L’amore fraterno vince sempre anche su buio e silenzio nel nuovo romanzo di Gianfranco Iovino “Chiara come il buio”
Pubblicato da il BLOG di Sabrina Ginocchio in b... come BUONA lettura · Venerdì 08 Mag 2026 · 3:45
Tags: Sabrina, Ginocchio, GIANFRANCO, IOVINO
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Caviardage di CHIARA COME IL BUIO
“Metti le cuffie e con gli occhi chiusi ascolta il tuo cuore”
Cosa ci svela la copertina:
In primo piano appare il volto di una ragazza con una folta chioma riccia e con gli occhi chiusi.
Trama:
Quando Lorenzo riceve una convocazione dalla clinica psichiatrica Villa del Santo Spirito di Roma, non sa ancora nulla di Chiara. Ben presto, però, la presenza della ragazza irromperà nella sua vita con una forza inaspettata, sconvolgendone gli equilibri e trascinandolo in un mondo per lui sconosciuto: quello della sua sorellastra. Si instaurerà un legame fragile e profondo, fatto di protezione e amore fraterno, che lo porterà ad affiancarla nel difficile percorso per affrontare crisi d’ansia e una neurodivergenza autistica che segna ogni aspetto della sua quotidianità. Chiara come il buio è l’ossimoro con cui la descrivono le persone che la conoscono davvero: una ragazza dagli occhi verdi, i ricci rossi ribelli e il volto cosparso di lentiggini, che nasconde dentro di sé un’oscurità capace di turbarne i pensieri. Le sue profonde crisi d’identità la spingono a fuggire dal mondo, rifugiandosi nel silenzio e nell’isolamento, incapace di comprendere una realtà che spesso non la comprende a sua volta. Chiara, però, chiede solo una cosa: essere accettata per ciò che è e per ciò che sente di essere.
Le mie considerazioni:
“Allora, Lorenzo, ha preso una decisione su Chiara?”
Ho appena chiuso l’ultima pagina di questo romanzo e mi sento come se fossi appena tornata da un lungo viaggio, uno di quelli che non ti lasciano la stessa persona che eri alla partenza. Ciò che mi ha colpita di più, fin dai primi capitoli, è stata la figura di Lorenzo. Non è il solito eroe da manuale: all’inizio è spigoloso, quasi respingente nella sua apatia. È un uomo che si è ritrovato tra le mani una responsabilità che non ha cercato e che lo spaventa a morte. Ma è proprio la sua evoluzione il perno del romanzo. Vederlo smussare la propria rabbia, vederlo passare dal desiderio di scappare al diventare un porto sicuro per Chiara, è stato un passaggio letterario che mi ha travolto emotivamente. Lorenzo non cambia perché deve, ma perché impara a guardare il mondo con gli occhi di un’altra persona, riscoprendo persino la sua musica.
“La loro percezione del mondo non è inferiore, è solo diversa, più analitica, dettagliata e sensorialmente intensa”.
E poi c’è Chiara. L’autore ha avuto un rispetto immenso nel descriverla. Non c’è ombra di quel pietismo mieloso che spesso accompagna i racconti che hanno come tema dominante le neuro divergenze. Chiara è una ragazza con una forza interiore che si manifesta in modi straordinari. Ad esempio l’autore utilizza magistralmente il gioco del Quindici come metafora della mente di Chiara, per lei non è un passatempo, ma un oggetto talismano, una bussola emotiva. Nel gioco, ogni movimento è logico e prevedibile. Non ci sono tradimenti o nuvole scure impreviste. E, poi, i mandala di Chiara che ho percepito come la sua vera voce. Lì dove le parole si incastrano o fanno male, i colori e le forme dei mandala creano una protezione, un cerchio magico dove il buio non può entrare.
La scrittura di Iovino mi ha catturata perché è asciutta, quasi fotografica, ma capace di picchi di tenerezza improvvisi. Non nasconde nulla: senti in dettaglio elementi tipici della narrazione d’impatto, la tensione delle incomprensioni, il peso del passato. Ma proprio perché l’autore non cerca di indorare la pillola , il finale brilla di una luce autentica. Una storia che inizia in un vagone di un treno e termina con una promessa sussurrata all’orecchio, lasciando al lettore la consapevolezza che, a volte, un bacio sulla fronte vale più di mille parole.
«Non serve capire tutto di chi soffre, basta essere presenti e non voltarsi dall’altra parte quando le loro fragilità si fanno sentire di più.»
B… come Buona lettura.

