Dalle penne di dodici maestri del gotico: “I fantasmi dell’inverno”
Pubblicato da il BLOG di Sabrina Ginocchio in b... come BUONA lettura · Sabato 06 Gen 2024 · 3:15
Tags: Sabrina, Ginocchio
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Caviardage di FANTASMI DELL'INVERNO
“E niente. Gli spifferi del cuore formicolano la mente.”
Cosa ci svela la copertina:
É una copertina che richiama i colori del Natale. L’agrifoglio fa da cornice ai nomi degli autori dell’antologia e in alto a destra c’è una candela accesa all’interno di una lanterna. Il suggerimento è chiaro: leggete il libro con la luce accesa.
Trama:
Inverno: la stagione delle notti più fredde, delle tenebre che avviluppano la Terra, della luce che muore. La stagione dei fantasmi: quando i crepuscoli si tingono di nero, infatti, è bello raccontare e raccontarsi gli incubi che abitano i recessi della nostra mente, immaginarli camminare di fianco a noi. Così, prima ancora che Charles Dickens componesse il suo Canto di Natale, la letteratura – in particolare quella anglosassone – ha trovato le sue parole più belle per dare vita al lato in ombra della realtà, ed è tradizione in quei luoghi raccogliersi insieme per leggere inquietanti storie gotiche.
Nei dodici racconti di questa raccolta, spiriti e fantasmi si danno appuntamento in gran parata per riempire di presenze le lunghe ore invernali. Dal fango della Londra dickensiana alle scogliere della Cornovaglia, estremo limite del mondo, dalla Edimburgo del Settecento sotto un gelido manto bianco a una enorme villa adagiata su un isolotto in mezzo a un lago italiano, gli esseri soprannaturali che incontriamo in queste storie ci accompagnano in una trasvolata che tocca le più varie epoche e Paesi e ci rivelano con eleganza che il posto più buio di tutti, in fondo, è il cuore degli uomini. Dalle penne di maestri del gotico – fra gli altri, Stuart Turton, Kiran Millwood Hargrave, Laura Shepherd-Robinson e Susan Stokes-Chapman – I fantasmi dell’inverno è una raccolta di dodici storie di ombre, possessioni demoniache e sogni ricorrenti; una incredibile collezione di fantasmi, spiriti, apparizioni e spettri da leggere con il fiato sospeso.
Le mie considerazioni:
“Le seconde candele dell’avvento ardono sugli altari della chiesa della capitale...”
“…ma quando è tornato il Natale mi sono trovata a pensare: perché no?”“C’era persino una candela dell’avvento, consumata con cura fino a quel giorno…”
“Le ghirlande erano appese ai ganci per i dipinti in grandi quantità…”
Ogni autore nel proprio testo ha inserito particolari riguardanti il Natale, tutte queste frasi per depistarci, per illuderci, per creare un’atmosfera da buonismo, farci credere che tra le righe spunteranno dolci gnomi e invece le “lucine” natalizie attirano e risvegliano spiriti e fantasmi.
Il gotico è un genere entrato in voga in Inghilterra a partire dalla metà del Settecento. Nasce in contrapposizione con gli ideali di equilibrio e bellezza del neoclassicismo: per questo prevalgono comportamenti irrazionali.
Lo stile gotico riprende la teoria del «sublime» di Edmund Burke: il sublime del terrore, incentrato sugli aspetti misteriosi.
In questa raccolta ogni autore con maestria mi ha tenuto attaccato alle righe e i finali non sono per nulla scontati. È la prima volta che mi addentro nel gotico e ne sono rimasta affascinata per la capacità degli autori nel riuscire in poche pagine a catapultarmi tra i personaggi e le ambientazioni di altri tempi. Dodici brevi mini-film, grazie ai quali leggevo e vedevo la pellicola che scorreva davanti ai miei occhi.
Terminato il libro ho letto i nomi dei singoli autori e con grande stupore sono più donne: dieci autrici e due autori.
Non riesco a stilare una classifica, ma la media dei voti è decisamente un bel nove. “A doppio filo” e “La vecchia recita” mi hanno tenuto sulle corde fino all’ultima parola.Questa collezione di racconti è un vero capolavoro.
B… come Buona lettura.

