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“LA LEVATRICE” di Bibbiana Cau: la custode di una pratica antica

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“LA LEVATRICE” di Bibbiana Cau: la custode di una pratica antica

Sabrina Ginocchio
Pubblicato da il BLOG di Sabrina Ginocchio in b... come BUONA lettura · Mercoledì 11 Feb 2026 · Tempo di lettura 3:30
Tags: SabrinaGinocchioBIBBIANACAU
Caviardage di LA LEVATRICE
“La sorte a volte ci gira le spalle e tocca aspettare che passi l’ombra”

Cosa ci svela la copertina:
È lo sguardo misto tra malinconia e serietà il protagonista di questa copertina. Lo sguardo appartiene a una donna vestita con indumenti di altri tempi e che ha come acconciatura uno chignon basso.

Trama:
Non è una di loro, Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l’ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è una llevadora che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell’anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un’ostetrica diplomata, destinata a sostituirla.
Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un’estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l’intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero giustizia.

 
Le mie considerazioni:
“Il suo modo di cavalcare destò disappunto in alcuni anziani seduti sull’uscio… Deus meu, tutto il mondo è sottosopra… commentò uno di loro.”
In un’epoca in cui le donne dovevano vivere nell’ambito domestico, sotto la guida, la protezione e la tutela dell’autorità maschile, la protagonista Mallena si ritrova tutta la famiglia sulle spalle perché il marito è ritornato dalla guerra ferito, con una gamba amputata. Le sorprese, nella vita, scompigliano la vita stessa. Alcune sono delle vere mazzate.
Mallena si fece forza sul suo sapere, imparato dalla mamma. Sapeva che quelle di sua madre erano mani che non l’avrebbero mai fatta cadere nel vuoto. Mani che sollevavano alla vita neonati insanguinati appena usciti da un ventre. Ma lei non ha il diploma quindi non merita di essere pagata.
“Insisto nel dire che non si può togliere alle donne povere l’assistenza… almeno di una levatrice”.
 
Il punto di forza sono le donne che si ribellano. Le donne che si uniscono a Mallena, non la lasciano sola. Un gruppo di donne determinate ottiene molto di più di un esercito armato. In questo romanzo gli uomini appaiono vigliacchi, alla fine si rendono conto degli errori, ma incapaci di prendere la giusta decisione.
La narrazione di Bibbiana Cau risulta intensa nella ramificazione di storie parallele che scivolano tra il dolore e il mistero.
La trama è ricca di colpi di scena che mi hanno tenuta incollata fino all’ultima pagina e questo libro lo custodirò nel cuore.
 B… come Buona lettura.







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