Rosanna Mutinelli con “LA CULLA D’ACQUA” ci immergerà negli abissi di mille volti
Pubblicato da il BLOG di Sabrina Ginocchio in b... come BUONA lettura · Venerdì 27 Feb 2026 · 2:15
Tags: Sabrina, Ginocchio, ROSANNA, MUTINELLI
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Caviardage di LA CULLA D'ACQUA
“Dal mio bagaglio vorrei scaricare tutti i pesi inutili”
“Dal mio bagaglio vorrei scaricare tutti i pesi inutili”
Cosa ci svela la copertina:
Tra le onde impetuoso del mare emerge un volto… un’anima.
Trama:
Hailù è solo un ragazzo ma conosce già il peso della paura, della fuga e della sopravvivenza. Con i suoi genitori ha intrapreso un viaggio disperato dall’Eritrea verso l’Europa, attraversando deserti infiniti e incrociando gli sguardi di chi, come lui, non può tornare indietro. In balia di trafficanti senza scrupoli e centri di detenzione libici dove la speranza sembra svanire, lui non si arrende. Nel Mediterraneo, il temuto “the River”, con grande coraggio affronta onde, paura e incertezza. Con la sua voce, Hailù racconta una storia di resilienza e di ricerca di una vita migliore, dando un volto umano alla condizione di chi è costretto a migrare.
Le mie considerazioni:
“… non mollo la mamma nemmeno quando mi sento strattonare dal tizio con il fucile.”
In questo romanzo la voce narrante è di Hailù, un bambino che ci racconta il suo viaggio, la sua attraversata in mezzo al Mediterraneo con i suoi genitori. Un viaggio pieno di insidie, di cattiveria. Durante il viaggio non serviva commettere qualcosa di sbagliato per essere picchiati perché parlare, lamentarsi, muoversi, guardare o chiedere era un buon motivo per essere preda di calci.
Quante volte abbiamo ascoltato le varie tragedie al telegiornale dei migranti che perdono la vita in mare. Perché rischiano la vita?
Halilù con i suoi occhi da bambino, ma con una voce matura per la sua età, cresciuto troppo in fretta, ce lo racconta.
“Meglio morire in mare che tornare là”.
Partire per uscire dalla schiavitù, per allontanarsi dalla povertà.
Il romanzo, animato dal forte lato psicologico dei vari personaggi, poggia su una struttura che strappa al lettore varie riflessioni ed emozioni. La malvagità di alcuni avanza come uno tsunami.
La narrazione si svolge in cinque giorni, ben scanditi, alternando presente e ricordi.
La scrittura dell’autrice è fluida, acchiappa quei sentimenti che fanno un giro vorticoso nell’animo per poi emergere negli abissi di mille volti.
“È difficile la vita di un pescatore, ma in mezzo al mare c’è una libertà che non si trova da nessun’altra parte. Sulla terra si trova solo gente cattiva.”
B… come Buona lettura.

