L’arte di trattenere il tempo su “GHIACCIAI” di Alexis M. Smith
Pubblicato da il BLOG di Sabrina Ginocchio in b... come BUONA lettura · Lunedì 27 Apr 2026 · 2:30
Tags: Sabrina, Ginocchio, ALEXIS, M., SMITH
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Caviardage di GHIACCIAI
“La malinconia è una vecchia bicicletta: pedala e non cadere”
Cosa ci svela la copertina:
Sullo sfondo di alcune vecchie lettere e cartoline emerge il volto di una ragazza.
Trama:
Isabel ha poco più di vent'anni e un debole per quello che gli altri si sono lasciati alle spalle e che rischia di essere dimenticato. Si prende cura delle storie che incontra: salvando oggetti e vestiti nei negozi vintage o riparando libri danneggiati nella biblioteca in cui lavora.
La sua passione per ciò che potrebbe scomparire viene da lontano. Ha avuto inizio con i ghiacciai in Alaska che sono stati la sua prima casa e con un'antica cartolina di Amsterdam, città in cui non è mai andata, che le ha insegnato il valore della memoria e il senso della perdita. Sono solo poche righe, ma racchiudono una storia d'amore preziosa. È lo stesso amore che Isabel potrebbe provare per Spoke?
La sua passione per ciò che potrebbe scomparire viene da lontano. Ha avuto inizio con i ghiacciai in Alaska che sono stati la sua prima casa e con un'antica cartolina di Amsterdam, città in cui non è mai andata, che le ha insegnato il valore della memoria e il senso della perdita. Sono solo poche righe, ma racchiudono una storia d'amore preziosa. È lo stesso amore che Isabel potrebbe provare per Spoke?
Le mie considerazioni:
“Isabel pensa spesso Ad Amsterdam, anche se non ci è mai stata e probabilmente non ci andrà mai.”
In un mondo che corre verso il nuovo, il romanzo di Alexis M. Smith ci invita a fermarci.
Ghiacciai non è solo la storia di Isabel, ma è un elogio di tutto ciò che è fragile e destinato a scomparire. La bellezza di questo libro risiede nel contrasto: si svolge nell’arco di una sola giornata, eppure contiene decenni di ricordi, dalle distese gelate dell’Alaska alle strade mai viste di Amsterdam.
Isabel è una protagonista rara, che trova la sua missione nel “riparare”: che si tratti di un libro rovinato o di un abito vintage, lei vede la dignità laddove gli altri vedono scarto. La scrittura dell’autrice è cristallina come il ghiaccio di cui parla, capace di sciogliersi dolcemente nel flusso dei pensieri della protagonista.
“Isabel cerca di immaginare L… Ma non riesce a visualizzarla. Riesce soltanto a capirla.”
Il tema della perdita è centrale, ma non è mai trattato con disperazione. C’è invece un senso di cura quasi sacro verso il passato. Il rapporto sospeso con Spoke aggiunge quella tensione delicata che rende il finale aperto alla speranza, proprio come un futuro che deve essere scritto, ma che poggia su fondamenta solide fatte di storie salvate.
“Raccontiamo tutti una storia che non abbiamo mai raccontato a nessuno.”
Perché leggerlo?
Perché è una lettura preziosa per chiunque abbia mai guardato un vecchio oggetto chiedendosi: qual era la sua storia? E per la protagonista, in cui ogni “accumulatore” di libri e vintage si riconoscerà.
B… come Buona lettura.

