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L’arte dello sguardo vuoto: le donne di Jane Yang in “COME DUE FIORI DI LOTO”

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L’arte dello sguardo vuoto: le donne di Jane Yang in “COME DUE FIORI DI LOTO”

Sabrina Ginocchio
Pubblicato da il BLOG di Sabrina Ginocchio in b... come BUONA lettura · Lunedì 27 Lug 2026 · Tempo di lettura 4 minuti
Tags: SabrinaGinocchioJaneYang
Caviardage di COME DUE FIORI DI LOTO
L'acqua trascina con sé il passato.

Cosa ci svela la copertina:
Una ragazza cinese, vestita con abiti ricamati a mano, ci ipnotizza con il suo sguardo vuoto.

Trama:
Canton, tardo Ottocento. Piccolo Fiore è una bambina di vivace intelligenza e dal formidabile talento nell’arte del ricamo. Ma nella Cina ancora semifeudale di fine Ottocento, le opportunità che le si aprono sono molto limitate. Per questo, fin da quando è piccola, la madre le offre l’unico privilegio possibile alle fanciulle del suo infimo rango, ossia un matrimonio vantaggioso grazie alla tradizionale e dolorosissima pratica della fasciatura dei piedi. Ma queste prospettive di riscatto sono destinate ad annullarsi alla morte improvvisa del padre: per lei ora l’unica strada possibile è quella della schiavitù presso una famiglia di più alto rango. È così che Piccolo Fiore fa ingresso nella casa di Linjing, sua coetanea e padrona. Da quel momento e per gli anni a venire la vita delle due giovani dovrà destreggiarsi tra gli alti e bassi della loro complicata amicizia e le millenarie tradizioni di una Cina sempre più attenta alle nuove tendenze che arrivano dall’Occidente. La storia di due donne molto diverse, delle immani ingiustizie che entrambe subiscono, degli amori e della loro incessante lotta per la libertà diventano in questo romanzo d’esordio la storia di un intero paese, la cui cultura sempre più ci interroga, ci inquieta e ci affascina.

 
Le mie considerazioni:
Per capire a fondo questo romanzo, bisogna partire dal titolo e da quel fiore, il loto, che affonda le radici nel fango per sbocciare immacolato in superficie. Nella Cina di fine Ottocento, la bellezza e il valore di una donna erano legati a un canone estetico atroce: la fasciatura dei piedi.
Fin dall'infanzia, le dita dei piedi delle bambine venivano piegate e strette con bende per bloccarne la crescita. L'obiettivo? Ottenere i cosiddetti “loti d'oro”, piedi minuscoli che non superavano i 10 centimetri. Questa pratica, dolorosissima e invalidante, era l'unico strumento di riscatto per le famiglie più povere. Un piede perfetto era il biglietto da visita per un matrimonio vantaggioso. Ed è esattamente ciò che la madre di Piccolo Fiore, una delle protagoniste, tenta disperatamente di donarle, prima che il destino la costringa invece alla schiavitù.
Il romanzo è la storia di un legame complesso tra Piccolo Fiore e Linjing. Due ragazze speculari, entrambe prigioniere di un sistema patriarcale che le schiaccia, seppur da altezze diverse. Ed è proprio nel contrasto dei loro ruoli che risuona una delle frasi più forti del libro, che Piccolo Fiore pronuncia per rivendicare la propria dignità:
«Finché ti vedrai come la mia padrona, non potremo essere amiche...»
L'amicizia tra Piccolo Fiore e Linjing si muove su un filo teso tra affetto e barriere sociali invalicabili. Entrambe subiscono immani ingiustizie, ma entrambe devono imparare l'arte della sopravvivenza in un mondo in cui alle donne è richiesto di scomparire dietro i doveri familiari. Una sottomissione tramandata di generazione in generazione, come un'eredità di colpe non scritte:
«Il peccato di una figlia è responsabilità della madre, così come il peccato di una madre è il fardello della figlia.»
Mentre le due protagoniste crescono, la Cina stessa inizia a cambiare, scossa dalle prime influenze che arrivano dall'Occidente. Ma per queste donne, la vera resistenza si gioca nel quotidiano, nell'imparare a nascondere i propri pensieri per proteggere la propria anima.
«...tra tutti i suoi insegnamenti, il più prezioso rimaneva quello dello sguardo vuoto.»
Lo sguardo vuoto non è passività, è uno scudo. È la capacità di non mostrare mai il proprio dolore.
 
La scrittura di Jane Yang è delicata come un filo di seta ma affilata come l'ago che lo guida. Ci interroga, ci inquieta per la crudeltà dei dettagli storici, ma ci affascina per l'incessante sete di libertà delle sue protagoniste.

B… come Buona lettura.








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