Gli opposti si attraggono, come la luce e l’ombra, come dentro al romanzo “La ruota di Duchamp” di Maurizio Rossi
Pubblicato da il BLOG di Sabrina Ginocchio in b... come BUONA lettura · Mercoledì 19 Nov 2025 · 2:15
Tags: Sabrina, Ginocchio, Maurizio, Rossi
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Caviardage di LA RUOTA DI DUCHAMP
“Il tempo è un concerto di onde sonore"
Cosa ci svela la copertina:
In
primo piano risalta la famosa ruota di bicicletta di Marcel Duchamp. Una ruota
istallata al contrario al centro di uno piccolo sgabello di legno con quattro
gambe. Una forcella sostiene la ruota che è libera di compiere il suo movimento
rotatorio. In secondo piano appaiono due ombre, due visi: uno maschile e
l’altro femminile.
Trama:
Tra
due storie di vita apparentemente scontate, come lo possono essere gli oggetti
usati da Marcel Duchamp per comporre la sua celebre opera (da cui il romanzo
trae il titolo) si innesta il gomitolo narrativo che si svolge fino a collegare
le vite dei protagonisti. A poco a poco, la parola intraprenderà un cammino
sotterraneo verso la luce e il dolore inizierà a scavare un passaggio per
fluire e trovare lenimento. Ma le cicatrici che ha lasciato potranno mai
arrivare a guarigione?
Le mie considerazioni:
“L’opera
rappresenta un connubio tra staticità e movimento, abitudini e cambiamenti.”
“La
vita è una ruota che gira” molte volte abbiamo sentito questa espressione. Ed è
vero. Nella vita ci sono vicende che si ripetono, altre cambiano continuamente.
La vita si alterna a momenti buoni con momenti difficili. Implica che non
bisogna mai dare nulla per scontato, anche nella routine tutto può cambiare.
Ci
sono giornate trascorse nell’abitudine, nella confusione del vivere; basta che
si apra una finestra e una ventata d’aria rinnova la ripetizione dei gesti,
persino il sapore di una sigaretta. E lo sanno bene i due protagonisti di
questo romanzo: Umberto e Valeria.
“Sei Felice?...
Gli aveva chiesto qualche giorno prima; forse cercava una scusante a ciò che
aveva già deciso.”
Tutti giriamo
intorno alla felicità, la cerchiamo e la desideriamo.
Umberto ha quasi
settant’anni, è un dottore in pensione, è nonno e ha una separazione alle
spalle, non voluta, non accettata.
Valeria è una
signora strana, vive un conflitto con sé stessa e non riesce ad abbandonarsi, a
fidarsi di nessuno. Il passato la tormenta. Per difendersi dalle sue paure si
allontana. Ma la ruota della vita gira e i cambiamenti sono inevitabili.
La scrittura di
Maurizio Rossi è nitida, è fluida e la narrazione è ben strutturata. Presenta
tutto quello che è necessario lasciare su foglio per rendere il racconto
“girevole” (scorrevole).
Il finale non è per nulla scontato
e non sarò certo io a svelarvi qualche indizio.
B… come Buona lettura.

