre si deve andare avanti.</span></div><div class="imTACenter"><b></b></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><span class="fs14lh1-5">La copertina ci mette in mostra due ragazze, una con i
capelli biondi e lisci, l’altra mora e riccia. Sullo sfondo due città diverse.
Cosa le unirà? Questa è la domanda che mi sono posta</span><br></div></div> &nbsp;<div> </div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div>Il romanzo,
a capitoli alterni, narra le vicissitudini avvenute in epoche e luoghi diversi,
dal 1943 ad oggi, affrontate dalle due protagoniste, Ginevra e sua nonna
Giovanna, detta Gio’, legate tra loro da un profondo legame di affetto. Le
storie parallele delle due donne si rivelano, per Ginevra, attraverso la
scoperta nel 2019 a Verona del duplice omicidio della madre Rosa e della nonna
Gio’, avvenuto nella loro abitazione. Ginevra si sente moralmente responsabile,
perché non si era recata immediatamente a casa delle stesse, a seguito di una
preoccupante chiamata da parte della madre. Un messaggio sul suo cellulare,
infatti, la fa deviare verso l'aeroporto per riabbracciare Vittorio, sua
vecchia fiamma; insieme a lui trascorre diverse ore, fino a quando riceve una
nuova telefonata della madre: «Ci stanno uccidendo…» Nel capitolo successivo ci
troviamo, invece, nel 1943, in un paesino della Calabria, in chiesa, dove
Giovanna, ormai vedova, sposa per procura un americano che neppure conosce.
Questo per avere la possibilità di emigrare a New York, grazie all’aiuto del
parroco don Fulgenzio, e sfuggire alle persecuzioni razziali degli ebrei, da
parte del regime fascista.</div>

<div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni</b><br></div><div><div><i class="fs14lh1-5">“Continuo a vagare per la casa alla ricerca,
smaniosa, di qualcosa o meglio di qualcuno, ma so che, pur aprendo tutte le
porte ed entrando in tutte le stanze, non riuscirò a ritrovare più il mio
mondo.”</i></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice con il primo capitolo, personalmente
lo considero il prologo, si diverte a farci credere che stiamo per leggere un
giallo, ci aspettiamo un’indagine con tanto di polizia, invece nulla di tutto
ciò. O meglio, c’è un doppio omicidio, la mamma e la nonna di Ginevra sono
state assassinate e solo alla fine scopriremo il perché e chi ha commesso i
delitti.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">L’autrice, Gina Cambareri,
con maestria ha dato voce a due storie, a due archi temporali differenti, i
capitoli si alternano tra le due protagoniste: Ginevra e sua nonna Giovanna. </span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo inizia ai
giorni nostri con Ginevra, donna insoddisfatta, è una dottoressa, è sposata con
due figli, ma il suo matrimonio non è perfetto. Il suo cuore continua a sentire
il richiamo di Vittorio. Lei più volte si sente in colpa per questo suo
sentimento, ma il destino le darà la giusta soluzione.</span></div>

<div><i class="fs14lh1-5">“L’ultimo passaggio,
penso ingenuamente che sia la rasatura dei capelli, l’ultimo modo per farci
sembrare tutte uguali, in realtà, mi sbaglio perché manca l’ultimo gesto di
crudeltà, cioè l’incisione, sul nostro braccio, di un numero identificativo.”</i><br></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Con Giovanna, l’altra protagonista, ebrea,
nonché la nonna di Ginevra, ci troveremo nel passato precisamente durante la
Seconda guerra mondiale. Una donna forte che per il bene dei propri figli ha
trovato la forza di rimanere viva e superare il male vissuto ad Auschwitz. Alla
fine, sarà un uomo a salvarla da quel tunnel: Victor.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Vittorio e Victor, anche voi avrete notato la
fatalità dei nomi. Il passato che ritorna e chiude i cerchi e… mi fermo per non
spoilerare.</span></div>

<div><span class="fs14lh1-5">Mi ha colpito il modo in cui l’autrice ha
gestito la narrazione di queste due protagoniste, alternando i capitoli ha
creato una dose di curiosità che mi portava a iniziare la lettura del nuovo
capitolo. </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf2">B… come Buona lettura.</span><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/un-effimera-illusione.jpg"  width="500" height="714" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 08:06:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Felicia Kingsley ci dona una lettura spassosa con “STRONZE SI NASCE”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">STRONZE SI NASCE</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTALeft"><i><span class="fs14lh1-5">Lodi a chi usa la tenerezza per respingere la rabbia. </span></i><br><span class="fs14lh1-5">Ma quanto è bella la delicatezza per respingere la rabbia</span><i><span class="fs14lh1-5">.</span></i></span></div><div class="imTACenter"><b></b></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><div><span class="fs14lh1-5">Una copertina stilizzata e semplice. Sullo sfondo bianco, in primo piano appare una donna dal portamento vanitoso, e il suo vestito rosso spicca e attira il nostro sguardo. In secondo piano, dietro al gomito della prima, tre donne con abiti rigorosamente neri e dal loro atteggiamento trasuda l’invidia.</span><br></div></div></div> &nbsp;<div> </div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div>Allegra Hill è brillante, onesta e altruista. Ma anche un'eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c'è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po'. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkle Jones. Non solo la vita di Sparkle è perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutta per sé e un lavoro nell'agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un'altra luce… E tutto questo proprio quando l'incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sparigliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l'ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno!</div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni:</b><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo inizia con l’identikit della stronza, una semplice pagina, dalla quale emerge fin da subito l’ironia dell’autrice e la saggezza. Due caratteristiche non semplici da inserire nella scrittura.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">… La stronza piace perché tutti vorrebbero essere lei anche solo per un giorno, perché induce le persone a fantasticare su come sia la sua vita, a domandarsi che sapore abbia vincere sempre.</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Bene o male abbiamo avuto tutte la nostra spina nel fianco, quella che riesce sempre a ottenere tutto ciò che vuole senza fatica e per di più a scapito nostro. E alla fine desideriamo essere come lei, ma stronze si nasce non si diventa.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Allegra, la protagonista, è brillante, ma ha un ombra che la perseguita: è un eterna seconda. La sua vita la porta a scontrarsi sempre con Sparkle, la grande stronza che con vari raggiri le strappa sempre il primo posto, prima tra i banchi di scuola e poi al lavoro. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">In questo romanzo si intrecciano tutti gli ingredienti, dai più pepati ai più dolci: conflitti, intrighi, rivalità, gelosie, rotture, situazioni complicate e alcune a temperature elevate… non manca l’amore e neanche il romanticismo.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Tra i vari protagonisti che ruotano intorno alla protagonista c’è Dots, l’amica d’infanzia di Allegra, all’inizio mi era simpatica, ma scorrendo le pagine ha perso il mio apprezzamento. Si è rivelata un’amica scadente, quella sempre pronta a giudicare senza conoscere la verità. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Nella mia libreria ho uno spazio dedicato ai romanzi divertenti, da leggere in quei periodi pesanti in cui vuoi ridere, e il romanzo<i> Stronze si nasce</i> si colloca perfettamente tra i libri spassosi.<br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">È il primo libro che leggo di quest’autrice e, non lo nego, ne leggerò altri perché con toni ironici è riuscita a smantellare l’olimpo delle stronze.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>“Nessuna pianificazione, per quanto attenta, potrà mai sostituire una bella botta di culo”</i></span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Dobbiamo perdonare i nostri amici, ma non prima di impiccarli”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Troverete un <span class="cf2">pot-pourri</span><em><span class="cf2"> </span></em>di frasi che vi porteranno a ridere e a riflettere.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf3">B… come Buona lettura.</span><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/STRONZE-SI-NASCE.jpg"  width="361" height="542" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ABBRACCIAMI di Gianfranco Iovino]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">ABBRACCIAMI</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><i class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">La teoria dice che la logica sia la direzione per trovare la soluzione. <br>Ma nessuno spiega come fare quando la soluzione non incontra l’idea.</span></i></div><div class="imTACenter"><b></b></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br></span><div><span class="fs14lh1-5">Un'immagine significativa: un ragazzo con un balzo stacca i piedi da terra. Le braccia sono aperte e rivolte al cielo. La copertina mi porta a riflettere sul salto perché è un movimento che si compie in precise situazioni. Questo staccare i piedi per terra sarà da considerarsi come il simbolo di una esultanza positiva? Oppure come un atto estremo il ragazzo si sta gettando nel vuoto?</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Sullo sfondo i pini, che con la loro altezza danno slancio a quel salto rendendolo elevato. La curiosità di sapere dove lo porterà quel salto è tanta.</span></div></div> &nbsp;<div> </div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><div>Quella che state per leggere è la mia storia, quella di Andrea Stefani, un ragazzo di diciassette anni, studente, che vive sull’isola di Procida. Ho due amiche del cuore con le quali condivido il mio tempo libero perché siamo così diversi da completarci alla perfezione, riuscendo ad alleggerirci a vicenda i pesi della nostra età, che porta con sé tante frustrazioni e disagi esistenziali. Poi c’è lui, Antonio, il mio faro illuminante, sempre disposto ad ascoltarmi, incoraggiarmi e, se mi vede troppo triste e deluso, difendermi attraverso quello che resta il gesto più avvolgente e protettivo che conosca: l’abbraccio! Non posso però, lasciarvi alla lettura senza prima prepararvi al Mocio, un mio coetaneo perfido e spregevole, che mi sta rendendo la vita un vero inferno dal quale non riesco a scappare e rischio di bruciarmi per sempre. La mia storia è quella di tanti, troppi altri ragazzi come me, che vivono la propria esistenza a stretto contatto con il bullismo, che lascia segni dolorosi sul cuore e nell’anima… incancellabili a vita!</div></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni</b><br></div><div><div><span class="fs14lh1-5"><i>«</i><i>Ha bisogno di qualcosa?</i><i>»</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il romanzo inizia con questa domanda e la bravura dell’autore è racchiusa in questa breve frase, perché la risposta è rimasta sospesa per tutta la durata del romanzo, solo alla fine la mia curiosità è stata appagata. Vorrei svelarvi qualche particolare, ma vi toglierei il gusto della lettura.</span></div> <div><i class="fs14lh1-5">…non piacerebbe anche a voi conoscere chi gestisce le fatalità e le combinazioni della vita, facendo sì che si presentino sempre diverse da quelle che desidereresti?</i></div><div><span class="fs14lh1-5">È un romanzo scritto in prima persona e questo stile di scrittura crea subito un legame diretto: </span><span class="fs14lh1-5">siamo uno di fronte l'altro, io lettrice e Andrea il protagonista del libro. Andrea mi parla e si confida raccontandomi a ruota libera senza seguire un ordine temporale, ma ogni capitolo mi dona qualcosa di sé stesso. Mi racconta della bellissima Procida, delle sue due amiche, dei suoi genitori, del suo rapporto con sua sorella e ovviamente del suo grande amore non corrisposto o forse sì. <br>“Abbracciami” è una storia molto realistica, in cui qualsiasi adolescente può identificarsi almeno in parte e in cui qualsiasi adulto può ritrovare qualche similitudine con i propri figli o figlie. <br>L’adolescenza bene o male ha i suoi effetti e tutti ci siamo passati.</span></div><div><i class="fs14lh1-5">… mi chiedo cosa ho fatto di male per meritarmi di iniziare una nuova mattina con davanti la sagoma irriverente di Gerardo Grimaldi, al secolo il Mocio, che se solo mi sentisse chiamarlo così mi strapperebbe gli occhi dalla rabbia.</i></div><span class="fs14lh1-5">Il Mocio è l’antagonista, vi garantisco che è veramente antipatico, a un certo punto ho desiderato che intervenisse mia nonna con il battipanni a dargli una lezione.</span><br><div><span class="fs14lh1-5">Chi è il mentore di Andrea? Il signor Antonio, un anziano che soggiorna in una casa di riposo. Antonio con la sua saggezza e i suoi modi garbati è entrato nel mio cuore. Tutti avremmo bisogno di incontrare un tipo come lui, soprattutto i bulli, perché sono certa che smetterebbero di esistere. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Anche questa volta l’autore Gianfranco Iovino non si smentisce andando alla ricerca di argomenti speciali, la trama ruota intorno al bullismo e con il suo stile di scrittura ci accompagna lungo le pagine alternando la giusta dose di angoscia con dosi di toni allegri quando servono, senza mai esagerare.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ho apprezzato il finale, particolare e non scontato, ma anche tutta la lettura, che con i diversi colpi di scena mi ha tenuta inchiodata alle pagine, anzi alla voce narrante di Andrea a tal punto che ho terminato la lettura in soli tre giorni.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il mio personaggio preferito? Ma come non l’avete capito? Ovviamente il signor Antonio e dovete assolutamente conoscerlo e poi fatemi sapere il vostro parere.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il titolo azzeccatissimo, in diversi episodi vi ritroverete a desiderare quell’abbraccio.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">L’ultimo mio pensiero va a loro: cari bulli, se siete veramente temerari, se siete veramente tosti abbiate il coraggio di leggere questo libro.</span></div> <div><span class="fs14lh1-5"><i>PS: I proventi del diritto d’autore sono devoluti all’Associazione di Promozione Sociale “GLI INVISIBILI” per sostenere progetti, iniziative e campagne di educazione scolastica contro il bullismo.</i></span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf2">B… come Buona lettura.</span><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.gianfrancoiovino.it/abbracciami.html" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Abbracciami.jpg"  width="444" height="671" /></a><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 21:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Marilena Boccola ci trasporta nel “Ricordo di un’estate”]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=B..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[B... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">Ricordo di un'estate</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><div><i><span class="fs14lh1-5">Il dopo fa perdere l’occasione. Il momento più adatto sta nell’iniziare a scandire il coraggio.</span></i></div> &nbsp;<span class="fs14lh1-5">L’esitazione porta ai rimpianti. Ma bisogna avere il coraggio di capire quando è opportuno andare oltre.</span></div><div class="imTACenter"><b></b></div><div><hr class="imTACenter"></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><b><span class="fs16lh1-5"> </span></b></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: </span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Tra il gelsomino (l’immagine mi ricorda il gelsomino, non sono una esperta di fiori) spicca il volto di una ragazza semplice, senza trucco, il suo sguardo è perso nel vuoto oppure è assorto a guardare qualcosa, qualcuno? Una copertina misteriosa.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div> <div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div> <div>Estate 1986. Margherita è un'adolescente di provincia, timida e introversa, che vive in un paesino della pianura padana sulle rive del Mincio, tra il fiume e le colline. In bilico tra la nostalgia per l'infanzia ormai finita e l'aspettativa della giovinezza in procinto di sbocciare, Margherita si immerge nel futuro curiosa e confusa. Sulle ruote della bici, lungo i polverosi sentieri di campagna e immersa nel profumo della robinia, Margherita scoprirà la nuova sé stessa che sta crescendo, sospesa tra i moti del cuore, le prime cotte, le controversie con i genitori, le piccole trasgressioni e nuovi orizzonti. Ma presto incontrerà anche il lato oscuro della vita, il dilemma della morte e lo svanire delle rassicuranti illusioni dell'infanzia. Sullo sfondo, la natura, con i suoi campi di granoturco, l'odore del fieno, il frinire delle cicale e i garriti delle rondini.</div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni</b></div><div><span class="fs14lh1-5">Questo libro l’ho letto con due punti di vista differenti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Nel primo è uscito il mio IO adolescente, la lettura mi ha riportato indietro fino ai miei quindici anni proprio come quelli di Margherita. Mi sono ritrovata nella protagonista, più volte durante la lettura mi dicevo “anch’io”, con la sua passione per la lettura, con le regole da rispettare altrimenti la punizione era inevitabile, gli orari serali peggio di Cenerentola tanto da farti sentire la “sfigata”. </span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Vivevo ogni restrizione con insofferenza, ma cosa potevo farci, in fondo non avevo nemmeno quindici anni, eppure la mia sete di libertà, la mia voglia di dispiegare le ali e volare via, senza più lacci né catene, si facevano sentire con assoluta urgenza”. </i></div><div><span class="fs14lh1-5">Margherita è come un fiore appena sbocciato, il nome non è una fatalità, la protagonista infatti è una ragazza semplice, cerca di non deludere nessuno, ma il suo cuore scalpita per Vittorio che la porterà a trasgredire le regole. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Scagli la prima pietra chi non ha mai violato qualche divieto famigliare? </span></div><div><i class="fs14lh1-5">“Sfidando l’ignoto. È così che si fanno le grandi scoperte”</i></div><span class="fs14lh1-5">Il secondo punto di vista ovviamente è quello da IO genitore. Essere genitore di un adolescente non è semplice, noi agli occhi dei figli siamo i cattivi, quelli che non comprendono, ma proprio perché ci siamo passati sappiamo che certe regole sono fondamentali per la crescita. Ogni cosa richiede il suo tempo. L’esempio dei genitori di Margherita è un valido supporto morale per tutti i genitori che si trovano ad affrontare questo periodo di passaggio con i propri figli, a dover battagliare su ogni piccola questione, dai vestiti troppi vistosi fino agli orari di rientro.</span><div>Nel finale, l’autrice Marilena Boccola con un salto temporale, ci fa trovare Margherita adulta che dopo aver incontrato per caso Vittorio il suo primo grande amore, ricorda quell’estate del 1986 e riflette su come le abbia cambiato la strada della sua vita. </div> &nbsp;<div>L’autrice durante la narrazione ci farà intonare alcune canzoni che, alla fine, ci fornirà l’elenco dei brani nominati nel libro, e anche, l’elenco dei libri citati da Margherita nel romanzo. Tra questi menziona <em><span class="ff1">Il giovane Holden</span></em> di J.D. Salinger, decisamente un vero romanzo di formazione.</div><div><span class="fs12lh1-5">Molti personaggi fanno da sfondo a questo delicato romanzo e tra questi non posso non menzionare il signor Lino, il bibliotecario, che ha sempre il consiglio giusto per Margherita divoratrice di libri.</span></div><span class="fs12lh1-5">Se non vi ho ancora convinto su questo romanzo, vi dichiaro l’ultima cosa: le pagine di questo libro hanno gli stessi semplici ingredienti delle polpette col sugo.</span><br><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div> </div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf2">B come Buona Lettura!</span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/ricordo-di-un-estate.jpg"  width="447" height="670" /><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_fwqc5t3c.jpg"  width="193" height="130" /></a></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 19:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=B..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[B... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">L'Acqua del lago non è mai dolce</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><i class="imTACenter fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">La distanza è scomoda e spaventa, ma non c’è niente di più bello che accorciarla!</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="imTACenter fs14lh1-5">Più ti allontani più gli oggetti diventano piccoli davanti agli occhi, ma il cuore non vede la distanza.</span></div><div class="imTACenter"><b></b></div><div><hr class="imTACenter"></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><b><span class="fs16lh1-5"> </span></b></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nella stanza c’è una ragazza triste seduta su un letto. Il pavimento non si vede perché è coperto dall’acqua. In quest’immagine cupa i pesci hanno la capacità di emanare tranquillità, nuotano lenti non sono disorientati, non sono spaventati.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span> <div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div> <span class="fs14lh1-5">Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d'acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall'indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune; eppure, vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subito Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c'è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un'esistenza priva di orizzonti.</span><br> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni</b></div>"<i class="fs14lh1-5">Per crescere bisogna faticare, non si è fanciulli a lungo, non verrai difeso, accudito, abbeverato, ripulito, salvato per sempre, arriva il momento in cui tocca a te stare al mondo, e questo è il mio.”</i><br> <span class="fs14lh1-5">Vi ho riportato questa frase per mostrarvi lo stile di scrittura dell’autrice. Spesso troverete elenchi di azioni come se srotolasse una pellicola.</span><br><div><span class="fs14lh1-5">La protagonista vive in condizioni diverse rispetto ai suoi compagni a causa della povertà. La mamma, una donna forte che non si scoraggia e pensa al mantenimento dei quattro figli e del marito. I mobili sono creati con i cartoni dei supermercati. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">La prima inadeguatezza Gaia la subisce propri dalla mamma quando le taglia i capelli. Quel taglio </span><span class="fs14lh1-5">mette in mostra le sue orecchie che i compagni giudicano goffe, gigantesche e sono inevitabili le prime prese in giro. Fu così che iniziò la sua battaglia di sopravvivenza. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ma, non lasciatevi ingannare la nostra protagonista non è una ragazza che subisce. Lei scalpita come un cavallo e alla violenza risponde con la violenza.</span><br></div><div><i class="fs14lh1-5">“Io sono stata un cigno, mi hanno portato fuori, mi sono voluta accomodare a forza, e poi ho molestato, scalciato e fatto bagarre anche contro chi s’avvicinava con il suo tozzo di pane duro, la sua elemosina d’amore.”</i></div><div><span class="fs14lh1-5">Più volte durante il racconto ci imbatteremo nella furia cattiva di Gaia ed è proprio qui che salta fuori la maestria dell’autrice perché ha strutturato la trama in modo tale che alla fine la perdoneremo.</span></div><div> </div><div><span class="fs14lh1-5">Giulia Caminito ha dato vita a un romanzo ancorato nella realtà di una famiglia e la sua scrittura spigolosa ci mostra l’inquietudine della vita. Il lago è una sorta di specchio magico: sul fondo, insieme al presepe sommerso vediamo la giovinezza.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>… noi non abbiamo la televisione ma solo una radio, l’unico passatempo è la lettura ....</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Noi non abbiamo i cellulari, non abbiamo la televisione, non abbiamo un computer, noi senza mezzi.</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>… non so a chi confessare che ci manca la televisione e che viviamo solo di radiodrammi, romanzi a puntate sulle riviste e libri….</i></span></div><div><em class="fs14lh1-5">Queste frasi e tante altre nel troverete tra le pagine come se l’autrice, Giulia Caminito, volesse farci ragionare: quante volte abbiamo dato per scontato il televisore o altri oggetti? Prima di gettare per acquistare quello di nuova generazione soffermiamoci e doniamo a chi non può permetterselo. </em></div><div><span class="fs14lh1-5">Prima di iniziare a leggere questo libro vi consiglio di accantonare il cuore. Il finale devo ammetterlo personalmente mi ha un pochino deluso, nel senso che, mi ha lasciato alcune parentesi aperte. Questo è un mio parere, ma forse l’autrice voleva proprio questo effetto. &nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Il papà è il mio personaggio preferito perché nonostante la sua condizione che lo obbliga a stare su una sedia a rotelle ci insegna a adeguarci alla vita e non lasciarci prendere dalla rabbia. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Sono curiosa di sapere le vostre impressioni su questo libro.</span></div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div> </div><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf2">B come Buona Lettura!</span></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/1f5abf5bc0da40279175b7e04dfe021a.jpg"  width="442" height="618" /><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2"><br></span></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_fwqc5t3c.jpg"  width="193" height="130" /></a></div><div class="imTARight"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 19:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Paola Peretti e la distanza tra il suo buio e un ciliegio]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=b..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[b... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5">Caviardage di <span class="cf1">La distanza tra me e il ciliegio</span></span></b></div><div class="imTACenter"><b><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><i class="imTACenter fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">Al buio punta l’orecchio per sentire la voce del cuore</span></i></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTACenter fs14lh1-5">La vocina del cuore illumina sempre la giusta direzione.</span></div><div class="imTACenter"><b></b></div><div class="imTACenter"><hr><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa ci svela la copertina</b>: <br>In primo piano fanno capolino alcuni rami di ciliegio pieni di fiori che evocano la primavera e la forza della natura che prosegue il suo viaggio. Nella copertina spicca il colore del cielo che non è azzurro, ma ha una tonalità intensa come il colore ottanio. Questa nuance ha un forte potere rilassante che allevia i conflitti interiori e allontana lo stress.</span></div> &nbsp;<div> </div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Trama</b>:</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Mafalda ha nove anni, indossa un paio di spessi occhiali gialli e conosce a memoria “Il barone rampante” di Italo Calvino. Scappa dai professori arrampicandosi sul ciliegio all’entrata della scuola insieme a Ottimo Turcaret, il fedele gatto che la segue ovunque. Su quel ciliegio, sogna perfino di andarci a vivere, ma tra pochi mesi non lo potrà più vedere perché i suoi occhi si stanno spegnendo e un po’ alla volta, giorno dopo giorno, diventerà cieca. È una bambina curiosa e l’idea di rimanere al buio la spaventa: per questo tiene un diario in cui annota le cose che non potrà più fare, come contare le stelle e giocare a calcio con Filippo, il bullo della classe che parla solo con lei. Grazie all’aiuto della sua famiglia e dei suoi amici, Mafalda capisce che un altro modo di vedere è possibile. Impara a misurare la distanza dal ciliegio accompagnata dal profumo dei fiori e comincia a scrivere un nuovo elenco: quello delle cose a cui tiene e che riesce ancora a fare.</span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs14lh1-5">Le mie considerazioni</b></div><div><span class="fs14lh1-5"><em>“Tutti i bambini hanno paura del buio. Io ho paura solo del mio buio, quello che ho dentro gli occhi”.</em><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">In questo romanzo l’autrice usa l’io narrante della protagonista: Mafalda, una bambina di nove anni che ama le storie fino al punto di impararle a memoria, come ha fatto con “Il barone rampante”. E proprio da questo libro Mafalda tira fuori il suo amico immaginario al quale si confida e chiede consigli. E, come Cosimo, l’avventuroso intrepido personaggio di Italo Calvino, la bambina ama arrampicarsi sul vecchio ciliegio che si erge a una certa distanza davanti alla scuola. <em></em></span></div><div><em class="fs14lh1-5">Perché Mafalda è speciale? </em></div><div><em class="fs14lh1-5">Non certo per la sua malattia che la porterà alla cecità, ma per la sua speciale fantasia, per la sua tenera sensibilità e per quella sua spiccata intelligenza. </em></div><div><em class="fs14lh1-5">“Io sono bravissima a giocare a mosca bendata. Lo so che il gioco non si chiama proprio così, ma a me non piace quella parola, cieca.” </em></div><div><span class="fs14lh1-5">Ogni pagina profuma del mondo infantile di Mafalda ed è così ricco di profonde riflessioni da rendere noi lettori partecipi di tante attese, e di tante emozioni, da sentirci chiamati a condividere una serie di esperienze rischiarate quotidianamente da una sequenza di piccole e grandi conquiste. Una fra tutte capire, come Mafalda e come il “Piccolo principe” letto in braille, il valore di ciò che è veramente “essenziale” per la vita. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questa storia mi ha fatto sentire avvolta nella coperta a quadrotti di lana colorata confezionata dalla nonna come regalo di compleanno alla sua nipotina. Ho condiviso il desiderio di farmi una casa sull’albero e di starci per sempre, per sfuggire ai dispiaceri delle cose che vanno storte. Sono stata con lei fino in fondo per vedere se ce la faceva, armata solo del suo coraggio di piccola amazzone, a realizzare il suo desiderio. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Intorno a Mafalda ruotano altri due personaggi molto speciali: Filippo ed Estella. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Chi sono? Due antipatici e scorbutici. No! Sto scherzando! Li metto sulla mia bilancia, quella delle preferenze, e l’ago non pende da nessuna delle due parti, non so quale dei due scegliere. Filippo ed Estella mi hanno insegnato molto. Non mi resta che attendere la vostra bilancia.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><i>“È che quando ti innamori non è che ci vedi meglio, ma hai meno paura di andare a sbattere”</i>.</span></div><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br><span class="fs12lh1-5"> </span><!--[endif]--></div> &nbsp;<div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf2">B… come Buona lettura.</span><em></em></div></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/Paola-Peretti.jpg"  width="424" height="657" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><hr><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/" class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_xsspbe0d.jpg"  width="217" height="146" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Jun 2023 21:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Esploriamo insieme il mondo di MISTRAL di Angela Nanetti]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=B..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[B... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div class="imTACenter"><div><b class="cf1">Caviardage libro </b><b class="cf2">MISTRAL</b></div><div><b class="cf2"><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf3"><i>Un abbagliante sorriso rende tutti felici come la vista del mare azzurro.</i><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf3">Per regalare il buon umore basta veramente poco, un semplice sorriso manifesta e dona serenità. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf3">È vero: il sorriso è contagioso.</span><br></div></div><div><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><br></span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs12lh1-5">: </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un ragazzo a piedi nudi scaglia qualcosa in mare, si intuisce la forza del suo gesto dallo schizzo dell’acqua. Il mare è grigio come il cielo. Che sia l’umore grigio del ragazzo che si rispecchia tutto intorno? In lontananza si vede un isolotto.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Trama</span></b><span class="fs12lh1-5">:</span></div><div>Come il vento il piccolo Mistral si muove solitario all’ombra di un faro, tra le scoscese insenature della sua isola selvaggia.<br> Nessuno riesce a domarne il carattere volitivo ma perennemente dilaniato dai dubbi e dalle incertezze, tranne la solitudine del mare e i mille segreti che si muovono tra le onde.<br> Fino all’incontro con Cloe, piccola straniera che con la sua spregiudicatezza accompagna il protagonista alla scoperta dell’amore.</div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Le mie considerazioni</span></b><b class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div><div><em><span class="ff1">“Subito hai incominciato a urlare come un dannato, più forte del vento, lo giuro! Allora ho pensato che dovessi chiamarti Mistral, perché gli assomigliavi “</span></em></div><div>I genitori di Mistral hanno scelto per lui il nome del vento forte che tirava quando è nato, segnandone la sua strada di vita. Mistral è un bambino con il destino tracciato dovrà &nbsp;vivere a stretto contatto con il mare e le sue tempeste. Vive su un'isola in un'epoca che si sta affacciando alla modernità. I cambiamenti arrivano, come il vento senza bussare, e il padre per motivi di lavoro deve allontanarsi per parecchi mesi.</div><div><i>“Abbi cura dell’isola, adesso è tutta tua”.</i></div><div>Mistral è orgoglioso della sua isola. Ma un giorno arriva Cloe su una barca. La bambina è in vacanza sull'isola e lo fa arrossire. Lei straniera in vacanza, provvista di quella sfacciataggine che Mistral nemmeno sa riconoscere, tanto è lontana dalla sua mentalità. Cloe è il suo contrappeso femminile.</div><div>Ogni anno Cloe ritorna per le vacanze estive e per Mistral ogni anno inizia il periodo dell’attesa dell’estate per poterla rivedere. Cloe così diversa da lui con la sua modernità lo fa piano piano innamorare e da grande gli farà scoprire i primi turbamenti. Mistral è combattuto tra l’amore per l’isola e quello per Cloe che, come un’onda, ha turbato il suo cuore.</div><div>Mistral è forte come il vento, si arrabbia, si dimena, si inquieta e si calma. L’adolescenza in effetti è come il vento, arriva ti scuote, ti scompiglia e poi passa.</div><div><br></div><div>L’autrice <span class="fs14lh1-5"><b>Angela Nanetti</b></span> con il suo protagonista ci regala un susseguirsi di emozioni. Per i ragazzi sarà sicuramente una lettura che li accompagnerà a riflettere e a pensare sui valori dei sentimenti. Per me è stata una dolce lettura, e tra le varie figure mi ritrovo caratterialmente nel personaggio di Ignazia. Chi è Ignazia?</div><div>Forse la nonna, forse la mamma, forse la sorella, forse l’amica o forse la cugina.</div><div>Forse è meglio che... </div><div><br></div><div class="imTARight"><b><span class="fs14lh1-5 cf4"><i>B... come Buona lettura!</i></span></b></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/copertina-MISTRAL.jpg"  width="340" height="549" /><br></div><div> </div><hr><br><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php', null, false)"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_fwqc5t3c.jpg"  width="193" height="130" /></a><br></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><b><span class="fs14lh1-5"> </span></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 Jun 2023 09:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Erika Casali e i suoi DISOBBEDIENTI: la storia che ti lascerà senza fiato!"]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=B..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[B... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><div class="imTACenter"><b class="fs14lh1-5 cf1">Caviardage libro </b><b class="fs14lh1-5 cf2">I DISOBBEDIENTI</b></div><div class="imTACenter"><b class="fs14lh1-5 cf2"><br></b></div><div class="imTACenter"><span class="cf3"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><i class="imTACenter fs12lh1-5">«Corri», mi grida la meta. In un istante infilo i piedi nelle scarpe.</i></span></div><div class="imTACenter"><span class="cf3"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTACenter fs12lh1-5">Per raggiungere gli obiettivi non dobbiamo tentennare, ma essere pronti a muoverci.</span></span></div></div><div class="imTACenter"><hr></div><div><b><span class="fs12lh1-5"><br>Cosa ci svela la copertina</span></b><span class="fs12lh1-5">: </span></div><div><span class="fs12lh1-5">In primo piano c’è una ragazza che cammina tra le macerie con un bambino, non in braccio, ma sulle spalle. La ragazza ha lo sguardo rivolto verso un ragazzo o una ragazza. Dietro quella “felpona” viola chi ci sarà?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Sulla sfondo della copertina si intravede una città avvolta da una cupola.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Trama</span></b><span class="fs12lh1-5">:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Su una Terra distante da noi di pochi anni nel futuro, il governo degli adulti è coercitivo e corrotto, tanto da spingere un gruppo di adolescenti attivisti e ambientalisti, i Disobbedienti, a prendere in mano il proprio destino abbandonando la metropoli. Pieni di speranza e ignari degli oscuri piani tramati dal governo, si trasferiranno in un lembo di terra, concesso loro dai burocrati, dove costruire finalmente una società pacifica e rispettosa dei ritmi naturali. Inizia così l’avventura di Camelia, una ragazza che attraverso il suo diario racconterà gioie e dolori di questo incredibile esperimento. Tra le pagine del romanzo scorrono anche le avventure di Alba, in fuga dalla Scuola per le femmine fertili del futuro insieme al suo fratellino, Agosto.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Le mie considerazioni</span></b><b class="fs14lh1-5"><span class="fs12lh1-5"> </span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Terminato di leggere i primi due capitoli mi sono chiesta: “Ma in quale mondo sono finita?” “L’autrice dove mi sta portando?”</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice, Erika Casali, con maestria ha dato voce a due storie, a due archi temporali differenti, i capitoli si alternano tra le due protagoniste che in comune hanno la stessa età: sedici anni, ma in due epoche diverse.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il romanzo inizia con Alba, una ragazza del futuro che ci porta avanti di circa settanta anni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’autrice è diretta non fa molti preamboli, già dalle prime righe ci comunica che la protagonista Alba ha una missione:</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“Domani è il giorno più importante della mia vita.</span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5">Domani è il giorno per cui sono nata.</span></i></div><div><i><span class="fs12lh1-5">Domani è il giorno dell’inizio.” </span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Con Camelia, l’altra protagonista ci ritroviamo in un futuro più vicino a noi, circa tra dieci anni. Camelia è un’attivista ecologica e fa parte dei disobbedienti. Chi sono i disobbedienti? Un gruppo di ragazzi che vogliono rompere gli schemi per combattere l’inquinamento. Il governo regala a loro un’isola sulla quale vivranno con i loro principi. Non sarà facile, troveranno molte difficoltà perché rinunciare ad esempio all’energia elettrica e ad altre benefici porterà scompiglio nel gruppo.</span></div><div><i><span class="fs12lh1-5">“L’essere umano è stupido, gli piace ripetere gli stessi identici errori più e più volte. Per questo è importante studiare Storia, perché da una minuscola speranza che qualcuno si ricordi qualcosa e metta in guardia gli altri. Che poi riesca a farsi ascoltare è un altro discorso”</span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Il finale è sensazionale, per nulla scontato. E per non togliervi il gusto della lettura non aggiungo altro.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Erika Casali</b></span><span class="fs12lh1-5"> con questo romanzo ci scrolla, almeno io mi sono sentita la terra sotto i piedi che traballava. Quando sentiamo la parola “estinzione” pensiamo subito agli animali, ma il problema è ben più grande noi ci stiamo zappando la nostra estinzione. È un romanzo distopico con ambientazioni e trame ricche di tensioni narrative. Mi sono ritrovata a fare il tifo per Alba e Camelia, ognuna ha dovuto affrontare difficoltà differenti, ma alla fine il mio personaggio preferito è &nbsp;Agosto. Perché? Se ve lo dicessi sarei cattiva, vi toglierei il gusto di questo viaggio.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Non aggiungo altro, il resto se vi va scopritelo voi. Anzi dovete leggerlo!</span></div><div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf4"><b><i>B... come Buona Lettura!</i></b></span></div><div class="imTARight"><span class="fs12lh1-5 cf4"><b><i><br></i></b></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/i-disobbedienti.jpg"  width="393" height="558" /><span class="fs12lh1-5 cf4"><b><i><br></i></b></span></div><hr class="imTACenter"> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"> </span><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php', null, false)"><img class="image-0" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog_j9c2r169.jpg"  width="205" height="138" /></a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 09:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[il perché di questo BLOG]]></title>
			<author><![CDATA[il BLOG di Sabrina Ginocchio]]></author>
			<category domain="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php?category=B..._come_BUONA_lettura"><![CDATA[B... come BUONA lettura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><b class="fs14lh1-5">Perché ho dato vita a questo blog?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">La lettura è una mia grande passione e ho creato questa piccola isola perché voglio condividere con voi le mie impressioni e opinioni, nella speranza di esservi utile per la scelta di una buona lettura. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">In ogni mia recensione scriverò una frase chiave per me, che mi riporterà a quel preciso passaggio del libro così tra qualche anno quando rileggerò le mie recensioni mi ricorderò perché ho deciso di scrivere proprio di quel libro.</span></div><div><br></div><div><b><span class="fs18lh1-5">Cos’è il Caviardage?</span></b></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Il caviardage è un gioco di scrittura che porta a scrivere poesie o pensieri partendo da una pagina di un libro o di un giornale. &nbsp;Questo metodo di scrittura consiste nell’aprire un libro che hai già letto su una pagina a caso. Leggi e sottolinea un paio di parole che attirano la tua attenzione. Cerca con cura altre parole per unire il tutto. Non c’è un limite di tempo, potrai impiegare anche ore, ma alla fine ti sorprenderai del risultato e lo rifarai.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Io mi sono lasciata travolgere da questa tecnica. E come potrete notare per ogni libro mi sono messa a giocare con le parole. Già immagino molti di voi inorriditi nel vedere le pagine segnate dal colore, ma la creatività non ha limiti e va oltre a certi schemi. </span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">B come Buon divertimento 😊 </span></div><div><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><b class="fs14lh1-5">Collaboro con autori e case editrici?</b></div><div><span class="fs12lh1-5">No. Su questo punto sarò chiara. Questo spazio non è un lavoro per me, ma è solo il frutto di una mia passione. Non inviatemi libri gratuitamente, mi sentirei a disagio. Desidero essere libera di leggere quello che voglio. &nbsp;Ci sono periodi in cui leggo solo un determinato genere e altri in cui vario in continuazione. Leggo il libro che mi sussurra “comprami”. &nbsp;Non voglio essere condizionata da richieste e soprattutto da scadenze. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ogni lettura deve essere... una </span><span class="fs12lh1-5"><b>BUONA LETTURA.</b></span></div><hr><br><div class="imTACenter"><a href="https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php" class="imCssLink inline-block" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.sabrinaginocchio.it/blog/index.php', null, false)"><img class="image-1" src="https://www.sabrinaginocchio.it/images/blog.jpg"  width="156" height="105" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 09:32:00 GMT</pubDate>
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